Nella legge di stabilità 2016 ci sono molti interventi che riguardano il mondo del lavoro e, in misura inferiore, il settore pensionistico (che sarà oggetto di una complessiva riforma nel corso del prossimo anno). Dal rinnovo delle decontribuzioni per le assunzioni stabili, agli sgravi Irap per i lavoratori stagioneli (importante per settori come il turismo); dal rifinanziamento della cassa integrazione all’intervento per la salvaguardia di altri 26mila esodati; dall’avvio della flessibilità pensionistica con il part-time, all’estensione della no-tax area.

TUTTI GLI INTERVENTI PER LAVORO E PENSIONI NELLA LEGGE DI STABILITA’ 2016

AMMORTIZZATORI SOCIALI –  Disposto il rifinanziamento di 250 milioni di euro, per il 2016, degli ammortizzatori sociali in deroga (18 milioni destinati alla cassa integrazione guadagni in deroga per il settore della pesca).

DECONTRIBUZIONE PER ASSUNZIONI – Continueranno gli sgravi per chi assume con contratto a tutele crescenti o stabilizza i contratti a termine. Lo sconto sui contributi (con l’esclusione dei premi e contributi Inail), dopo la fase di emergenza dello scorso anno, che richiedeva un incentivo decisamente sostenuto per poter creare nuova occupazione, verrà progressivamente ridotto. Di qui alla fine del 2015 avrà una durata massima di tre anni e un tetto di 8.060 euro. Per i contratti firmati nel 2016 durerà massimo due anni con un taglio al 40 per cento, con la somma scaricabile che scende quindi a 3.250 euro. Dal 2017 la decontribuzione avrà durata massimo di un anno e il tetto sarà di 1.600 euro, fino a quando, nel 2018, il meccanismo dovrebbe essere azzerato.

CONTRATTAZIONE AZIENDALE SU PRODUTTIVITA’ E WELFARE – Prevista l’applicazione, sulla quota di salario di produttività, di partecipazione agli utili dei lavoratori o di welfare derivante dalla contrattazione aziendale, di una aliquota ridotta del 10per cento, per uno sgravio complessivo di circa 430 milioni nel 2016, che sale a 589 milioni nel 2017. La novità è che si amplia la fascia dei beneficiari, comprendendo chi percepisce fino a 50 mila euro lordi annui: anche i quadri, oltre agli impiegati e agli operai, potranno godere dell’agevolazione fiscale.

SGRAVI IRAP PER LAVORATORI STAGIONALI – Estesa la deducibilità del costo del lavoro dall’imponibile Irap, nel limite del 70 per cento, per ogni lavoratore stagionale impiegato per almeno 120 giorni per due periodi d’imposta, a decorrere dal secondo anno di contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nell’arco di due anni a partire dalla cessazione del precedente contratto.

ESODATI – Grazie al recupero dei “risparmi” delle altre salvaguardie, previsto un nuovo intervento, il settimo della serie, a favore degli esodati, cioè di chi, non avendo ancora maturato i requisiti richiesti dalla “legge Fornero”, rischia di restare senza pensione e senza stipendio. Garantito l’accesso al trattamento previdenziale con i vecchi requisiti a un massimo di ulteriori 26.300 soggetti, sia individuando nuove categorie di beneficiari, sia incrementando i contingenti di categorie già oggetto di precedenti salvaguardie, attraverso il prolungamento del termine (da 36 a 60 mesi successivi all’entrata in vigore della riforma pensionistica) entro il quale i soggetti devono maturare i vecchi requisiti. Per effetto di tali disposizioni il limite massimo di soggetti salvaguardati viene stabilito a 172.466.

PENSIONI, PART-TIME E FLESSIBILITA’ –  I lavoratori dipendenti del settore privato che si trovano a tre anni dall’aver maturato i requisiti necessari al pensionamento di vecchiaia potranno concordare con l’azienda un orario ridotto al 50per cento, mantenendo uno stipendio pari a circa il 65per cento rispetto a quello percepito fino a quel momento. La scelta del part-time non comporterà nessuna penalizzazione sulla pensione, perché lo Stato si farà carico dei contributi figurativi. Il datore di lavoro, dal suo canto, dovrà corrispondere in busta paga al lavoratore la quota dei contributi riferiti alle ore non prestate, che si trasformeranno quindi in salario netto.

