Newsletter n. 272
10 marzo 2019

Torno ai nostri aggiornamenti periodici con una settimana di ritardo a causa di una pesantissima influenza che mi ha colpito e messo fuori uso per qualche giorno. Me ne scuso, ma ora sono tornato a pieno regime. 

L'Italia è l'unico paese europeo (dopo la Grecia e, in modo diverso, il Portogallo) che nei prossimi giorni firmerà, probabilmente alla presenza in Italia del presidente cinese Xi Jinping, l'accordo sulla cosiddetta "via della seta". Si tratta di un programma (formalmente denominato "One belt, one road") che punta a connettere la Cina con l'Africa e l'Europa, coinvolgendo 60 nazioni - per ora - e prevedendo un investimento gigantesco da oltre mille miliardi di dollari.
Personalmente credo che l'Italia e l'Europa non possano restare fuori da questo percorso; ma che debbano starci ponendo delle condizioni e parlando con una voce sola, senza fughe in avanti o indietro.

La sensazione, però, è che il nostro Governo abbia fatto una scelta di campo e individuato come suoi nuovi partner strategici privilegiati Cina e Russia: sia per considerazioni di tipo geopolitico (oltre che il supporto avuto in occasione delle elezioni politiche, come dimostrato da vari studi) che per il malcelato obiettivo di vendere pezzi del nostro debito pubblico a cinesi e russi.
Un modo per liberare un po' di risorse con cui provare a far quadrare i conti scassati con l'ultima legge di bilancio: serviranno 23 miliardi solo per evitare l'aumento dell'Iva e altri 15 circa per far fronte agli effetti derivanti dalle previsioni economiche sbagliate. 

Se fosse così, saremmo ad un paradosso grave: il governo dei sovranisti-populisti che si consegna nelle mani di due potenze straniere. Vedremo. Quel che è certo è che l'Italia si appresta ad assumere una posizione che ci isolerà dai nostri alleati europei ed occidentali, probabilmente senza spendere una parola sulle pesanti lacune che la Cina presenta sul piano dei diritti umani, del rispetto delle libertà religiose e individuali, sullo sfruttamento di interi pezzi di Africa tramite l'acquisizione di terreni e materie prime senza lasciare nulla alle popolazioni locali.
Non mi pare una scelta avveduta spostare l'Italia da una posizione atlantista, vicina ai valori democratici e liberali che hanno garantito decenni di pace, verso alleati come Russia e Cina lontani anni luce da questi valori; ma questa è ovviamente solo la mia modestissima opinione. 

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VENERDI' 12 APRILE PAOLO GENTILONI A FORLI' - Proseguono gli incontri di approfondimento sui temi di attualità nazionale, partendo dalla presentazione di libri in uscita. Dopo Carlo Calenda, Marco Minniti e Matteo Renzi, venerdì 12 aprile alle 20.30 a Forlì (presso il teatro "Il Piccolo") sarà la volta di Paolo GENTILONI con il suo libro "La sfida impopulista"). Ne riparleremo!

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I TEMI DELLA SETTIMANA

LEGITTIMA DIFESA - La Camera ha approvato la legge sulla “legittima difesa”, o meglio sulla giustizia fai da te. Lega e 5stelle, con i voti di Forza Italia e Fratelli d’Italia (prove di nuova maggioranza in corso), sanciscono di fatto la resa dello Stato e il palese fallimento delle politiche sulla sicurezza del governo gialloverde. Anziché rafforzare gli organici sui territori e potenziare la prevenzione, si preferisce concedere ai cittadini maggiore facilità di armarsi e sparare, in qualunque caso.
Non importa se magistrati, giuristi, avvocati avevano intimato al governo di fermarsi: meglio fare un favore ai venditori di armi e dare seguito agli scellerati impegni assunti in campagna elettorale con i detentori di armi. 
Impegno sottoscritto formalmente in cambio di voti: non lo dico io, ma il fatto che a pochi giorni dalle elezioni politiche del 4 marzo uscì un report interessante redatto dal Comitato D-477, che indicava i nomi di una novantina di candidati da sostenere nelle varie regioni italiane in quanto sensibili alle loro istanze. L'elenco è pubblico e disponibile in rete qui.
Così come probabilmente è solo un caso che una delle figure che più delle altre promuove i messaggi 'social' di Salvini e della Lega sia un'italo-americana, Alana Mastrangelo, che 'casualmente' è anche lobbysta della NRA, la potente lobby americana delle armi da fuoco (leggi qui).
Questa è una legge becera, che lega le persone attorno alle loro paure e i cui responsabili saranno presto o tardi chiamati a risponderne.
> Il testo della legge
> Cosa non va di questa legge
> Il dossier della Camera

