Newsletter n. 225
8 marzo 2018

Le elezioni sono passate e, inutile negarlo, sono state un terremoto politico. La vittoria del Movimento 5 stelle e del centrodestra è netta, così come lo è la sconfitta del centrosinistra e della "sinistra-sinistra" che sommata insieme (Liberi e Uguali + Potere al Popolo) non arriva nemmeno al 5%. In uno scenario di questo tipo, assume un peso ancora maggior la mia, la nostra vittoria sul collegio uninominale di Forlì/Faenza nel quale ero candidato per la coalizione di centrosinistra. Per prima cosa, dunque, voglio ringraziare tutti voi che mi seguite, mi avete sostenuto (anche chi non mi ha votato, ma apprezza il lavoro che svolgo), mi avete stimolato. Ricevere il voto di oltre 48mila persone è una responsabilità che sento tutta e a cui cercherò di corrispondere con il massimo dell'impegno, della presenza e dell'attenzione. 

Qui alcune mie interviste: Carlino Forlì (editoriale) - ForlìToday (video) - Corriere Romagna - SetteSere - TeleRomagna  

Perchè è importante la vittoria sul nostro collegio? Intanto perchè abbiamo portato 14 punti percentuali in più rispetto al dato nazionale; poi perchè nei collegi vicini (Cesena e Rimini) i candidati del centrosinistra non ce l'hanno fatta piazzandosi addirittura al terzo posto. C'è poi la considerazione che riguarda la quantità di voti diretti alla persona (oltre 2mila) che sono stati decisivi per la vittoria finale: un numero eclatante se si tiene conto che in mezzo collegio - il territorio faentino - ero sconosciuto fino a prima di queste elezioni.
Ultima nota: su 232 collegi uninominali alla Camera e 116 al Senato, solo 37 sono stati vinti dal centrosinistra (a cui ne vanno aggiunti cinque degli autonomisti tra Val d'Aosta e Alto Adige), grosso modo il 12%. 
In una disfatta di questo tipo, senza essere nè ministro, presidente di commissione, capogruppo dirigente nazionale del partito, senza ruoli di primo piano e - soprattutto - senza paracaduti o ripescaggi, vincere sul proprio territorio è una piccola soddisfazione che addolcisce l'amarezza per la sconfitta nazionale e dà la carica per affrontare la sfida dei prossimi anni. In cui sarò collocato all'opposizione. 

Qui i risultati del mio collegio | Gli altri collegi romagnoli: Ravenna - Cesena - Rimini

Si perchè su questo non ho dubbi. Le elezioni hanno dato due vincitori sul piano nazionale: il Movimento 5 Stelle e la coalizione di centrodestra. Queste due aree sommate rappresentano circa i 2/3 dei votanti nel Paese. A loro deve spettare il compito di formare una maggioranza alla Camera e al Senato per poi dar vita a un governo. In una democrazia parlamentare, in cui si vota per i rappresentanti in parlamento e non per il Governo, funziona così. 

Chi ha perso - e pur avendo vinto sul mio collegio, mi ritengo tra quelli che hanno perso - deve stare all’opposizione, in maniera responsabile, seria, costruttiva, contribuendo ai provvedimenti che si ritengono utili all’Italia, semmai organizzandosi e lavorando per provare a diventare maggioranza nelle elezioni successive. Deve, però, stare all’opposizione.
I vincitori di queste elezioni hanno ottenuto un successo motivato da promesse molto importanti (a mio avviso irrealizzabili, ma vedremo) come il reddito di cittadinanza, la tassa unica al 23%, la risoluzione del problema dell'immigrazione, l'aumento di tutte le pensioni. La gente li ha votati (anche) per questo ed ora è giusto che venga data loro la possibilità di provarci. 

Riguardo a me, non cambieranno la determinazione e l'intensità dell'impegno con cui porterò avanti il mio mandato, sapendo anche che avrò una responsabilità in più: da Bagnara di Romagna a San Leo, una fetta enorme di territorio romagnolo, l'unico deputato del centrosinistra nella prossima legislatura sarà il sottoscritto. Per quanto possibile, dunque, cercheremo di essere riferimento per tutti e non solo per i Comuni del mio collegio. Di una cosa non potrò fare a meno: della vicinanza, dell'impegno e della presenza di ciascuno di voi. 

Mi piacerebbe però raccogliere la tua opinione su come impostare ora la mia attività sul territorio: ad esempio, mantenere un punto di ascolto in piazza Saffi a Forlì, lo riterresti utile? Come affronteresti l'impegno di rappresentare un territorio così vasto? Cosa cambieresti rispetto a prima? Pensi sarebbe utile continuare a svolgere incontri pubblici sul modello di #OpenCamera o altro? Aspetto di leggerti qui o rispondendo a comunicazione@marcodimaio.info

Rimettiamoci in cammino. Andiamo avanti, insieme. 
A presto!

Marco

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