PENSIONI, NO A INDICIZZAZIONE NEGATIVA – Viene esclusa l’applicazione di un’indicizzazione negativa delle prestazioni previdenziali ed assistenziali: disposto, infatti, che la percentuale di adeguamento dei relativi importi, corrispondente alla variazione nei prezzi al consumo accertata dall’Istat, non possa essere inferiore a zero. Si è ritenuto socialmente insostenibile chiedere ai pensionati la restituzione, anche minima, di una quota della pensione.

PENSIONI, AUMENTA LA NO-TAX AREA – La soglia di reddito entro la quale i pensionati non versano l’Irpef, la cosiddetta “no tax area”, passa, per chi ha più di 75 anni, dagli attuali 7.750 euro a 8.000 euro. Per chi invece ha meno di questa età di passa da 7.500 a 7.750 euro. Si tratta di una misura che nel complesso coinvolge 6 milioni di pensionati.

NO PENALIZZAZIONI PER PENSIONI ANTICIPATE – Estesa al 2016 una misura della scorsa Legge di Stabilità che prevede la cancellazione della penalizzazione dei trattamenti pensionistici anticipati prevista dalla “riforma Fornero”. La misura interessa coloro che sono andati in pensione di anzianità con meno di 62 anni nel triennio 2012-2014.

CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ – Per i contratti di solidarietà di tipo “B” (aziende artigiane) stipulati entro il 14 ottobre 2015 è ripristinata l’integrazione salariale per tutta la loro durata. Mentre per quelli stipulati in data successiva e fino al 30 giugno 2016, la relativa durata è riconosciuta fino al 31 dicembre 2016.

INDENNITA’ DISOCCUPAZIONE CO-CO-PRO – Prorogato a tutto il 2016 l’istituto dell’indennità di disoccupazione per i titolari di contratto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL).

OPZIONE DONNA – Previsto un monitoraggio annuale del numero di lavoratrici e delle risorse utilizzate per la cosiddetta “opzione donna”, che permette alle lavoratrici l’accesso al trattamento pensionistico anticipato in presenza di un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e di un’età pari o superiore a 57 anni e 3 mesi per le dipendenti e a 58 anni e 3 mesi per le autonome, a condizione che optino per il calcolo contributivo integrale, ferma restando la maturazione di questi requisiti entro il 31.12.15. L’obiettivo è quello di prolungare la sperimentazione oltre il 31 dicembre 2015, nel caso in cui si realizzino dei risparmi di risorse. Prevista la trasmissione, entro il 30 settembre di ogni anno, di una relazione alle Camere, da parte del Governo, sulla base dei dati rilevati dall’Inps.

PER I LAVORATORI DELL’AMIANTO – La maggiorazione contributiva per i lavoratori esposti ad amianto si applicherà, ai fini del conseguimento del diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico, non solo nel corso del 2015, come previsto dalla normativa vigente, ma anche nel corso degli anni 2016, 2017 e 2018.

Istituito, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Fondo per le vittime dell’amianto in favore degli eredi delle persone decedute in seguito a malattie legate all’esposizione all’amianto nel corso delle operazioni portuali volte a realizzare la cessazione dell’impiego dell’amianto stesso.

Riconosciuto l’accesso alle prestazioni in favore dei malati di mesotelioma anche agli eredi di chi ha contratto questa patologia per esposizione a familiari impiegati nella lavorazione dell’amianto ovvero per esposizione ambientale comprovata e che siano deceduti nel corso del 2015.

INDENNIZZI DANNO BIOLOGICO – A decorrere dal 2016, gli importi degli indennizzi per danno biologico erogati dall’Inail sono rivalutati, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, su proposta dello stesso presidente dell’Inail, sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati e operai intervenute rispetto all’anno precedente.