Il Tar dell’Emilia-Romagna ha annullato la gara per l’affidamento della gestione dell’aeroporto di Rimini. C’è chi ha esultato per questa sentenza, pensando che ciò possa produrre dei benefici a qualcuno, magari a Forlì. Non sono affatto d’accordo. Che il tribunale amministrativo abbia bloccato l’aeroporto di Rimini per errori procedurali nell’effettuazione del bando per la privatizzazione, è una cattiva notizia. Non sto a sindacare sulla qualità dell’azienda che ha ottenuto la gestione, nè su quella dei tre concorrenti che sono risultati sconfitti nella gara. Penso semplicemente, da sempre, che sia possibile far lavorare tre aeroporti in un raggio di 124 chilometri (tanto dista il “Marconi” di Bologna con il “Fellini” di Rimini passando dal “Ridolfi” di Forlì) solo attraverso una collaborazione fra i tre scali; o quanto meno un patto di non concorrenza. Nell’auspicio che al più presto si chiarisca la situazione di Rimini, ho chiesto ai vertici di Enac, a partire dal presidente Vito Riggio, di vigilare attentamente sulla questione di Forlì, anche al fine di evitare che il processo di rilancio dello scalo non venga interrotto o ostacolato da vizi di forma. Sono convinto che Enac farà fino in fondo la sua parte con la piena disponibilità che, almeno per quanto riguarda la sede centrale di Roma, che ha sempre manifestato in tutto l’iter che ha portato alla concessione trentennale della gestione alla Air Romagna spa.