manovra-renzi-comuniLa legge di stabilità 2016 prevede molte importanti novità per la finanza locale. La più importante è quella del sostanziale superamento del Patto di Stabilità, giustamente additato negli ultimi anni come la causa di molti mali per gli enti locali, impossibiliti a investire per effetto del rigido rispetto dei vincoli di bilancio. Si compie un passo avanti considerevole, che consentirà agli enti che hanno bilanci in ordine di poter investire. Si incentivano notevolmente le Unioni e soprattutto le fusioni di Comuni, che anche per il nostro territorio devono tornare ad essere un obiettivo irrinunciabile.

ADDIO AL PATTO DI STABILITA’ – Si introduce per gli Enti locali e le Regioni il passaggio dal rispetto del Patto di stabilità a quello del pareggio di bilancio, ovvero del saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali. Questa nuova regola segna il sostanziale superamento del Patto di stabilità interno, che finora ha disciplinato il concorso degli enti territoriali agli obiettivi delle manovre finanziarie.
Tra le molte altre cose, gli Enti locali potranno utilizzare integralmente, per gli anni 2016 e 2017, i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico delle disposizioni in materia edilizia per spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale, nonché per spese di progettazione delle opere pubbliche.

FUSIONI E UNIONI DI COMUNI – Grazie ad un emendamento del Pd alla Camera, è stato aumentato di 30 milioni di euro il contributo spettante alle unioni dei Comuni e sempre di 30 milioni quello per i Comuni istituiti a seguito di fusione. Il contributo straordinario attualmente previsto per i Comuni che danno luogo alla fusione viene aumentato: si passa dal 20 al 40 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti per il 2010, nel limite degli stanziamenti finanziari previsti in misura comunque non superiore a 2 milioni di euro (rispetto al precedente limite di 1,5 milioni).
Sempre grazie ad un emendamento del Pd alla Camera, i Comuni istituiti dal 2011 per effetto di fusioni e le unioni di Comuni potranno assumere personale a tempo indeterminato nel limite del 100 per cento della spesa relativa al personale di ruolo cessato dal servizio dell’anno precedente.

PROVINCE, FONDI PER GESTIRE LA TRANSIZIONE – Viene incrementato il contributo previsto per le Province e le Città metropolitane da 400 milioni di euro annui a decorrere dal 2016 (di cui 150 milioni a favore delle Province e 250 milioni a favore delle Città metropolitane) a 495 milioni per il 2016, 470 milioni per ciascuno degli anni dal 2017 al 2020 e 400 milioni di euro annui a decorrere dal 2021. L’incremento del contributo è attribuito in favore delle Province, cui sono assegnate – invece dei 150 milioni prima previsti – 245 milioni nel 2016, 220 milioni negli anni dal 2017 al 2020 e 150 milioni a partire dal 2021.

REGIONI, STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE – Le Regioni che al 31 dicembre 2012 non si trovino in situazioni di eccedenza di personale in rapporto alla dotazione organica e che abbiano fatto ricorso all’utilizzo di personale assunto con contratto a tempo determinato della durata di 36 mesi, oggetto di proroghe anche non continuative negli ultimi 5 anni, a determinate condizioni potranno procedere, con risorse proprie, alla stabilizzazione a domanda del personale interessato.

TURNOVER NELLA P.A. – Sono previste limitazioni più stringenti al turn over nelle pubbliche amministrazioni (nel triennio 2016-2018 potranno procedere ad assunzioni di personale nel limite di una spesa pari al 25 per cento di quella relativa al personale cessato nell’anno precedente) e al tempo stesso viene disposto uno stanziamento di 300 milioni di euro per il rinnovo del personale (74 milioni destinati al personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia).