Newsletter n. 10
19 luglio 2013

Poche righe per aggiornarti su quello che sta accadendo e su ciò che ho fatto nell'ultima settimana, sapendo e premettendo che è impossibile condensarlo in una mail.

Non si può non partire dalle vicende nazionali. Dirò sulla vicenda kazaka, di cui in tanti mi chiedete; tuttavia penso che in una fase così difficile per l'Italia, tutto possiamo permetterci fuorchè discutere di aspetti importanti per le forze politiche ma distanti dai problemi della società reale. Eppure in parlamento si sta lavorando su molti fronti e si fanno cose importanti. Molte altre ne rimangono da fare e vanno affrontate. Continuare a discutere solo di Kazakistan e Calderoli, rischia di allontanarci da tutto il resto.

Sul caso Alfano-Kazakistan penso questo: Alfano è venuto alla Camera (e al Senato) a dire che non sapeva nulla di quello che stava avvenendo perchè non informato dalla struttura ministeriale. Il giorno dopo il suo ex capo di gabinetto, dopo essersi dimesso ha smentito tutto e detto che il ministro dell'Interno, invece, era informato sui fatti. O Alfano effettivamente sapeva e ha mentito (ed è grave), oppure effettivamente non era a conoscenza della cosa (e per certi punti di vista è ancor più grave). Al di là della mia opinione (che ho espresso: penso che Alfano si sarebbe dovuto dimettere) è la Costituzione a offrirci una risposta a questa situazione complessa e poco edificante. L'articolo 95, in maniera infinitamente più autorevole di me alla domanda, risponde alla domanda su come si sarebbe dovuta gestire la vicenda: "I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri". Appunto.

L'attività parlamentare prosegue anche su cose concrete. E' stato approvato in Commissione il Decreto Fare, che arriverà in aula lunedì e (mi auguro) sarà definitivamente deliberato dalla Camera entro la prossima settimana. Qui puoi trovare un resoconto molto sintetico delle cose che sono cambiate rispetto al testo originario.

Mi ha suscitato una certa soddisfazione, unita ad emozione, il via libera definitivo della Camera (ora in tempi brevi deve essere approvata anche al Senato) alla legge che modifica l'articolo 416-ter del codice penale, relativo allo scambio politico-mafioso. Il reato viene irrobustito introducendo anche "altre utilità" e non solo lo scambio di denaro, tra le modalità con cui viene effettuato il voto di scambio. Era una modifica chiesta con forza dalla campagna "Riparte il futuro" lanciata da Don Ciotti e alla quale avevo aderito anche io.

Sul piano locale, impegno a tappeto sul territorio. Occhi puntati sempre sui problemi economici e occupazionali. Ho partecipato, tra le altre iniziative, alla manifestazione organizzata a Santa Sofia dai lavoratori del Gruppo Acis, che rischia di chiudere per ragioni di carenza di liquidità, pur essendo un'azienda con un bel potenziale, buone competenze e completamente "autoctona", fondata da santasofiesi e nella quale lavorano per la grande maggioranza persone del posto o dei comuni limitrofi.

Ho scritto alla presidente Rai, Anna Maria Tarantola, in vista della serata finale del Festival di Castrocaro. Perchè? Perchè questa rassegna canora ha una importanza vitale per Castrocaro e Terra del Sole, è una vetrina importante ed è un ulteriore impulso all'economia turistica di questa località. O si trova il modo di valorizzare le comunità periferiche, i borghi e i comuni del territorio collinare e montano (una peculiarità del nostro Paese) o si rischia di perdere una grossa opportunità. I piccoli comuni sono un patrimonio che nessuno può esportare o copiare, neppure il miglior cinese. Di questo torneremo a parlare nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.

Mi sono occupato anche del caro-benzina, che tutti gli anni emerge come problema alla vigilia delle vacanze estive. Anche qui il problema è noto da tempo e si trova sicuramente negli speculatori del mercato petrolifero (che arricchiscono pochi intimi per far ripagare il tutto, invece, sui distributori e sui consumatori finali) e nelle troppe accise che vanno a contribuire al prezzo sempre meno sostenibile di un pieno di benzina.

In Commissione Finanze ho avuto modo anche di ascoltare il comandante generale della Guardia di Finanza (qui una sintesi giornalistica del suo intervento). Mi colpisce come ancora non si riesca a completare quella sinergia tra i vari enti dello Stato (locali e nazionali) che a pieno regime darebbe risultati ancora migliori e colpirebbe la vera e più consistente evasione fiscale.

Ci sarebbe molto altro da dire, ma sono già stato fin troppo lungo.

Alla prossima, buon fine settimana!

Marco