Newsletter n. 260
9 dicembre 2018

Intera settimana trascorsa a Roma per seguire da vicino i lavori della Commissione Affari costituzionali e per contribuire in Aula alla Camera all'esame della legge di bilancio. Si tratta dell'atto politico più importante che annualmente viene adottato dal parlamento perché definisce il budget per l'anno successivo e la programmazione per quelli futuri. Questa newsletter sarà quindi dedicata alle cose che ci sono, a quelle che non ci sono e alle proposte che abbiamo fatto per modificare il testo della manovra economica. Una manovra in cui non c'è traccia di come vorranno spendere i 9 miliardi di euro destinati al reddito di cittadinanza e i 6,7 miliardi destinati alla "quota 100". Non c'è scritto nulla sui criteri con cui verranno spesi questi 17 miliardi di euro. Lo faranno sapere, con comodo. 
Con tutta la buona volontà del mondo, era impossibile votare una manovra economica così impostata e, inoltre, basata su una previsione di crescita del Pil nel 2019 pari all'1,5% che al momento è un miraggio visto il ritorno alla recessione nell'ultimo trimestre.
Dicevo che abbiamo fatto anche delle proposte, non ci siamo limitati solo alla critica. Perché l'opposizione non è solo protesta, ma è anche l'indicazione di alternative. Alcuni emendamenti siamo riusciti a farli passare e hanno consentito di ottenere risultati significativi per tutti. 

La settimana ci ha consegnato altre notizie importanti, ma quella che le sovrasta tutte e manda in secondo piano ogni cosa è la tragedia di Ancona in cui sono morte sei persone schiacciate dalla calca mentre tentavano di fuggire dal locale, probabilmente dopo che qualcuno aveva scatenato il panico con uno spray urticante.
Una tragedia che fa riflettere anche sull'utilizzo di questi spray, che alcune forze politiche (la Lega) vendono ai propri banchetti come se fosse un prodotto qualsiasi o un gadget di partito; e non è la prima volta che succede ai concerti. E' arrivato il momento di smetterla di soffiare sulle paure e sulle apprensioni (legittime) della gente e di assumersi ciascuno la propria quota di responsabilità. 

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FORLI' OBIETTIVO COMUNE - Lunedì 17 dicembre alle ore 20.30 presso il Teatro Il Piccolo (Via Cerchia, 98) si terrà l'evento “Forlì obiettivo comune – Parla la città”. Come sarà Forlì nel 2030? Lo racconteranno i cittadini forlivesi che porteranno, grazie alla loro esperienza, la proiezione nel futuro della propria città. Il tutto per un vero obiettivo comune: Forlì. 
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#TIPRESENTOIMIEICOLLEGHI 4 - Quarto appuntamento con la rubrica attraverso cui presento ai miei lettori i colleghi con cui condivido l'esperienza parlamentare. Questa settimana riflettori puntati su Andrea Rossiche conoscevo già prima che venisse eletto in parlamento. Quando lavorava in Regione come sottosegretario alla Presidenza, l'ho sentito e incontrato molte volte; spesso assieme a sindaci e assessori di tutti i colori politici. 
> Qui il profilo completo di Andrea

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SPECIALE SULLA LEGGE DI BILANCIO

La manovra economica approvata alla Camera con la fiducia (e che andrà riscritta al Senato) non produce investimenti, taglia fondi a scuola, università e ricerca, penalizza i lavoratori e le famiglie, crea ingiustizie sociali, e fa aumentare le tasse per le imprese e i professionisti.
A ciò si aggiunge un'approssimazione nel metodo di lavoro che si è mostrata più volte nei primi mesi di governo e anche nell'esame parlamentare del provvedimento. Ho seguito anche in commissione Bilancio (pur non essendone componente) parte dell'iter assistendo a balletti penosi di cifre, misure, emendamenti, previsioni surreali di crescita, attacchi all’Europa, retromarce e smentite. Certo, poi c'era anche chi faceva altro mentre noi lavoravamo, ma questa è un'altra storia... :)

COSA NON CONVINCE DELLA MANOVRA
Per giorni si sono moltiplicate notizie e voci di una trattativa con l’Unione europea per modificare il deficit e, conseguentemente, i parametri fondamentali della legge di bilancio. Di fatto, dunque, si è discusso “al buio” di una manovra di cui non sono stati chiariti in modo definitivo – in particolare per quanto riguarda le sue misure principali, reddito di cittadinanza e “quota 100” per le pensioni – tempi effettivi e cifre reali.
Le modifiche “vere” arriveranno solo durante l’esame in Senato, ma è ormai chiaro che alla fine sarà approvata una legge di bilancio che si limita a sollevare molto fumo con un po’ di spesa assistenziale ma che in realtà non promuove la crescita, non taglia le tasse e non mette in cantiere gli investimenti di cui il Paese ha bisogno. 
Nel frattempo il Pil è tornato sotto zero – non accadeva dal 2014 – e lo spread (cioè i tassi di interesse che TUTTI paghiamo sui nostri mutui) è tornato a salire, mentre segnali negativi arrivano anche dai mercati internazionali erodendo i risparmi di tutti. In questo quadro il governo ha impostato la manovra con una previsione di crescita dell'1,5% nel 2019 di cui saremmo tutti felici, ma che purtroppo è (ad oggi) irrealistica. 

