Newsletter n. 31
31 gennaio 2014

Lavoro e riforme istituzionali sono i due principali fronti di impegno in queste ore e in questi giorni. Temi importanti e fondamentali di cui discuteremo venerdì sera (salvo imprevisti dell'ultimo minuto, per conoscere i quali consiglio di seguire la mia pagina Facebook) nel nuovo incontro di "#OpenCamera, una finestra aperta sul parlamento": appuntamento stasera alle ore 20.45 al "Pura vida" di Santa Maria Nuova (via Santa Croce, 3815 - 47032 Bertinoro). Qui trovi la pagina dell'evento su Facebook.

LEGGE ELETTORALE - Finalmente è approdato in aula alla Camera il testo approvato dalla Commissione Affari Costituzionali per la redazione della nuova legge elettorale. Un primo passo importante, sono state respinte le pregiudiziali di non costituzionalità, tramite il voto segreto: in tanti avevano timori di sorprese, invece il voto è andato via liscio. Ora si va avanti. Qui il 'testo base' su cui si sta lavorando (da pagina 14).

CAOS IN PARLAMENTO - In queste ore alla Camera è successo quasi di tutto. Dedico qualche righe per spiegare brevemente cosa è successo, perchè giustamente in tanti me lo stanno chiedendo. Cerco di ricostruire molto brevemente come sono andate le cose. Il decreto Imu-Banca d'Italia (qui una spiegazione con domande e risposte della controversa questione della Banca d'Italia) è stato posto in discussione alla Camera dopo essere stato approvato al Senato. I tempi, però, erano molto stretti e non ci è stato possibile apportare nessuna modifica. Io ne aveva proposta una: togliere tutta la parte dedicata a Bankitalia per affrontarla con una apposita proposta di legge e trattare solo l'Imu. Proposta respinta, come tutte le altre, perchè se si fosse cambiata anche solo una virgola di quel testo sarebbe stato necessario rimandarlo al Senato (per effetto del 'bicameralismo perfetto'); ma non c'erano i tempi necessari per approvarlo prima della scadenza (mercoledì 29 gennaio), che avrebbe comportato il pagamento della seconda rata dell'Imu per tutti. Ecco il perchè della "tagliola", dopo tre giorni consecutivi di ostruzionismo sul decreto Imu-Banca d'Italia da parte del Movimento 5 stelle e Fratelli d'Italia (movimento di estrema destra guidato da Giorgia Meloni) in cui tutti hanno potuto parlare liberamente di ciò che volevano (spesso non del tema in oggetto) nel rispetto delle regole. Faccio notare che lo stesso era avvenuto in Commissione Finanze, dove per giorni si è discusso dell'universo mondo. Dunque il tempo per dire la propria opinione c'è stato e non è stato per tutti, ampiamente.
Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha chiesto ai 160 deputati del Movimento 5 stelle che avevano chiesto di intervenire per "dichiarazione personale" al momento del voto finale (mercoledì pomeriggio) di rinunciare. Loro non lo hanno fatto (ripeto, dopo aver parlato per tre giorni consecutivi) e la presidente ha deciso di procedere al voto finale interrompendo il dibattito per consentire l'approvazione del decreto nei tempi previsti, come stabilisce la Costituzione.
Al momento del voto finale sul decreto, ho assistito a cose che mai avrei immaginato di vedere con i miei occhi nel tempio delle istituzioni: un centinaio di deputati (5 stelle e Fratelli d'Italia) hanno preso d'assalto la postazione della presidenza della Camera e i banchi del Governo. Lancio di oggetti, risse, spintoni, botte, insulti, monetine. Uno scempio, proseguito in serata con l'occupazione della Commissione Affari Costituzionali che stava esaminando la nuova legge elettorale, dove fisicamente si è impedito a molti deputati di entrare. Stessa cosa giovedì mattina in altre commissioni e in sala stampa, dove è stato impedito ad alcuni colleghi di tenere una conferenza stampa. Questa non è democrazia, questo è un atteggiamento che violenta le istituzioni, ricorda lo squadrismo fascista e non è ammissibile in alcun modo. Si può non essere d'accordo su un provvedimento (anche io ho perplessità su ciò che abbiamo votato), ma non si possono tollerare scene come quelle che ho visto e che solo in minima parte sono state documentate dai mezzi di informazione. Bisogna reagire fortemente, non con la forza, ma restituendo dignità e forza alle istituzioni facendole funzionare, approvando leggi che servono ad affrontare i problemi enormi del Paese e dando una svolta a questa Italia che ora più che mai si trova ad un passo dalla fine: o si svolta veramente o non so cosa possa accadere. Siamo qui per provare a cambiare le cose e continueremo a lavorare con tutta la determinazione possibile.

LAVORO - A proposito di concretezza, il problema del lavoro è quello che più mi preoccupa in queste settimane. Parlare di crisi aziendali è doveroso, ma è ancor più importante agire e promuovere azioni che vadano nella direzione di risolvere i problemi (o almeno parte di essi). Una persona da sola non basta per sciogliere nodi complessi come questi e quello che sto facendo è solo un tentativo di tamponare le emergenze: credo che per uscire da questa situazione occorra abbassare gli oneri fiscali sul lavoro, ridurre il peso della burocrazia e sostenere gli investimenti pubblici che danno fiato alle imprese. In prospettiva bisogna lavorare per accrescere la competitività delle nostre aziende sui mercati esteri e attrarre nuovi investimenti (come si propone di fare il decreto "Destinazione Italia" in corso di esame).Tutto questo è necessario anche perché gli "ammortizzatori sociali" come la cassa integrazione non possono essere la soluzione unica.

