Newsletter n. 58
7 agosto 2014

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Siamo in agosto, ma continua in maniera febbrile l'attività a Roma e sul territorio. Senza giri di parole veniamo subito alla sostanza. Intanto ti evidenzio due appuntamenti importanti, entrambi fissati per domani, venerdì 8 aogsto. Alle ore 17.30 sarò a Rimini per un confronto con Susanna Camusso, segretaria della Cgil nazionale, sulle riforme e in particolare su quella della Pubblica amministrazione. In serata alle 20.30 sarò alla Festa di Panighina  (parco 1° Maggio, via del Poggio Bertinoro - centro polisportivo) per una intervista pubblica: ti aspetto!
Non ci fermeremo in agosto e cercherò di aggiornarti sugli appuntamenti futuri non solo attraverso la newsletter, ma anche Facebook, Twitter e il mio sito.

Prima di venire ai temi della settimana, non posso non scrivere due parole sulla notizia che ha destato scalpore in tutto il mondo: la riapertura delle indagini sulla morte di Marco Pantani, con l'ipotesi di reato di omicidio. Attenzione, si tratta di una "ipotesi di reato": giusto precisarlo perchè il 'doping mediatico' al quale siamo sottoposti tende a far percepire come scontato che Pantani sia stato effettivamente ucciso. La tesi è che il Pirata non sarebbe morto in maniera involontaria per overdose di cocaina, ma sarebbe stato ucciso da ignoti che lo avrebbero prima immobilizzato e poi costretto a bere cocacina diluita con acqua. Ogni volta che si sentono e leggono i dettagli di questa vicenda, è come vederlo ucciso un'altra volta. Vorrei scrivere tante cose su di lui, su quel 5 giugno del 1999 quando a Madonna di Campiglio venne escluso per ematocrito alto dal Giro d'Italia che stava letteralmente dominando; non lo farò per non essere noioso. Preferisco ricordare Marco Pantani così, come lo ricordano i milioni di tifosi che lo hanno seguito in Italia e nel mondo, come lo ricorda la Romagna che lo ha amato più di ogni altro sportivo. A lui ho dedicato la foto di questa settimana.

IMPRESE, AGRICOLTURA, ENERGIA - Abbiamo approvato alla Camera la conversione in legge di un importante decreto, che cerca di migliorare la competitività del nostro Paese e di sostenere il nostro sistema produttivo. E' stato intitolato Decreto Competitività. Tanti i contenuti del provvedimento: crediti alle imprese, riduzione del 10% della bolletta per le Pmi, spalma-incentivi per il fotovoltaico con quattro opzioni, abolizione della tariffa elettrica di favore per Rfi (all'infuori del servizio universale e di quello merci), norme in materia di bonifiche, sul Sistri, per il dissesto idrogeologico. Un provvedimento ricchissimo, 'omnibus', in cui si passa dall'agricoltura all'ambiente, dall'energia al fisco. Di seguito una sintesi dei contenuti e le modifiche apportate rispetto alla versione del Senato.

PIL NEGATIVO - In questi giorni si parla molto del dato negativo sul pil registrato nel secondo trimestre di quest'anno. Nella stessa giornata, però, sono stati diffusi anche altri dati che pur non inducendo a festeggiare alcunchè, danno un quadro meno fosco di come i mass media tendono a dipingere. Sono quelli che segnano un aumento della produzione, che si vanno ad aggiungere a quelli dei giorni scorsi che mostravano un lieve incremento dell'occupazione a giugno (78mila posti in più). Certo, non basta: sono il primo ad essere d'accordo su questo. E comprendo anche l'impazienza che tanti di noi vivono, frutto di vent'anni di scelte non fatte o scelte sbagliate (salvo rari casi) che hanno fatto perdere opportunità, ricchezza e fiducia. Ora si chiede a questo Governo (giustamente) di recuperare il tempo perduto; ce la stiamo mettendo tutta. Ci manca la bacchetta magica, ma non la volontà di provarci fino in fondo. Qui qualche riflessione (e qualche dato in più) sulla situazione economica.

FORLI'-CESENA - Il dibattito è aperto in queste settimane non solo sul futuro della Regione, ma anche su quello delle Province. Forlì-Cesena sarà chiamata a scegliere il proprio presidente tra i 30 sindaci del territorio provinciale e ad eleggerlo saranno i consigliere comunali di tutti i comuni del territorio. In questa intervista ho spiegato perchè il sindaco di Forlì, Davide Drei, è secondo me la figura che più di altre può e deve ricoprire quel ruolo. Forlì e Cesena devono lavorare insieme, è ora davvero di finirla con la guerra di campanile che non fa altro che indebolire entrambi. Forlì e Cesena, parte della stessa Provincia, devono marciare unite e compatte. Ecco perchè il sindaco del Comune capoluogo, Forlì, deve guidare tutto il territorio provinciale. Per pesare di più nelle scelte che contano, per non perdere opportunità, per essere più forti nell'interesse dei cittadini e delle imprese. Qui puoi scaricare l'intervista che ho rilasciato al 'Carlino' di Forlì su questo tema.