VOTO DI SCAMBIO - Nel maldestro tentativo di modificare una buona legge come quella realizzata da noi sul voto di scambio, 5 Stelle e Lega hanno creato un pasticcio a rischio di incostituzionalità perché equipara reati diversi. Avevamo dato vita a un sistema che, con il sostegno di tutto il mondo antimafia, colpiva in modo efficace i rapporti fra mafia e politica ma, come già accaduto per altri provvedimenti, pur di cancellare il nostro lavoro, governo e maggioranza indeboliscono la lotta per la legalità.
> Il testo della legge
> Cosa c'è e cosa non va nel provvedimento

MANIFESTAZIONE PER SBLOCCARE I CANTIERI - Sabato mattina sono stato a Bologna per la manifestazione "L'Emilia-Romagna non si ferma". Per bocca di TUTTE le categorie economiche e sociali, è arrivato un segnale forte e chiaro al Governo: sbloccate le opere. É la dimostrazione che non solo sulla TAV, ma su tante piccole e grandi opere, Movimento 5 Stelle e Lega stanno tradendo le aspettative di chi lavora e produce anche in Emilia-Romagna. Mettano da parte le scaramucce da asilo nido, collaborino anche con gli enti governati da chi ha idee politiche diverse dalle loro e permettano ai cantieri di partire. Diversamente, si facciano da parte e liberino il Paese e le sue comunità locali dalla cappa di immobilismo che è calata su tutti i territori. In ballo ci sono posti di lavoro, aziende, persone in carne ed ossa.

PRIMARIE PD - Domenica scorsa, anche se a memoria non ricordo di esser mai stato fisicamente così male, ho considerato un dovere – oltre che un piacere – partecipare alle primarie del Partito democratico; mai come in questo momento c'era la necessità di dare un segnale. Congratulazioni a Nicola Zingaretti per la sua netta affermazione: gli auguro di poter lavorare senza il logoramento interno che ha colpito tutti i suoi predecessori. Buon lavoro a lui e a tutto il Partito Democratico che con un risultato di partecipazione superiore ad ogni attesa, favorito anche dall’impegno di Maurizio Martina e Roberto Giachetti, ha smentito i profeti di sventura. Zingaretti ha vinto senza usare il simbolo del PD (eppure era una campagna squisitamente interna al partito) e parlando apertamente della necessità di andare "oltre" il partito tradizionale: due punti sui quali personalmente mi batto da tempo e per i quali sono stato aspramente criticato anche da molti che oggi hanno votato Zingaretti. Bene se oggi quella che avevamo visto in anticipo come un'esigenza imprescindibile, sia diventato un patrimonio diffuso anche tra chi era più ferocemente contrario.
Quel che conta, adesso, è guardare avanti, pensare al futuro e alla costruzione di un'alternativa credibile a questo governo inadeguato e dannoso. Zingaretti è partito molto bene: andando come primo atto a Torino a rivendicare la necessità di sbloccare le infrastrutture nel nostro Paese; e poi in un'azienda salvata dal fallimento grazie al jobs act e all'intraprendenza di un imprenditore che ha saputo riconvertirla dal punto di vista ecologico. E' la strada giusta.

RENZI A FORLÌ - Una settimana fa la presentazione del libro di Matteo Renzi a Forlì è stata un successo superiore ad ogni previsione. Al teatro "Il Piccolo" c'erano almeno 600 persone (tra sedute nelle poltroncine, per terra, in piedi) e un centinaio sono purtroppo rimaste fuori. E' un fatto importante, al di là del giudizio che si può avere su Matteo Renzi: un'energia ed un entusiasmo che non si possono ignorare e che vanno valorizzate. Sbaglia chi pensa sia opportuno escludere dal cantiere per l'Alternativa Renzi e questa fetta di opinione pubblica, evidentemente più ampia di quel che molti pensano visto che (tra l'altro) il libro "Un'altra strada" è tuttora al primo posto tra i più venduti nel settore della saggistica. Torneremo a parlarne.  
> Le foto su Facebook della serata 
> Il resoconto della serata nell’articolo di ForlìToday

REDDITO DI CITTADINANZA - Questa settimana è partito il 'reddito di cittadinanza': ed è singolare perchè ancora il parlamento non ha finito di esaminare il decreto che lo disciplina. Nel frattempo, però, non mancano le lacune di carattere giuridico e applicativo, tra cui le modalità con cui saranno assunti i famosi 'navigator' attraverso i quali si dovranno aiutare le persone a trovare lavoro. Per questo abbiamo rivolto a Luigi Di Maio un'interrogazione urgente per chiedere al governo di rendere trasparenti le modalità di assunzione dei navigator, di finanziare la loro stabilizzazione a lungo termine e di accordarsi sul loro ruolo nei centri per l’impiego. Le proposte concrete delle Regioni ci sono. 

