Newsletter n. 274
25 marzo 2019

Il governo italiano ha scelto di stringere una nuova e inedita alleanza con la Cina. Una scelta non solo di natura economica, ma anche politica come è ovvio visto che ci si relaziona con una potenza del calibro di Pechino e lo si fa essendo uno dei 7 Paesi più industrializzati e influenti nel mondo. Una decisione che include anche l'adesione al progetto della cosiddetta "Via della Seta", a cui l'Europa stava tentando di dare una risposta unitaria che ci permettesse di trattare alla pari: l'Italia, invece, ha preferito andare da sola, suscitando critiche e irritazioni di tutti i nostri alleati storici e più affidabili. I mezzi di informazione hanno dato, giustamente, grande risonanza alla visita in Italia del presidente cinese Xi Jinping e le forze politiche di maggioranza l'hanno presentata come un successo politico di livello. 
La mia lettura (e non solo la mia) è molto diversa. Si tratta di un fatto certamente importante, ma che segna uno spartiacque nelle relazioni internazionali dell'Italia, che già questo governo aveva messo a dura prova con la stretta vicinanza alla Russia di Putin. La Cina non è una democrazia e non condivide con noi nessuno dei nostri valori storici e tradizionali, quelli che contribuiscono a renderci una potenza: democrazia, libero scambio, rispetto dei diritti umani e delle libertà individuali. La Cina è una dittatura, retta da un regime comunista che reprime il dissenso, che detiene un milione di uiguri (etnia di religione islamica) in centinaia di "campi di rieducazione", che ha installato 500 milioni di telecamere e ha in progetto di completare un sistema di videosorveglianza che controlli tramite riconoscimento facciale le azioni di ogni cittadino per istituire una sorta di 'premialità' in base alle azioni che ciascuno compie: se sei un cittadino virtuoso - secondo la concezione del regime - avrai certi riconoscimenti, se hai comportamenti non conformi, subirai penalizzazioni e angherie di vario tipo. Inoltre, come noto, sta minacciando di usare la forza militare per annettere Taiwan, un'isola di 28 milioni di abitanti, una repubblica democratica, moderna e indipendente. E molto ci sarebbe da dire sul Tibet.
Ecco, di tutto questo durante la visita in Italia nessuno ha parlato, salvo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un passaggio di un suo discorso (che ho molto apprezzato). Attenzione: non sto dicendo che l'Italia non debba firmare accordi commerciali con la Cina o che dobbiamo ignorare quel mercato e rifiutare i loro investimenti. Non penso questo e sarebbe sbagliato farlo. Sostengo, però, che un conto è muoversi con obiettivi economici dentro una cornice di rapporti di rango europeo (che è la dimensione minima per sperare di contare qualcosa e influenzarli, vista la dimensione della potenza cinese); altra cosa è farlo da soli, costretti a relazionarci con Pechino con il capo abbassato e il cappello in mano. Non penso sia utile all'Italia. 

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PRIMO ANNO DI LEGISLATURA - Sono passati 365 giorni dall'avvio di questa nuova esperienza parlamentare. Un periodo di tempo che, per intensità, mi è parso molto più lungo di quanto non lo sia effettivamente stato. In questo post ho cercato di sintetizzare numeri, commenti e considerazioni. Grazie a tutti voi per il sostegno. Dimmi la tua scrivendo a comunicazione@marcodimaio.info
> Il mio post sul 1° anno di legislatura

VIAGGIO DI LAVORO IN AUSTRALIA - A fine aprile sarò (dal 26 aprile al 4 maggio) per alcuni giorni in Australia per un viaggio di lavoro in programma da molti mesi. Un viaggio impegnativo, che con una delegazione di altri tre deputati abbiamo organizzato per incontrare le comunità italiane, le imprese che stanno investendo in quella parte del mondo e cercare opportunità per le nostre aziende. Se hai un'attività o pensi di avere un interesse specifico per il mercato australiano, scrivimi o contattami: attraverso le istituzioni locali avremo possibilità di cercare, per quanto possibile, di incrociare domanda e offerta per le nostre imprese. 

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I TEMI DELLA SETTIMANA

NO A QUOTA 100 E REDDITO DI CITTADINANZA - Ho votato contro l’ennesima fiducia chiesta da questo Governo. Per diversi motivi che riguardano il contenuto della legge su cui l'Esecutivo ha chiesto la fiducia - il cosiddetto "decretone", che contiene il reddito di cittadinanza e l'introduzione di 'quota 100', due soluzioni sbagliate a problemi reali che vanno affrontati diversamente - ma anche perché non si può neppure pensare di votare la fiducia ad un Governo che ci sta portando dritti verso il baratro.
> Cosa non va nel decreto
> Perché no a 'Quota 100'
> Perché no a 'Reddito di cittadinanza'
> Il dossier di approfondimento
> Il testo della legge

NO AL PATROCINIO AL CONGRESSO DI VERONA - Abbiamo chiesto al governo quali siano stati i criteri che hanno portato alla concessione del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri al World congress of families di Verona, organizzato da associazioni che fanno politiche secondo noi contrarie alle libertà costituzionali. Anche perché si scrive “Congresso delle famiglie” e si legge “propaganda”: dietro si nasconde l'affermazione di un modello retrivo di società a cui stanno cercando di portarci anche attraverso altri provvedimenti, ad esempio il “DDL Pillon”. Grazie alla nostra battaglia, alla fine il governo ha ritirato il patrocinio al Congresso delle Famiglie.