PIÙ TASSE PER IMPRESE E FAMIGLIE
Con i governi Renzi e Gentiloni la pressione fiscale era diminuita. Il 2019, invece, porterà un cambiamento in peggio. Come rilevato dall’Ufficio parlamentare di bilancio, la tassazione per le imprese subirà un aumento netto di più di 6 miliardi di euro nel 2019. Pagheranno più tasse gli imprenditori e rischiano di farlo anche le famiglie perché Lega e Movimento 5 stelle hanno tolto il divieto di aumentare le aliquote Irpef comunali e regionali che noi avevamo messo. 

PENSIONI E "QUOTA 100"
Per quanto riguarda la volontà di intervenire sulla materia previdenziale, non si va oltre le promesse della campagna elettorale. Si parla di “quota 100”, ma nella legge di bilancio non c'è scritto nulla al riguardo. Non si hanno notizie di come si spenderanno i soldi stanziati, ma ci sono previsioni fatte in base a ciò che si è letto nelle varie dichiarazioni di intenti. Si stima che chi optasse per “quota 100” subirebbe una riduzione della pensione lorda rispetto a quella corrispondente alla prima uscita utile con il regime attuale da circa il 5 per cento (in caso di anticipo solo di un anno) a oltre il 30 per cento (se l’anticipo è di oltre quattro anni). 

La nostra proposta è quella di rendere permanente l'Ape sociale: chi fa lavori usuranti (elenco che si potrebbe estendere ed aggiornare) deve poter andare in pensione a 63 anni senza essere penalizzato. L’Ape sociale, che scade improrogabilmente il 31 dicembre 2018, è una concreta opportunità di anticipare l’età pensionabile per chi è disoccupato, ha problemi di salute e ha in famiglia dei disabili, così come per chi fa lavori gravosi. Abbiamo proposto di rinnovarla almeno per un anno se non vogliono renderla permanente: ci hanno detto di no. 

REDDITO DI CITTADINANZA: L'ALTERNATIVA C'E'
La proposta sul reddito di cittadinanza presenta moltissime incognite. C’è una pressoché totale mancanza di indicazioni precise sulla natura e sulla misura del beneficio. Un’altra incognita è rappresentata dalla possibilità di un efficace contrasto al lavoro nero. 

La nostra proposta è: potenziare il Reddito di Inclusione (ReI), strumento che non solo esiste già ma sta anche dando buoni risultati contro la povertà. Chiediamo (e continueremo a farlo) di potenziarlo e di allargare la platea dei beneficiari.

LE ALTRE PROPOSTE
In queste settimane abbiamo proposto misure concrete e alternative.

MENO TASSE:
- per chi lavora la riduzione del costo del lavoro di 4 punti a partire dal 2019, a beneficio dei lavoratori e dei datori di lavoro; la riduzione del cuneo fiscale, necessaria sia per un abbassamento del costo del lavoro – misura efficace per stimolare la crescita – sia per un aumento dei salari;

- per le piccole imprese il mantenimento dell'IRI (l’imposta sul reddito di impresa) al 24 per cento per le società di persone e le ditte individuali, contestuale soppressione dell’estensione del “regime forfettario” (minimi) e dell’imposta sostitutiva al 20 per cento. La “flat tax”, prevista nella legge di bilancio con aliquota al 15 per cento, vale solo per professionisti e imprese individuali per redditi fino a 65 mila euro (per il 2019) e al 20 per cento per redditi dai 65 mila ai 100 mila euro nel 2020; queste misure potrebbero determinare effetti distorsivi sui professionisti e le imprese che si collocheranno appena sopra o sotto la soglia;

- per chi cresce il ripristino dell’ACE (Aiuto alla crescita economica), per chi aumenta il capitale della propria azienda. L'ACE legava lo sgravio al rafforzamento patrimoniale, e cioè al superamento di una delle principali debolezze strutturali del nostro sistema imprenditoriale, la bassa capitalizzazione. La sostituzione dei regimi in vigore dell'IRI e dell'ACE con i nuovi regimi cambia in modo rilevante le platee delle imprese beneficiate e le finalità degli sgravi, con il risultato di favorire i segmenti più arretrati dell’economia e di disincentivare i processi di crescita delle imprese.

PIU' SERVIZI E PIU' SOSTEGNO A CHI HA BISOGNO
- per sostenere i redditi un assegno unico e universale per i figli: 5 miliardi l’anno in più per aiutare tutte le famiglie con figli a carico, comprendendo lavoratori dipendenti e autonomi. La proposta formulata cerca di ovviare all'inefficienza e all'iniquità della disciplina vigente, prevedendo una detrazione di 240 euro per 12 mensilità per ogni figlio a carico di età inferiore a ventisei anni e maggiorato per ciascun figlio con disabilità anche per gli incapienti Irpef e per i lavoratori autonomi, prevedendo l’istituzione di un apposito fondo.

