Newsletter n. 248
14 settembre 2018

Questa newsletter sarà più breve del solito perchè non ho avuto materialmente il tempo di inserire tutto ciò che avrei voluto. Sono stato impegnato giorno e notte alla Camera e voglio fare con voi il punto di quello che è avvenuto questa settimana qui a Roma, dove al momento in cui scrivo siamo al lavoro quasi ininterrottamente da oltre 48 ore.
I partiti di Governo e della maggioranza hanno votato contro a qualsiasi ipotesi di modifica del decreto Milleproroghe, che tra le altre cose blocca i fondi per le città e le periferie tra cui 40 milioni di euro per le quattro città romagnole (QUI IL VIDEO del mio intervento in cui spiego di cosa si tratta). 
Non solo hanno detto no agli emendamenti in commissione e agli emendamenti in aula; ma hanno detto no anche ad assumersi un impegno ad assicurare, in un prossimo provvedimento, quei finanziamenti. No a tutto. E la cosa più curiosa è che finiscono con l'accusa me di fare demagogia: sì, quelli che sulla demagogia hanno costruito carriere politiche, accusano chi pone problemi concretissimi di fare demagogia. 
La verità, purtroppo, è questa: la Camera ha approvato il decreto "Milleproroghe", che la prossima settimana con l'ok definitivo del Senato diventerà legge. Succede così che, nel bel mezzo dei cantieri che sono in parte già avviati grazie ai fondi che lo Stato, d’intesa con gli enti locali, si è impegnato a garantire, la maggioranza decida di cancellare i contratti sottoscritti e bloccare tutto. Dopo il nostro pressing in parlamento e sui territori, assieme ai sindaci (di ogni colore politico) hanno fatto una parziale marcia indietro promettendo che faranno un provvedimento successivo in cui spalmeranno su tre anni quei soldi (un miliardo e 600 milioni in totale). Abbiamo chiesto di mettere nero su bianco con un ordine del giorno questo impegno, ma hanno detto di no. No a tutto. (QUI IL VIDEO del mio intervento a commento del 'no' del Governo)

Personalmente ho fatto tutto il possibile affinché la voce dei territori romagnoli potesse essere ascoltata: emendamenti, interventi, ordini del giorno, sedute notturne di commissione e in aula. La scorsa notte sono rimasto fino all’alba in Aula per poter finalmente aver la possibilità di parlare e spiegare la straordinaria importanza per tutta la Romagna di questi 40 milioni di euro. Ho sostenuto nel corso di una seduta fiume diversi ordini del giorno che chiedevano al governo di impegnarsi a garantire che questi fondi arrivassero alle città romagnole. Nella solitudine più totale visto che TUTTI i miei colleghi eletti in Romagna erano assenti. Non è una cosa che preoccupa solo me però, se è vero che alcune associazioni che rappresentano le imprese del territorio hanno preso posizione pubblicamente (leggi qui)

Ho chiesto, assieme ai miei colleghi dell'opposizione, che si facesse marcia indietro sui vaccini: ma niente anche su questo, si mantiene la possibilità di autocertificazione e si proroga di un anno l'entrata in vigore dell'obbligo. Abbiamo chiesto più attenzione alle zone colpite da terremoto (come la proroga della restituzione delle tasse, della zona franca, dell’“una tantum”, dei mutui, della gestione commissariale), ma tutte le proposte sono state vergognosamente respinte, perché di terremoti ci si occupa solo facendo passerelle e foto e se ne riparlerà solo in un futuro decreto. > QUI IL VIDEO del mio intervento su tutto il provvedimento

Si sta giocando sulla vita delle persone, sulla loro salute e sulla costruzione del futuro delle nostre comunità. Essere parlamentari di opposizione non significa votare contro ad ogni cosa solo perchè se è dall'altra parte della barricata, ma provare a dare una mano per migliorare i provvedimenti. Non c'è stata la possibilità di farlo e abbiamo usato tutti gli strumenti che la democrazia rappresentativa ci offre per far sentire la nostra voce, rispettando le Istituzioni e senza pratiche aggressive, come è successo in passato. E così faremo sempre, fino a quando la maggioranza non vorrà trovare punti di convergenza, come è giusto si faccia in democrazia. L'opposizione c'è e deve farsi sentire: in parlamento e nella società. 

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Altri temi della settimana

100 GIORNI DI GOVERNO - Sono passati i primi 100 giorni del governo Conte, un periodo troppo bree per giudicare un programma di mandato, ma sufficiente per valutare quante e quali promesse fatte in campagna elettorale e sulle quali si sono vinte le elezioni, hanno trovato corrispondenza nei fatti. Ho provato a sintetizzarle in dieci punti che puoi leggere qui. Cosa ne pensi?

VACCINI, FORLIMPOPOLI - A Forlimpopoli l’amministrazione comunale ha dovuto sospendere momentaneamente dal nido due bimbe che i genitori non avevano voluto vaccinare nel corso dell’estate. Una scelta dolorosa, ma giusta sia dal punto di vista della tutela della salute che dal punto di vista dl diritto. Se fossi stato nel sindaco Mauro Grandini e nell'assessore Sara Pignatari avrei fatto la stessa cosa.  
> Qui il mio post su FB

CASTEL BOLOGNESE, VIA LIBERA ALLA CIRCONVALLAZIONE -  Approvato all'unanimità mercoledì scorso in Consiglio comunale l'ordine del giorno sulla circonvallazione. Il progetto, che impatterà positivamente sui problemi di traffico, inquinamento e viabilità del paese, è stato condiviso da tutte le forze politiche dimostrando come la responsabilità e il senso di comunità dei castellani sia forte e fondamentale. Un bel risultato, su cui non ho alcun merito diretto; ma mi sono messo subito a disposizione del sindaco per dare una mano nello fase di realizzazione e nel rapporto con gli enti nazionali. 

CORRIERE DI ROMAGNA - Questa settimana il quotidiano romagnolo ha compiuto 25 anni! Una voce libera ed indipendente diventata ormai un’abitudine per tanti romagnoli. È stata per me, però, anche una palestra professionale da cui, qualche anno fa, ho imparato molto. Auguri!
> Il sito del "Corriere"

ECCELLENZE IN SANITÀ - La squadra di medici impegnati nell’ospedale forlivese “Morgagni-Pierantoni” ha ricevuto un nuovo riconoscimento di rango: due professionisti della chirurgia hanno ottenuto l’abilitazione a professori universitari. Non male per una sanità che qualcuno si ostina a definire “da terzo mondo” (forse senza esserci mai stato).
> L'articolo di approfondimento

Per questa settimana è tutto, alla prossima!

Marco

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