L’incontro promosso a Bologna da Confagricoltura Emilia-Romagna dedicato alla “Food Valley” ha permesso di fare un passo in avanti nello sviluppo agricolo regionale: l’Emilia-Romagna è un patrimonio nazionale dell’agroalimentare, unico al mondo per la sua qualità e varietà; è necessario sostenere la capacità di esportazione (ferma dal 2013) aiutando piccoli e medi produttori a trovare mercati non solo in Italia, ma anche in altri Paesi.

È una sfida che si vince solo sulla qualità, l’innovazione, la tecnologia, e avendo la capacità di attrarre finanziamenti dall’Europa. L’Emilia-Romagna spende tutti i fondi che le vengono assegnati; noi proponiamo che i soldi che le regioni italiane non spendono non vengano rimandati a Bruxelles, ma siano redistribuiti tra chi ha dimostrato di avere idee e progetti per utilizzarli.

La proposta avanzata dal presidente Stefano Bonaccini merita di essere sostenuta perché va nella direzione di cui hanno bisogno imprese e famiglie, cioè investimenti e sguardo verso il futuro.

A Confagricoltura Emilia-Romagna va riconosciuta la capacità propositiva che serve per affrontare le sfide del futuro, ponendo il cambiamento e l’innovazione al centro della propria iniziativa