- per la formazione: incentivi alla formazione, perché non si abolisce qualcosa che funziona: l’alternanza scuola-lavoro va ripristinata. Più formazione per gli studenti e più contatti col mondo del lavoro. Meno tasse per chi forma i dipendenti per l’utilizzo delle nuove tecnologie e credito di imposta per la formazione 4.0.

PIU' INVESTIMENTI 
- per le imprese, sostegno agli investimenti: ripristino dell’iperammortamento e credito di imposta per Ricerca e Sviluppo ed estensione di Impresa 4.0 all’agricoltura. Sono tutte misure dei governi precedenti che hanno prodotto effetti positivi per il mondo delle imprese. In particolare, la proposta di estendere al comparto agricolo le misure riconducibili ad Industria 4.0 rappresenta uno strumento di politica economica di stimolo agli investimenti privati;

- per le infrastrutture, istituire “Casa Italia Sicura”, un piano straordinario e permanente di investimenti volto al contrasto del dissesto idrogeologico, alla cura e alla valorizzazione del territorio, alla messa in sicurezza del suolo, allo sviluppo delle infrastrutture idriche e delle aree urbane nonché del patrimonio abitativo e dell'edilizia scolastica, anche in riferimento alla sicurezza e all'efficienza energetica degli edifici, con un investimento annuale di oltre 3 miliardi di euro, a decorrere dal 2019.

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GLI ALTRI TEMI DELLA SETTIMANA

A FIANCO DEI VIGILI DEL FUOCO - Competenza, affidabilità, testa e cuore: martedì si è celebrata Santa Barbara, patrona dei vigili del fuoco, festa di uno dei corpi dello Stato più apprezzati. Un insostituibile punto di riferimento per tutti. Un onore prendere parte, come d’abitudine, a questo momento di celebrazione a Forlì per rendere grazie a donne e uomini che servono quotidianamente la nostra comunità.

ROMAGNA NELLO SPAZIO - Un pezzo di Romagna nello spazio. Lunedì è stato infatti lanciato in orbita il satellite ESEO (European Student Earth Orbiter), un progetto ideato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che ha visto coinvolte 10 Università in tutta Europa, tra cui l’Università di Bologna. Un ruolo da protagonista ce l’ha il Campus di Forlì, trasformatosi per l’occasione in Centro di Controllo Missione da cui sono state seguite tutte le fasi di lancio del missile. Un vanto per il nostro Ateneo che ancora una volta vede confermate a livello europeo le capacità della struttura, dei docenti (in questo caso il prof. Paolo Tortora del Ciri) e degli studenti. 

AGRICOLTURA E FONDI EUROPEI - Lunedì mattina a Bologna per l’incontro promosso da Confagricoltura dedicato alla “Food Valley”: l’Emilia-Romagna é un patrimonio nazionale dell’agroalimentare, unico al mondo per la sua qualità e varietà. Sostenere la capacità di esportazione (ferma dal 2013) aiutando i produttori a trovare mercati non solo in Italia, ma anche in altri Paesi. È una sfida che si vince solo sulla qualità, l’innovazione, la tecnologia: e avendo la capacità di attrarre finanziamenti dall’Europa. La nostra regione spende tutti quelli che le vengono assegnati; proponiamo che si preveda che i fondi che le regioni italiane non spendono non vengano rimandati a Bruxelles, ma siano redistribuiti tra chi ha dimostrato di avere idee e progetti per utilizzarli.

IL NATALE A FORLI' - Secondo qualche professionista della polemica - in affannosa ricerca di visibilità attraverso le più disparate baggianate - a Forlì il Comune avrebbe la colpa di aver scelto un Natale “terzomondista” negli arredi della città. Giudicate voi. Per me è semplicemente meraviglioso e non vedo l’ora di poterlo ammirare dal vivo. Complimenti al Comune e a chi ha curato gli allestimenti. 

RWANDA A FORLI'Era l’estate del 2016 quando a Cesena ho incontrato Mara Moschini, Marco Cortesi e tutto lo staff che stava lavorando al film “Rwanda”. Un’opera che racconta il dramma infinito di quel genocidio, con la passione e la cura tipici dello spirito con cui lavorano i protagonisti del film; peraltro realizzato grazie ad una prodigiosa campagna di crowdfunding. Sono orgoglioso che sabato sera al teatro ‘Diego Fabbri’ sia stato proiettato per la prima volta a Forlì; purtroppo non ho potuto partecipare a causa dei lavori della Camera prolungatisi fino a pomeriggio inoltrato del giorno dell'Immacolata. Sono certo che torneremo a sentire parlare di loro!

MINNITI E IL PARTITO DEMOCRATICO - Lo ammetto: il ritiro di Marco Minniti dalla corsa per la guida del Partito Democratico mi ha spiazzato. Non solo per la fiducia che nutrivo in lui e nella sua candidatura, che avevo stimolato e sostenuto sin dal primo minuto; ma soprattutto perché ha offerto ancora una volta l'immagine di una forza politica impegnata più nel risolvere le proprie beghe interne che a costruire un'alternativa all'attuale compagine di governo.
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Buona settimana e alla prossima newsletter!

Marco

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