Newsletter n. 253
22 ottobre 2018

L'Italia ha imboccato una via pericolosa e non si può restare a guardare. Non lo dico io, lo dicono i numeri. Se prendiamo i dati aggiornati a venerdì scorso, rispetto al 15 maggio quando sono iniziate le trattative per la nascita del nuovo governo, i fatti dicono questo: lo spread era a 129 e oggi a 310. Gli interessi che lo Stato paga sui propri titoli di stato a 10 anni, erano l'1,94 e oggi sono il 3,59%. L'indice principale della borsa italiana il 15 maggio era a 24.297 punti mentre oggi è a 19080 (perdita netta del 21,5%). Le probabilità di un'uscita dell'Italia dall'Euro sono passate dal 6% del 15 maggio al 25,5% di oggi, così come le probabilità di un default del nostro Paese dal 4,8% al 13,9%. A questo vanno aggiunti gli attacchi al capo dello Stato, il tentativo di eliminare la democrazia rappresentativa (sono stati depositati i primi progetti di legge del governo che vanno in questa direzione), i tagli agli investimenti, la denigrazione sistematica di ogni persona che esprima pubblicamente posizioni avverse a questo governo. Serve altro per dimostrare che abbiamo intrapreso la strada del declino?
Nel weekend ho partecipato come gli scorsi anni alla Leopolda, a Firenze. Quest'anno mi è stato chiesto di occuparmi delle questioni legate al funzionamento della democrazia, alla riforma dello Stato, ad un modello alternativo a quello illusorio della democrazia diretta vagheggiato dal Movimento 5 stelle. Ho trovato energia e voglia di impegnarsi, il che è positivo. Non basta, però, serve anche molto altro.
Serve che tutti coloro che non condividono ciò che sta avvenendo, si organizzino. Lo facciano nei comitati civici (qui tutte le istruzioni) o nelle proprie associazioni di appartenenza, lo facciano per un obiettivo specifico o in vista delle prossime elezioni amministrative: non importa, quel che conta è non rimanere a guardare. Lo chiedo anche per sostenere il lavoro che sto portando avanti in parlamento e nelle istituzioni di opposizione a questo governo: che ha un senso solo se c'è un supporto esterno, fuori dalle istituzioni, tra la gente, nei paesi, nei luoghi di discussione e di incontro. Organizziamoci e mettiamoci in campo, adesso più che mai tocca a noi. 

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Altri temi della settimana

FONDI PER CITTA' E PERIFERIE, LE PAROLE NON BASTANO - Al termine di un vertice tra i sindaci italiani e il governo, pare che il premier Giuseppe Conte abbia fatto l’ennesima retromarcia. Restituiranno il malloppo che hanno sottratto alle città e periferie italiane. Il nostro pressing, gli appelli, le iniziative parlamentari e la mobilitazione che abbiamo messo in campo sui territori cominciano a sgretolare il muro contro cui si sono scontrate finora le nostre proteste. Per ora sono solo parole: non molliamo la presa e continuiamo a batterci finché non vedremo gli atti, i numeri e i cantieri. Per la Romagna si tratta di oltre 40 milioni di euro.

NO ALL'APOLOGIA DI FASCISMOCon i colleghi Emanuele Fiano e Andrea De Maria abbiamo presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno sulla manifestazione in programma a Predappio il 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma. Nella piena garanzia per tutti della libera espressione delle proprie opinioni, la legislazione vigente e la stessa Carta Costituzionale, proprio a tutela delle libertà democratiche che hanno le loro radici nell'antifascismo, vietano la ricostituzione in qualsiasi forma del disciolto Partito Fascista e l'apologia di fascismo. Abbiamo chiesto al ministero cosa ne pensi e se intenda dare indirizzi operativi alla Prefettura e alla Questura per evitare queste manifestazioni.

NUOVO CAMPUS A CESENA - Il primo accordo di programma risale al 1997: venerdì, ad oltre 20 anni, il campus universitario di Cesena, nell’area dell’ex zuccherificio è realtà. Un’opera moderna, funzionale e all’avanguardia al servizio degli oltre 5mila studenti che frequentano qui l’Università di Bologna, per i loro insegnanti e per tutto il territorio. Si rafforza la presenza dell’Alma Mater in Romagna, un grande patrimonio per tutti.

CESENATICO - Ho partecipato ad una assemblea pubblica a Cesenatico, con il sindaco Matteo Gozzoli per un confronto su temi nazionali e locali. L’alternativa si costruisce a partire dai territori e da chi, sul campo, ogni giorno lotta sulle cose concrete e dimostra di saper portare risultati.

