Ho appreso dai giornali locali delle dimissioni di Sandro Gasparrini dal ruolo di “accountable manager” della Air Romagna spa, la società interamente privata che ha ottenuto (grazie ad un lavoro enorme fatto in questi mesi anche dal sottoscritto) tutte le concessioni e autorizzazioni varie che servivano per poter riaprire l’aeroporto. Al di là del gesto, che riguarda una società privata e i suoi rapporti con il singolo, quello che mi preoccupa è che continuano a mancare le informazioni e la chiarezza su ciò che si vuol fare: esattamente un anno fa Enac diede parere favorevole alla proposta presentata da Air Romagna. Da allora, non è stato MAI presentato un piano industriale, un piano di azione, un piano di gestione, un’idea su come riassorbire i lavoratori della precedente gestione. Nulla. Qualche annuncio, una pagina su wikipedia, dichiarazioni e poco altro. Gli enti pubblici hanno fatto tutto ciò che era possibile per sostenere il privato; ora bisogna che il privato, rappresentato dall’amministratore della società Robert Holcombe, dica cosa vuole fare. Ho chiesto ad Enac di valutare le modalità con cui chiedere chiarezza al gestore; credo che dopo le dimissioni dell’accountable manager, un intervento di Enac sarà inevitabile. Le interrogazioni fatte alla Regione, ai vari ministeri o al Comune, gli appelli ai ministri o assessori regionali sono atti di buona volontà, di sensibilità, di attenzione mediatica comprensibile (sarebbe stato bello ci fosse anche quando non ci credeva nessuno, ma va bene lo stesso); però non servono esattamente a nulla in questo caso. L’unica interrogazione che serve andrebbe fatta all’amministratore di Air Romagna e dovrebbe essere di una sola riga: “Gent.mo mister Robert Halcombe, quando riaprirà l’aeroporto ‘Ridolfi’?”.