Newsletter n. 229
20 aprile 2018

L'entusiasmo, la partecipazione, l'emozione con cui il territorio forlivese ha accolto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è qualcosa che ci porteremo dietro per molto tempo. Alla straordinarietà di una visita del Capo dello Stato, si aggiungono le motivazioni per le quali Mattarella è venuto a Forlì e Meldola. In primo luogo per ricordare la figura di Roberto Ruffilli, l’ex senatore ucciso dalle brigate rosse nella sua abitazione di Corso Diaz, 166 trent’anni fa; un uomo che Mattarella aveva conosciuto e di cui, infatti, a conclusione dell’evento organizzato al teatro “Diego Fabbri” ha tracciato un profilo che aveva anche un sapore molto personale. Una sorpresa, visto che da protocollo non erano previsti interventi da parte del presidente. Che poi si è concesso molto più di quanto fosse prevedibile agli studenti, ai cittadini, alla comunità festante che lo attendeva. Poi si è spostato a Meldola per visitare l’Irst, incontrare le persone che ci lavorano, esprimere parole di apprezzamento che valgono moltissimo (da fare ascoltare a quei pochi che, persino tra gli amministratori pubblici romagnoli, ancora nutrono scetticismi sulla natura e la funzione dell’istituto) e partecipare alla posa della prima pietra della nuova farmacia oncologica. 
Il presidente della Repubblica è poi tornato a Roma - per tentare di sbrogliare la matassa di uno stallo politico di cui parlerò più sotto - assieme al suo corposo staff che non ha risparmiato complimenti nei confronti dell’organizzazione. E infatti va fatta una menzione speciale a tutti coloro che hanno lavorato all’allestimento di questo evento straordinario: funzionari di enti pubblici e privati, volontari, personale delle forze di sicurezza, insegnanti, studenti… un gioco di squadra che ha consentito di mostrare il volto più bello e più vero della nostra comunità. Conserviamo queste emozioni e traiamone ispirazione: sono la dimostrazione che ciò che ci lega è ancora molto più forte di ciò che divide. Rafforziamolo, insieme. 
> VIDEO: Mattarella alla casa di Ruffilli  | Discorso in teatro | Visita all'Irst
> Comunicato stampa del Quirinale
> Un mio scritto su Roberto Ruffilli

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GOVERNO - Sono passati 47 giorni dalle elezioni politiche del 4 marzo e ancora non si intravede all’orizzonte la possibilità di formare un governo. Eppure i vincitori delle elezioni (coalizione di centrodestra e movimento 5 stelle che insieme raggiungono il 70% dei consensi) avrebbero tutti i numeri per dar vita ad un Esecutivo; lo hanno dimostrato spartendosi con una precisione degna del manuale Cencelli tutte le cariche istituzionali, le presidenze, i posti che finora erano da assegnare. Certo, per formare un governo serve mettere in campo un po’ di senso di responsabilità e sacrificio, come abbiamo fatto noi dal 2011 sostenendo i governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni assieme a forze politiche che erano a noi opposte, ma che avevano conseguito risultati elettorali tali da costringerci a ragionare con loro. Oggi non si capisce perché Luigi Di Maio, Matteo Salvini con la sua coalizione e i loro rispettivi parlamentari non debbano agire con lo stesso spirito di servizio e si chieda a chi ha perso (la coalizione di centrosinistra) di sopperire alle loro mancanze. Tocca a loro, dunque ci provino. Quando e se falliranno, se ne ridiscuterà.
> La mia posizione sul Governo

AEROPORTO - Battersi tanto (spesso in solitudine) per dare un’ultima occasione di riapertura all’aeroporto di Forlì ne è valsa la pena. Si è chiuso il bando di Enac per l’affidamento della gestione privata (e sottolineo privata) dell’aeroporto di Forlì e c’è un soggetto che vi ha partecipato. E’ una cordata di imprese e imprenditori romagnoli, della massima credibilità a cui va rivolto un ringraziamento sincero assieme ai professionisti che hanno lavorato agli aspetti tecnici e ai soci di Orienta Partners che non hanno mai smesso di crederci. Sono contento perché aver insistito con riunioni, incontri, colloqui, resistito a polemiche e attacchi fino al decisivo incontro col ministro Delrio assieme al sindaco Davide Drei qualche mese fa, ha consentito di far pubblicare un nuovo bando e di mostrare che c’è ancora chi vuole provare a rimettere in moto lo scalo. E’ la risposta migliore a chi ha deriso il mio impegno (come se fosse mia la colpa del fallimento della società privata guidata da Robert Halcombe che aveva partecipato al precedente bando), a quelli che hanno aspettato la campagna elettorale per accorgersi che esiste un aeroporto salvo poi tornare dopo il 4 marzo esattamente da dove erano venuti: nel silenzio e nel disinteresse più totale. Spero di no, ma sono sicuro che se qualcosa dovesse andare storto torneranno a farsi vivi, come gli uccelli del malaugurio. Pazienza, non abbiamo mai risposto alle polemiche e non cominceremo adesso, quello che conta sono i fatti. Ora bisogna stare vicini a chi ha deciso di investire su Forlì, garantendo tutto il supporto istituzionale necessario (che non significa esborso di soldi pubblici, perché la gestione - lo ribadisco per l’ennesima volta - viene affidata a una società al 100% privata). Mi fa piacere che l'assessore regionale Raffaele Donini si sia subito attivato: è un segnale importane non scontato. Se l’aeroporto riparte, non è la vittoria di una parte politica, ma di tutto il territorio. Avanti, insieme.

PATTO PER LA SICUREZZA BASSA ROMAGNA - Ho partecipato con molto interesse alla firma del “Patto per la sicurezza”  tra i Comuni della Bassa Romagna e la prefettura di Ravenna. Si tratta di un documento che getta le basi per potenziare gli interventi di miglioramento della sicurezza reale e di quella percepita, predisponendo investimenti e potenziamenti delle risorse esistenti.

DIABETE - Anche quest’anno ho partecipato alla Diabetes Marathon, una manifestazione sportiva e benefica alla cui organizzazione ho partecipato fin dalla prima delle sue cinque edizioni. Un bellissimo evento, che unisce tutti gli ingredienti del buon vivere in Romagna: salute, benessere, sport, solidarietà, divertimento, amicizia, volontariato. Con oltre 4mila partecipanti, è stata l’edizione a mio parere meglio riuscita. E tra poco si apre il cantiere per la prossima.

MASSOFISIOTERAPISTI - Ho presentato una interrogazione per porre l'attenzione sulle difficoltà che sta incontrando la categoria dei massofisioterapisti, figura professionale sanitaria che utilizza il massaggio a scopo terapeutico. Le difficoltà sono nate dopo l’entrata in vigore della legge n. 3/2018, la cosiddetta legge Lorenzin. Uno dei risultati più rilevanti della nuova normativa, è quello di introdurre l’obbligo per le “professioni sanitarie della riabilitazione” di iscriversi agli appositi albi, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge. A questi albi possono iscriversi - si legge nel testo -  anche “i possessori di titoli equipollenti o equivalenti alla laurea abilitante, ai sensi dell’articolo 4 della legge 26 febbraio 1999 n. 42”. In giurisprudenza, l’interpretazione prevalente di quest’ultima legge prevede che tutti i titoli che siano stati conseguiti dopo il 31 dicembre 1995, non verrebbero considerati equipollenti o equivalenti alla laurea abilitante. In tal modo, si impedirebbe a coloro che hanno ottenuto il titolo dopo quella data, di essere iscritti all’albo. 

Per questa settimana è tutto, alla prossima!
Marco

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