Ne riparleremo in iniziative specifiche, intanto veniamo ai casi aziendali che sto seguendo direttamente:
ELECTROLUX - Dopo l'annuncio dell'azienda di voler rimanere in Italia solo alla condizione di poter abbassare il costo del lavoro portando i salari italiani ai livelli di quelli polacchi (con una riduzione del 40% circa), abbiamo chiesto al Governo di convocare l'azienda e dirimere la questione. L'incontro si è svolto mercoledì e ce ne sarà un altro il 17 febbraio. Tuttavia credo che la questione debba essere fatta propria dal premier Enrico Letta, perché bisogna chiarire la situazione direttamente con la proprietà del Gruppo. E' quello che ho chiesto e che credo andrebbe fatto: il ministro Zanonato (che ha mal gestito la vicenda) ha aperto a questa possibilità.

FERRETTI - Analogo ragionamento per il Gruppo Ferretti, altro pezzo portante dell'economia forlivese. I cinesi del Weichai Group hanno annunciato la propria volontà di trasferire le produzioni da Forlì a Mondolfo e La Spezia, dove sostengono di avere condizioni logistiche più favorevoli (e forse è l'opinione anche della Regione, visto che qualche tempo fa l'assessore Muzzarelli rese noto che "Forlì non ha il mare") e che i conti non tornano più per effetto della crisi di mercato. Invece ci possono essere soluzioni che consentono di mantenere a Forlì la produzione, garantire i posti di lavoro e continuare ad alimentare l'indotto di artigiani e piccole e medie imprese che in questi anni hanno costruito un vero distretto della nautica. Per discuterne bisogna incontrare la proprietà cinese del gruppo, che pare irraggiungibile. Per questo ho sottoposto la questione al Ministero dello Sviluppo Economico, in particolare al sottosegretario Claudio De Vincenti. Nel frattempo è stato convocato un incontro in Regione per affrontare la questione (nella speranza che nel frattempo l'assessore Muzzarelli abbia corretto la propria posizione).

ALPI MODIGLIANA - E' stato raggiunto un accordo per la cassa integrazione dell'Alpi di Modigliana, che pur mettendo al riparto una parte considerevole degli esuberi che erano stati dichiarati assicurandogli comunque un reddito, non risolve il problema di mercato che l'azienda deve affrontare: per essere risolto la strada non può essere quella del licenziamento, ma occorre ripensare ad una strategia aziendale che consenta all'Alpi di riprendere le quote di mercato perse e contrastare la crisi in maniera efficace. Per Modigliana, Tredozio e Marradi, Alpi ha lo stesso valore della Fiat a Torino. A disposizione per dare una mano.

ACIS SANTA SOFIA - Anche a Santa Sofia la situazione è di grossa apprensione per le sorti dei lavoratori del Gruppo Acis. C'è un accordo raggiunto per la cassa integrazione, che ho sollecito con uno specifico intervento parlamentare presso la dirigente del Ministero del Lavoro,  Manuela Gaetani. L'azienda ha possibilità di riprendersi.

CANTIERE DEL PARDO - Analogo intervento è in corso per la "Cantiere del Pardo", i cui 143 lavoratori dal 5 dicembre non sanno se si trovano in mobilità o in cassa integrazione. Lavoriamo per chiarire la situazione e dare una prima risposta positiva.

VOTO AGLI STUDENTI ALL'ESTERO - Intanto ci stiamo impegnando assieme ad alcuni colleghi deputati per assicurare la possibilità di voto all'estero anche agli studenti impegnati all'estero. E' un tema che suscitò polemiche in occasione delle scorse elezioni amministrative, perchè moltissimi ragazzi che vivono gran parte dell'anno fuori dall'Italia per ragioni di studio non avevano la possibilità di votare dal Paese in cui si trovavano. Qui trovi il testo della proposta che abbiamo depositato e che è in discussione nel 'pacchetto' sulla legge elettorale: se non riusciremo a ottenere l'approvazione dentro questo percorso, insisteremo con un provvdimento a parte.

DIABETES MARATHON - Domenica 13 aprile si svolgerà la prima edizione della "Diabetes Marathon", evento sportivo per raccogliere fondi contro il diabete. Una grande manifestazione a scopo benefico alla cui organizzazione sono onorato di collaborare assieme agli amici della Associazione Diabetici Forlivese. Questa settimana si è svolta la conferenza stampa di presentazione a Forlì (non ho potuto partecipare perchè ero a Roma) assieme ad un testimonial di eccezione, Andrea Dovizioso. Ci terremo aggiornati sull'andamento dell'organizzazione, intanto qui puoi trovare una sintesi dei contenuti della conferenza stampa.

LIBERTY A FORLI' - Venerdì a Forlì si inaugura la grande mostra annuale del San Domenico (ormai divenuta un appuntamento fisso nel panorama artistico italiano e internazionale) quest'anno dedicata allo stile Liberty. Non potendo essere presente all'inaugurazione per i voti alla Camera sulla legge elettorale sul decreto 'Terra del fuochi', suggerisco comunque di visitarla perchè questo genere di eventi non deludono mai. L'esposizione sarà aperta al pubblico dal 1° febbraio al 15 giugno 2014. Qui il sito ufficiale.

Alla prossima!

Marco