SILVER SIROTTI -  Lunedì mattina ho partecipato al ricordo di Silver Sirotti, il forlivese eroe dell'Italicus, il treno che il gruppo terroristico "Ordine nero" il 4 agosto del 1974 fece esplodere provocando la morte di 12 persone e il grave ferimento di 44 persone. Tra le 12 vittime c'era anche Silver, 25enne, giovane controllore che rimase illeso nell'esplosione; ciò nonostante prese l'estintore e imbracciando il coraggio a piene mani si gettò nelle carrozze roventi per cercare di trarre in salvo i passeggeri. Per questo atto in cui immolò la propria esistenza, è stato insignito della medaglia d'oro al valore civile dalla presidenza della Repubblica. A 40 anni di distanza, come ogni anno, Forlì ne ha ricodato il sacrificio. In autunno verrà ricordato con gli onori e la risonanza che merita. Silver è un esempio ancora attuale, nonchè la vittima di una stagione buia del nostro Paese su cui ancora si fatica a far luce. Per questo approveremo il reato di depistaggio, per tutte le vittime, per tutti i famigliari e per amore della verità. Al più presto, spero subito alla ripresa dei lavori a settembre.

CALCIO E BASKET - Buone notizie per lo sport forlivese. E’ andata in porto positivamente l’operazione di acquisizione della Fulgorlibertas basket Forlì da parte degli investitori bolognesi, che in questo modo si faranno carico non solo dei debiti pregressi, ma garantiranno anche la continuità della pallacanestro in città ad alti livelli. E’ cominciata anche la stagione del Forlì calcio, che torna in serie C dopo oltre 30 anni di attesa. Mercoledì sera si è svolta la prima amichevole con il Cesena calcio (appena tornato in serie A), finita 0-0 con segnali incoraggianti per il futuro. Per chi vuole sostenere la squadra attraverso un abbonamento allo stadio, qui le informazioni necessarie.

REGIONE - Finalmente il Pd emiliano romagnolo ha fatto la scelta giusta: primarie aperte, possibilità di più candidature, confronto aperto. Non può essere altrimenti per una Regione che si presenta al voto dopo 15 anni di governo di Vasco Errani e dunque alla chiusura di un ciclo importante. Mancano ancora le date e qualche dettaglio, ma siamo sulla strada giusta. Nel frattempo l’ex sindaco di Forlì, Roberto Balzani, ha cominciato a farlo (ti segnalo a questo proposito una interessante intervista che ha rilasciato al Carlino). Adesso però bisogna cominciare a parlare di cosa serve alle persone e alle imprese della nostra regione, di idee, di progetti, di cose concrete. Perché poi una volta eletti, una volta finite le schermaglie e i fuochi d'artificio elettorali, è solo questo quello che conta.

POLETTI - Ho incontrato nei giorni scorsi il ministro del Lavoro e Politiche sociali, Giuliano Poletti. A lui ho chiesto di incontrarci per fare il punto sulle principali attività che sta portando avanti il suo ministero, ma soprattuto per sensibilizzarlo (essendo l'unico ministro romagnolo, anche se imolese :) sui temi che sono cari al territorio forlivese: aeroporto, scalo merci, riforma del Terzo settore, stabilimenti di importanti gruppi industriali come Electrolux, Bonfiglioli e Ferretti. Ho sottoposto al ministro anche alcuni rilievi che ho raccolto sul programma "Garanzia Giovani" sia nella presentazione ufficiale del programma che abbiamo fatto a Forlimpopoli con il consigliere regionale Thomas Casadei e l'assessore regionale Patrizio Bianchi, che in alcuni incontri privati avuti in questi giorni. Considerazioni che poi ho condensato in due lettere (una sui temi locali e una su quelli nazionali) che ho fatto avere al ministro.

E45-E55 - Lunedì ho partecipato alla Camera di Commercio ad un incontro convocato dal presidente Alberto Zambianchi sul futuro della E45-E55. Un corridoio viario di dimensione europea che è la chiave che può consentire finalmente di ammodernare la E45 (una strada che ormai è un colabrodo), di portare investimenti che servono davvero e di aumentare la competitività del nostro territorio. La Corte dei Conti ha recentemente mosso alcuni rilievi che rischiano di rallentare l'avanzamento del progetto, che invece potrebbe viaggiare più speditamente se fosse inserito nel decreto "Sblocca Italia" che il Governo ha recentemente annunciato e di cui è atteso il testo per le prossime settimane. Stiamo lavorando a questo obiettivo assieme ai deputati che provengono da territori attraversati dalla E45, in particolare con il mio collega cesenate Enzo Lattuca. Nella convinzione che fare squadra sia l'unico modo per provare a portare a casa risultati.

QUOTA 96, CHE PASTICCIO! - Un vero e proprio pasticcio. Non so trovare altra parola per definire la retromarcia che il Governo è stato costretto a fare dalla Ragioneria generale dello Stato sui cosiddetti "Quota 96", ossia insegnanti che avevano maturato il diritto alla pensione senza però poterne effettivamente beneficiare e dunque dovendo continuare a lavorare per effetto della Legge Fornero (non si tratta di un allungamento dell'età pensionabile, come avvenuto per molti penalizzati da quella riforma). Alla Camera si era lavorato anche di notte per trovare le coperture e far passare il provvedimento attraverso un emendamento della mia collega Manuela Ghizzoni. Il testo era stato approvato, con l'avvallo del Governo stesso. Questa retromarcia, oltre a far arrabbiare i diretti interessati, fa arrabbiare anche chi ci ha lavorato, come il sottoscritto, perchè dà il senso di una burocrazia ministeriale che fa di tutto per contrastare il processo di cambiamento che è in corso. E che alla fine vince sulla politica. Possono aver vinto questo round, ma non ci rassegneremo: l'Italia ha bisogno di uscire da queste logiche assurde e la politica non deve piegarsi ai diktat degli apparati.

Per questa settimana è tutto. Ti aspetto domani sera a Panighina per salutarci di persona, altrimenti alla prossima!

A presto, 

Marco

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