Newsletter n. 18
09 ottobre 2013

Sono giornate piene di avvenimenti importanti e anche, purtroppo, di fatti drammatici. Molte sono le cose che avevo preparato per questa newsletter, ma la notizia della morte prematura di Katia Zattoni fa passare tutto in secondo piano. Katia, che faceva l'assessore in Comune a Forlì, era una persona dal temperamento determinato, a discapito di un aspetto che fisicamente poteva farla apparire esile. Era il ritratto della gentilezza, della disponibilità, della dolcezza, caratteristiche che non è frequente incontrare negli ambienti della politica. Ha combattuto con una straordinaria dignità contro la malattia che ce l'ha portata via, fino alla fine, consegnandoci in dono una grande lezione di vita.

Per chi volesse renderle un ultimo saluto, la camera ardente sarà allestita nel salone comunale di Forlì (piazza Saffi) da giovedì 10 ottobre, dalle ore 12 alle ore 19, venerdì dalle 8.30 alle 19.00, sabato dalle 8.30 alle 11.00. Poi sarà celebrata la cerimonia funebre con rito civile e la tumulazione avverrà al cimitero di Bussecchio,

Fra le sue tante passioni, in particolare si è dedicata con tutte le proprie forze alla promozione della partecipazione e del decentramento amministrativo, lavorando ad un ruolo sempre più significativo e proposito dei Comitati di quartiere, delle Circoscrizioni e di tutto quello che poteva favorire la partecipazione "dal basso". Si è sempre battuta anche per la promozione dei valori della Pace e dei diritti, divenendo la promotrice di quella Marcia della Pace che quest'anno ha celebrato la sua seconda edizione. E che Katia ci lascia in eredità, assieme alla sua infinità umanità che spesso traduceva in versi dando libero sfogo alla sua passione per la poesia.   

Sono convinto che la stessa Katia avrebbe condiviso l'appello lanciato nei giorni scorsi, dopo il dramma del naufragio costato la vita ad oltre 300 persone, per l'assegnazione all'isola di Lampedusa del premio Nobel per la Pace. Un atto simbolico, che non fa passare in secondo piano l'urgenza che l'Europa sostenga l'Italia nel gestire il susseguirsi degli sbarchi e il problema dell'asilo politico, non elimina l'urgenza di cancellare la legge Bossi-Fini per istituire una diversa normativa di regolamentazione del fenomeno dell'immigrazione; ma sarebbe un riconoscimento doveroso per un'isola che da sola si carica sulle spalle la responsabilità di essere frontiera di un intero continente. Ho firmato l'appello lanciato del gruppo "L'Espresso" e anche quello lanciato dal Club Unesco di Forlì, che puoi firmare qui.

Per tutti gli aggiornamenti sulle mie attività, rimando alla prossima newsletter.

A presto,

Marco