TANGENZIALE DI FORLI', 3° LOTTO - Dal Consiglio superiore delle opere pubbliche è giunto l’ultimo e definitivo avallo tecnico al progetto per il 3° lotto della tangenziale di Forlì. Un'opera molto attesa, che grazie al lavoro di squadra svolto negli anni scorsi con il sindaco Davide Drei, l'assessore Francesca Gardini e i consiglieri regionali Paolo Zoffoli e Valentina Ravaioli, siamo riusciti a far finanziare direttamente dallo Stato per 75 milioni di euro. E' il più grande finanziamento che da Roma viene accordato su Forlì. Una certezza che abbiamo incassato un paio d'anni fa al termine di un importante incontro che avemmo al ministero delle Infrastrutture con l'allora ministro Delrio. Oggi la Lega, con la consueta arroganza, si prende meriti e non avendo assolutamente nulla da dire, insulta il sottoscritto che - credo legittimamente - ricorda come si è arrivati a quel traguardo. Il sottosegretario Morrone dice che questa notizia è la dimostrazione che il Governo di cui fa parte ha una marcia in più. Ha ragione, ha una marcia in più: la retro, visto che ci stanno facendo arretrare su tutti gli indicatori economici, stanno bloccando infrastrutture in tutta Italia, stanno facendo perdere investimenti e posti di lavoro. Ha davvero una marcia in più. 

E45 - Il Governo si è degnato di rispondere alla mia interrogazione presentata tempo fa alla Commissione Ambiente per sapere cosa stesse facendo per far fronte agli enormi disagi provocati dalla chiusura del viadotto "Puleto" sulla E45. Con atteggiamento costruttivo (anche non si possono dare colpe al Governo sulla chiusura, almeno su questo) ho chiesto anche di verificare lo stato di sicurezza di altri viadotti. 
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FORESTE CASENTINESI - Da mesi il Parco è senza guida: senza presidente e senza direttore. Tutti i soggetti interessati hanno scritto lettere per sollecitare la conferma del presidente uscente, Luca Santini. Il Governo continua a tergiversare e perdere tempo, ma nel frattempo si moltiplicano danni e opportunità perse per tutto il territorio. Ho chiesto formalmente al ministero di procedere al più presto con la nomina: non si può lasciare abbandonato un patrimonio così importante.
> Maggiori informazioni

SCUOLA DI FORMAZIONE - Venerdì sono intervenuto con Ilaria Marianini alla Scuola di formazione politica del Partito Democratico di Forlì, dove ho avuto la possibilità di discutere insieme ai ragazzi e alle persone presenti del decreto sicurezza. Un'occasione per analizzare punto per punto cosa prevede la normativa e il capire l'effetto distorsivo e le gravi ripercussioni che il decreto ha e continuerà ad avere nei nostri territori.

ILARIA ALPI - Con il cuore colmo di emozione ho partecipato alla Camera al ricordo di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, che il 20 marzo del 1994 vennero assassinati a Mogadiscio mentre stavano svolgendo una delicatissima inchiesta giornalistica. Ilaria e Miran avevano raccolto informazioni altamente qualificate su traffici illeciti di armi e rifiuti tossici, sullo sfondo di attività legate alla cooperazione internazionale. Sulla loro uccisione non è mai stata fatta piena luce: noi non archiviamo (come vorrebbe qualcuno) e continueremo a batterci per la verità e per difendere il giornalismo d’inchiesta, la libertà di informazione, il pluralismo delle voci.
> Il sito del loro archivio

PERIFERIE - Ho preso la parola in Aula alla Camera per spiegare perché ho rassegnato le dimissioni da relatore della legge sulla Commissione d’inchiesta su periferie e degrado urbano che Lega e 5stelle si apprestano a bocciare dopo aver preso in giro me e i miei colleghi per mesi, presentando emendamenti e chiedendo tempo perché dovevano “limare qualcosa”. Dopo aver bloccato i fondi destinati alle città (40 milioni solo in Romagna), un altro schiaffo ai territori.
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SAN MAURO PASCOLI - Sabato sono stato a San Mauro per il coronamento di un progetto che col sindaco Luciana Garbuglia ho avuto l’onore di seguire: la realizzazione del Parco Poesia Pascoli. Un’opera fondamentale per questa comunità e per la Romagna, resa possibile grazie ad mio piccolo contributo, che però mi rende molto orgoglioso.
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ALL'UNIVERSITA', MASTER IN CITY MANAGEMENT - Per me, come credo per ogni forlivese, è sempre un onore e un’emozione poter parlare al Campus universitario di Forlì. Ancor più farlo in occasione della cerimonia di apertura del master in "City management" diretto dal prof. Luca Mazzara, che quest'anno comincia il suo 17esimo anno di vita. Un percorso di studi volto ad accrescere le professionalità di chi lavora nella pubblica amministrazione, aggiungendo strumenti e competenze per accrescere la capacità di rispondere alle esigenze di cittadini e imprese. 

MECNAVI, IL DOVERE DI RICORDARE - Nei giorni scorsi abbiamo ricordato, a 32 anni di distanza, la tragedia della Mecnavi, il cantiere navale nel quale nel 1987 morirono tredici lavoratori. Persone uccise da gravi lacune nei dispositivi di sicurezza, dall'imperizia dei titolari del cantiere, dalla perversa logica del risparmio sulla sicurezza in cambio di un maggior profitto. Quella strage ha segnato la Romagna e il Paese in maniera indelebile: un segno ancora attuale e che abbiamo il dovere di ricordare per far presente quanto, ancora oggi, ci sia bisogno di attenzione e investimenti sulla sicurezza e la qualità del lavoro.
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Marco

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