COMMISSIONE D'INCHIESTA SULLE BANCHE - Ho votato convintamente a favore dell'istituzione di una nuova commissione d'inchiesta sul sistema bancario italiano. Un atto necessario per contribuire a fare piena luce sulle responsabilità che negli anni hanno portato a scandali e malversazioni; la Commissione avrà, infatti, gli stessi poteri e limitazioni dell'Autorità giudiziaria. Quello che è inaccettabile, però, è che Lega e Movimento 5 stelle usino anche questa commissione come merce di scambio: da una parte la nomina dell'ex ministro Savona alla Consob (la massima autorità di vigilanza italiana sulle società quotate in borsa) in cambio della presidenza della Commissione ad un senatore che su questi argomenti ha impostato campagne di odio, denigrazione e dileggio, come il senatore grillino Gianluigi Paragone.  Ancora una volta dimostrano che la spettacolarizzazione conta più della sostanza.

MERCATO AUTOMOBILISTICO, DANNO AL PAESE - A gennaio i dati delle vendite di autovetture in Italia segnano una drastica caduta, in modo particolare i produttori nazionali. La ragione è molto chiara: c'è una grande incertezza rispetto a ecotassa ed ecobonus e quindi si rimanda in vista di chiarimenti. Inoltre: non ci sono gli incentivi che servivano, cioè quelli per la rottamazione delle auto più vecchie. Il governo continua a far cassa con le tasche dei cittadini e degli automobilisti in particolare. Altro che tagliare le accise sulla benzina! Ma la cosa ancor più grave è che questa misura, pensata in modo così strampalato, mette in difficoltà i costruttori, le fabbriche, i lavoratori e la componentistica italiana.

LATTIERO CASEARIO - La Camera ha approvato una proposta di legge di maggioranza su questo importante settore del comparto agricolo italiano. In realtà, però, la proposta di Lega e 5Stelle non c'entra nulla né con la strategicità del settore, né con gli investimenti necessari, né con l'aiuto che il comparto deve avere. Quello voluto dalla maggioranza è un provvedimento finto. Non risolve il problema del prezzo alla fonte; non risolve il problema della filiera e degli investimenti. Questa norma prevede un intervento della finanza pubblica senza legarlo agli investimenti e al prezzo del latte. Tra qualche mese ci ritroveremo a discutere del fatto che il problema non è risolto e che quei soldi hanno coperto buchi di bilancio. Ci siamo astenuti al momento del voto, perché riteniamo che il settore abbia bisogno di interventi ma non di questo tipo.

CODICE DELLA STRADA - Ho partecipato alle audizioni informali della Commissione trasporti su una riforma del Codice della strada. Argomento complesso, sul quale abbiamo la fortuna di avere in Romagna un'eccellenza come ASAPS Italia che è stata proprio alla Camera con il suo presidente Giordano Biserni e il vice Luigi Altamura per illustrare la propria posizione. La cosa incredibile è la polemica innescata dalla Lega nei confronti dell'Associazione sulla proposta di aumentare i limiti di velocità da 130 a 150 km/h che, per il presidente della Commissione, Alessandro Morelli, è un “bisogno per molti automobilisti che noi intendiamo soddisfare basandoci sul Paese reale, che è fatto di infrastrutture e parco auto moderni”. Chi pronuncia queste parole fa parte dello stesso governo che sta bloccando tutte le opere di ammodernamento del Paese: ancora una volta vengono a galla l’incompetenza e irresponsabilità.

CALDERONI SINDACO A FORLI' - L’assemblea comunale di Forlì è stata l’occasione per far conoscere il candidato sindaco Giorgio Calderoni. Un bellissimo segnale vedere così tanta gente. Sono sempre più convinto della bontà della sua proposta, della sua autorevolezza e del lavoro che insieme potremo fare. Ora di corsa per far conoscere, la squadra, i progetti e il suo profilo; perché le persone fanno la differenza e anche questa volta sarà così.
> La sua prima conferenza stampa
> La pagina Facebook ufficiale
> Il sito internet

Un caro saluto e alla prossima newsletter!

Marco

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