CON IL VOLONTARIATO - Venerdì sera sono stato con agli amici di Assiprov e del volontariato della provincia di Forlì-Cesena, riuniti per un momento conviviale. Un’occasione per consolidare relazioni preziose e per lanciare la grande lotteria della solidarietà. Speriamo che il Governo non cancelli anche la riforma del Terzo settore a cui abbiamo lavorato negli anni scorsi anche con il coinvolgimento degli operatori; mancano alcuni decreti attuativi, fondamentali per dare più certezze a migliaia di enti e milioni di persone tra volontari e professionisti. 
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NON CI SONO BIMBI DI SERIE A E DI SERIE B: LODI - Una vicenda iniziata male, ma con un risvolto positivo: a Lodi l’amministrazione comunale leghista ha deciso di penalizzare i bambini figli di stranieri, escludendoli dal servizio mensa e di trasporto scolastico. Il risultato è che molti bimbi si sono trovati a mangiare in stanze separate e a percorrere il percorso casa-scuola a piedi. Per fortuna però, la parte buona della società civile ha immediatamente reagito a questo scandalo: è partita una raccolta fondi che in poche ore ha raggiunto i 60.000 euro, garantendo, almeno fino a dicembre, i servizi per tutti. Il nostro Paese ha già vissuto le discriminazioni etniche, battiamoci affinché nulla di nemmeno paragonabile possa più tornare.
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IN ASCOLTO SUL TERRITORIO - Ho terminato un lungo ciclo di incontri e confronto con un gruppo di commercianti aderenti a Confesercenti. Abbiamo discusso di tematiche nazionali e locali, anche con le categorie sociali e produttive del Faentino. Ascolto, dialogo, proposte: non c’è nulla di più gratificante nel mio impegno di parlamentare, anche e soprattutto lontani da elezioni.

CASO CUCCHI - Dopo le confessioni del Carabiniere che partecipò, insieme ad altri due colleghi, al pestaggio di Stefano Cucchi, non si può che rendere atto e ringraziare la sorella Ilaria per l’impegno e la tenacia che in questi anni ha messo nel cercare di fare emergere la verità. Non dimentichiamo chi, negli anni passati, sputò sentenze e frasi di disprezzo anche nei confronti della famiglia Cucchi, compreso l’attuale ministro dell’Interno, ma anzi, chiediamo a gran voce delle pubbliche scuse. Chi ha pagato dovrà pagare, anche per aver infangato l’onore dell’Arma dei Carabinieri.
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CROCE ROSSA E VOLONTARIATO -  Domenica mattina ho voluto visitare il campo formativo e addestrativi della Croce rossa Italiana Emilia-Romagna. Perché è grazie al contributo che queste organizzazioni, in gran parte basate sul volontariato, che il nostro sistema regionale di protezione civile è considerato tra più avanzati in Italia (e oltre).

EBRAISMO IN ROMAGNA - Ha inaugurato a Forlì la mostra permanente sulla “Forlì ebraica”. Un luogo da visitare, perché ci consentirà di conoscere una componente della nostra cultura che ha contribuito a costruire l’identità collettiva della nostra città. In questo fine settimana a Bertinoro un altro appuntamento importante per conoscere meglio la presenza ebraica in Romagna. 

IMOLA - Domenica sera ho partecipato, insieme a Marco Panieri e tanti amici, ad un incontro al centro sociale Zolino. Non mi stancherò mai di dirlo: l’incontro, lo scambio e il guardarsi in faccia sono e resteranno la parte più bella dell’attività politica.

CASTEL BOLOGNESE - Insieme ai colleghi Stefano Collina e Alberto Pagani, ho presentato un’interrogazione parlamentare al ministero della Difesa per chiedere la realizzazione della nuova Caserma dei Carabinieri a Castel Bolognese. Abbiamo accolto le richieste del sindaco Meluzzi e del Consiglio comunale, che all’unanimità ha approvato un ordine del giorno in cui si sollecita il Governo ad impegnarsi in questo senso. Mi auguro che su questo le polemiche sguaiate che abbiamo letto da parte di membri del Governo, lascino subito spazio alla concretezza che certi ruoli impongono. La campagna elettorale è finita da tempo e chi deve governare è ora che produca qualcosa. 

CARCERE DI FORLI' - I parlamentari locali che fanno riferimento al governo hanno annunciato a mezzo stampa di aver sbloccato 34 milioni di euro per il completamento del carcere di Forlì. Una bella notizia. Non è dato a sapere attraverso quale provvedimento, in quale atto e con quali strumenti, ma il punto non è far polemica: quel che è certo è che se quei soldi ci sono è perchè qualcuno prima di lui li ha destinati a quello scopo. Non è un problema chi mette il cappello sulla soluzione del problema, ma che il problema venga risolto. Per parte mia, con spirito collaborativo, vigilerò che alle parole seguano i fatti e che non arrivi qualche "manina" (pare ce ne siano molte in giro dentro al Governo) a cambiare le carte in tavola. 

A presto, alla prossima newsletter!

Marco

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