Newsletter n. 21
02 novembre 2013

Investire sull'educazione è quanto di più lungimirante e giusto possa fare uno Stato. Mentre tutto il dibattito pubblico è concentrato per l'ennesima volta sulle vicende giudiziarie di uno (o meglio, questa volta sul voto palese o meno), alla Camera abbiamo approvato - dopo giorni di 'battaglia' - un atto importante che va verso il futuro. Si tratta della conversione in legge del Decreto Istruzione, che inverte la rotta degli ultimi anni e torna ad investire sulla scuola pubblica.

Non è la soluzione di tutti i problemi che la scuola italiana ha di fronte; ma intraprende la strada giusta che ora sta al Governo e al Parlamento continuare a percorrere, avendo la consapevolezza che scuola, università e formazione sono insieme l'architrave che regge la crescita e la prospettiva di un Paese. Ora la palla passa al Senato, che ha tempo fino all'11 novembre per l'approvazione definitiva. Qui trovi un sintetico approfondimento dei contenuti della legge. Per maggiori informazioni, non esitare a scrivermi a comunicazione@marcodimaio.info 

C'è poi un emendamento, al quale ho lavorato personalmente assieme ad alcuni colleghi della Commissione Cultura, che è stato approvato e che prevede per la nomina dei dirigenti scolastici che si vada all'esaurimento delle graduatorie prima di procedere a nuovo concorso. Cosa significa? Per la Regione Emilia Romagna significa assumere 5 idonei e aprire le 92 sedi libere per dirigente scolastico rimanenti, a vincitori ed idonei di alte Regioni, rimediando al problema delle reggenze (dirigenti che lavorano su più scuole contemporaneamente) che abbassa notevolmente la qualità del servizio scolastico. Le ultime indagini, infatti, hanno evidenziato la diretta proporzionalità tra dispersione scolastica e scuole senza dirigenti (definite, appunto, "a reggenza").

PROVINCE - Molto si discute circa il futuro delle Province. Sono enti da abolire oppure no? Se sì, chi svolgerà le funzione che vengono svolte oggi da questi enti? Sono le due domande più ricorrenti. Nei prossimi giorni alla Camera, in Commissione Affari costituzionali, comincerà l'iter del disegno di legge voluto dal ministro Delrio per superare le Province e far decollare le Città metropolitane. Qui puoi trovare una intervista al ministro Delrio, mentre da qui puoi scaricare un bell'approfondimento sul tema

FEDERALISMO DEMANIALE
- Nelle settimane scorse mi sono occupato di federalismo demaniale. In particolare di ciò che, come Commissione Finanze di cui faccio parte, siamo riusciti ad inserire all'interno del Decreto Fare: vale a dire la possibilità per il Comuni di acquisire a titolo gratuito una serie di beni immobili di proprietà dello Stato. Un'opportunità importante, di cui beneficerà probabilmente anche qualche Amministrazione comunale del territorio forlivese. Il "Resto del Carlino" di Forlì ha dedicato una pagina a questa mia iniziativa

MAI PIU' LAMPEDUSA - Due appuntamenti importanti ai quali parteciperò nei prossimi giorni e a cui ti invito a prendere parte. Il primo è per il 9 novembre, giorno in cui si celebra la Liberazione di Forlì e anche la festa della cittadinanza. Alle 16,30 si terrà una fiaccolata per ricordare le 366 persone morte nel mare di Lampedusa lo scorso 3 ottobre. Il ritrovo è in piazza Morgagni e il corteo raggiungerà alle ore 18 il Salone comunale, dove si svolgerà la cerimonia di conferimento della cittadinanza a oltre cento nuovi forlivesi.
Il secondo è per lunedì 11 novembre alle ore 21 in Salone Comunale a Forlì, dove per volontà di un vasto gruppo di associazioni si svolgerà un approfondimento sui temi dell'immigrazione al quale avrò l'onore di intervenire.

CONGRESSO PD - Ti invito a partecipare lunedì sera 4 novembre dalle ore 20.30 in Sala Santa Caterina a Forlì, alla prima riunione della nuova Assemblea territoriale del PD forlivese. Sarà il mio ultimo appuntamento da segretario territoriale, dopo quattro anni molto intensi e di impegno senza risparmio. Cederò questo ruolo a Valentina Ancarani, che ha vinto con ampio margine il congresso e alla quale auguro buon lavoro. Lei e il vasto gruppo di persone più o meno giovani che l'hanno sostenuta (tra cui il sottoscritto), sono la testimonianza che questi quattro anni non sono trascorsi invano, che abbiamo cominciato a far nascere una nuova 'classe dirigente' locale almeno in ambito politico (e lo testimoniano anche i tanti nuovi segretari di circolo, a cui faccio un grande in bocca al lupo!).
Francamente, sono orgoglioso di questo: quando lasci un incarico e sai che c'è chi può farlo come e forse meglio di te grazie al fatto che hai saputo dare spazio e far crescere anche altri, vuol dire che oltre agli errori (figuriamoci se non se ne commettono) hai anche costruito qualcosa di buono e portato risultati. Sarebbe stato più comodo lasciar correre gli eventi, fregarsene, stare a guardare; ma non è nella mia indole e dunque continuerò, assieme a tutti coloro che vogliono guardare avanti, a battermi per ciò in cui credo.

Alla prossima!

Marco