Newsletter n. 11
29 luglio 2013

Quella appena trascorsa è stata una settimana intensa, sotto tutti i punti di vista. Non è stata facile e ha anche messo a dura prova la tenuta fisica del sottoscritto (è una battuta ovviamente, ma fino ad un certo punto). Sì perché l'approvazione del "Decreto Fare" avvenuta venerdì all'ora di pranzo, è arrivata dopo una discussione senza interruzioni (salvo quelle fisiologiche) partita martedì mattina alle 10 e finita (dopo due nottate quasi in bianco anche per il sottoscritto) appunto venerdì mattina. Ciò grazie all'ostruzionismo del Movimento 5 stelle che per protestare contro il disegno di legge costituzionale ha deciso di paralizzare i lavori della Camera usando tutti gli strumenti che l'opposizione ha a disposizione in parlamento. Cosa contiene questo famoso "Decreto Fare"? Molti interventi importanti, di cui qui puoi trovare una sintesi.

Questa settimana, invece, si voterà il decreto sugli eco-bonus (qui il testo) che sto seguendo anche in prima persona essendo nel "Comitato dei nove" della Commissione Finanze per la discussione del decreto. E' un altro provvedimento importante che mette in campo interventi significativi per l'economia, lato imprese e lato cittadini. Lo riprenderemo nella prossima newsletter, non appena approvato.

Molto si discute anche di legge elettorale. Cambiarla? Sì, sembrano tutti d'accordo. Ciò su cui non sembra esserci l'accordo è sul come e sul quando cambiarla. Dal mio punto di vista, si deve al più presto abolire il "Porcellum". E' una scelta che può essere compiuta in tempi brevi. La sua abolizione comporterebbe il temporaneo ritorno alla precedente legge elettorale (denominata "Mattarellum"), che sicuramente non è perfetta, anzi; ma almeno contiene in sè il ripristino del rapporto diretto tra elettori ed eletti, tra territori e parlamentari. E se per caso il Governo e la legislatura dovessero terminare prima che si sia studiata una nuova legge elettorale, almeno non si tornerebbe a votare con il "Porcellum". Non credo che ciò indebolirebbe il Governo, al contrario penso che sarebbe un atto di serietà e coerenza che sarebbe apprezzato. Per questo dopo il mancato successo della precedente iniziativa parlamentare, assieme ad altri deputati abbiamo presentato una richiesta d'urgenza alla presidenza della Camera dei deputati affinché si portino in discussione le diverse proposte di legge che ci sono su questo tema. 

Molto si dibatte anche di contrasto all'evasione fiscale. E' un argomento su cui si discute da molti anni, con pochi risultati concreti ottenuti, molti proclami e un certo 'terrorismo mediatico'. Su questo punto, di cui torneremo a parlare nelle prossime settimane, segnalo un punto di vista molto interessante pubblicato sul "Sole 24 ore". La lotta all'evasione è un dovere e gli strumenti devono essere i più efficaci possibili; ma l'eccesso di rigore non nella repressione (che deve essere inflessibile e andrebbe accompagnata da più investimenti sulla prevenzione) ma nello 'spaventare' il contribuente, rischia di produrre effetti negativi anche per i consumi e per il ciclo economico. 

E' in arrivo anche il disegno di legge per il contrasto all'omofobia (qui il testo), che significa dotare l'Italia di provvedimenti e strumenti giuridici che consentano di combattere e punire severamente le discriminazioni sessuali e le violenze (dunque non 'temi etici' come le nozze tra persone dello stesso sesso, ma tutela di diritti. 

La scorsa settimana sul "Resto del Carlino" sono usciti articoli che mi hanno profondamente colpito, che riportavano le testimonianze di alcuni giovani forlivesi emigrati all'estero alla ricerca di fortuna. Insomma, "cervelli in fuga". E' una prassi consolidata in tutto l'Occidente (e non solo), ma il problema è che sempre più spesso i cervelli che se ne vanno poi non tornano più. Su questo ho sviluppato una riflessione, che lo il "Carlino" ha pubblicato in prima pagina e che ti propongo qui in forma integrale. Mi farebbe piacere avere un tuo parere.

Il 25 luglio scorso correva il 70° anniversario della caduta del fascismo. Una data importante, celebrata a Forlì  dal sindaco Roberto Balzani, in maniera superba, assieme al presidente di Anpi (Carlo Sarpieri) e all'attore e regista teatrale, Denio Derni. Io non c'ero, ero seduto al mio banco alla Camera, dove sono rimasto per quasi tutta la notte; ho pensato allo straordinario valore che ha la memoria per la coscienza di un Paese, al dovere che la mia generazione (forse l'ultima che ha avuto la fortuna di ascoltare dai testimoni diretti di quegli anni le testimonianze su ciò che avveniva in quei giorni e in quegli anni bui) nel dover trasmettere i valori e la storia che stanno alla base della nostra Repubblica. E al dovere che ha la nuova classe politica deve sentire verso il perseguimento di questo obiettivo.

Anche per questo trovo del tutto sbagliata l'ipotesi di un congresso del Partito Democratico chiuso solo ai suoi iscritti (in questo articolo pubblicato sul 'Corriere Romagna' di domenica trovi parte delle mie argomentazioni su questo tema). Lo trovo sbagliato perché chiudersi in se stessi è l'ultima cosa da fare quando ci si trova in difficoltà, quando si vive una fase complicata come quella attuale. Il Partito Democratico è l'unico partito politico che può cambiare il Paese, a mio avviso. Il Movimento Cinque stelle sta dimostrando in parlamento la sua debolezza (al di là della bravura nel catalogare scontrini e ricevute), il Pdl lo conosciamo e non c'è bisogno di dire nulla di più, gli altri a fatica possono essere definiti partiti. Il PD può esserlo, ma deve cambiare. Nel profondo, in maniera radicale. Non significa solo cambiare facce (anche questo però, perché se a guidare il cambiamento sono quelli che hanno guidato fin qui, i risultati sono quelli noti) ma soprattutto cambiare metodi, programmi, politiche, comunicazione, stile e definire un'identità. Ce la possiamo fare, ma serve la partecipazione più ampia possibile. Chiudere il recinto ora equivarrebbe al suicidio. Spero davvero che chi deve decidere, cambi idea al più presto. E consiglio a tutti coloro a cui sta a cuore il futuro del PD, di leggere questa analisi di Ilvo Diamanti pubblicata su 'Repubblica' di lunedì. Dobbiamo costruire ponti, non innalzare barriere. 

Alla prossima, a presto!

Marco