Abbiamo approvato alla Camera la legge quadro sulle missioni internazionali. Un salto di qualità per la politica estera e di difesa italiana, importante per avere più trasparenza, certezza delle procedure, supporto ai nostri connazionali impegnati all’estero. Un provvedimento che fa seguito ad altri importanti atti come la legge sulla cooperazione internazionale, il decreto antiterrorismo e il libro bianco che assumono la connotazione di una vera e propria riforma dell’intero comporto della diplomazia e della difesa.

Di seguito una sintesi del contenuto.

L’ITER AUTORIZZATIVO: PIÙ POTERI ALLE CAMERE La partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali sarà deliberata dal Consiglio dei ministri, previa comunicazione al presidente della Repubblica (resta ferma la possibilità di convocare il Consiglio supremo di difesa). Una volta deliberate le missioni verranno comunicate alle Camere, ‘che tempestivamente le discutono e, con appositi atti di indirizzo, secondo le norme dei rispettivi regolamenti, le autorizzano, eventualmente definendo impegni per il governo, ovvero ne negano l’autorizzazione’. Lo stesso iter è previsto in caso di proroga delle missioni o di cambiamento di uno o più caratteri di una missione.

RAPPORTO DEL GOVERNO ALLE CAMERE Entro il 31 dicembre di ogni anno il governo presenta alle Camere, per la discussione e le conseguenti deliberazioni parlamentari una relazione analitica sulle missioni in corso, anche per valutare la loro prosecuzione per l’anno successivo o la modifica di uno o più caratteri, precisando l’andamento di ciascuna missione e i risultati conseguiti, anche con riferimento esplicito alla partecipazione delle donne e all’adozione dell’approccio di genere nelle diverse iniziative’. La relazione analitica sulle missioni deve essere accompagnata da un documento di sintesi operativa che riporti espressamente per ciascuna missione i seguenti dati: mandato internazionale, durata, sede, personale nazionale e internazionale impiegato e scadenza, nonché i dettagli attualizzati della missione. Con la stessa relazione, il governo riferisce sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione.

FONDO PER LE MISSIONI INTERNAZIONALI Le missioni saranno finanziate attraverso un Fondo ad hoc del ministero dell’Economia, la cui dotazione è stabilita annualmente dalla legge di Stabilità. Le risorse destinate alle politiche di cooperazione allo sviluppo per il sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione sono vincolati. Saranno dei decreti del presidente del Consiglio (dpcm), emenati su proposta dei ministri competenti, a consentire l’utilizzo delle risorse dell’istituendo Fondo, i quali dovranno essere trasmessi alle Camere corredati da una relazione tecnica destinata alla commissioni parlamentari competenti.

MISURE PER IL PERSONALE MILITARE L’indennità di missione, in aggiunta allo stipendio, prevista per il personale partecipante alle missioni all’estero viene calcolata sulla diaria giornaliera prevista per la località di destinazione, nella misura del 98% o nella misura intera, incrementata del 30% se il personale non usufruisce a qualsiasi titolo di vitto e alloggio gratuiti. In alternativa è prevista una indennità di impiego operativo nella misura uniforme pari al 185%. Previsto, per il personale militare delle unità navali impiegate nelle missioni internazionali sprovvisto di indennità di missione, anche un compenso forfetario di impiego e retribuzione per lavoro straordinario. Tra le materie che vengono regolate: il trattamento assicurativo, previdenziale e assistenziale; riposi e licenza ordinaria; orario di lavoro; norme di salvaguardia del personale militare per la partecipazione a concorsi interni; esercizio del diritto di difesa nei giudizi civili, tributari e amministrativi; valutazione del servizio prestato nelle missioni internazionali ai fini dell’avanzamento al grado superiore. Infine si specifica che le disposizioni di questa legge si applicano anche al personale civile che partecipa alle missioni internazionali, in quanto compatibili. La possibilità di usufruire del canale privilegiato per l’arruolamento dei familiari delle vittime o dei militari con inabilità viene esteso a tutti i fratelli e non più – come ora – ai fratelli unici superstiti.

PERIODO DI FERMA Per le esigenze connesse con le missioni internazionali, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili e nel rispetto delle consistenze annuali previste dalle disposizioni vigenti, il periodo di ferma dei volontari in ferma prefissata di un anno può essere prolungato, previo consenso degli interessati, per un massimo di sei mesi.

CONSIGLIERE PER LA COOPERAZIONE CIVILE Nell’ambito delle missioni internazionali potrà essere conferito l’incarico di consigliere per la cooperazione civile del comandante militare italiano del contingente internazionale.

NORME PENALI La proposta di legge quadro disciplina le disposizioni in materia penale, precisando che al personale che partecipa alle missioni internazionali, oltre che al personale di supporto, si applica il codice penale militare di pace. La competenza viene attribuita al tribunale militare di Roma. Il governo avrà, in ogni caso, la facoltà ‘di deliberare l’applicazione delle norme del codice penale militare di guerra’. ‘Non è punibile il militare che, nel corso delle missioni internazionali, in conformità alle direttive, alle regole di ingaggio ovvero agli ordini legittimamente impartiti, fa uso ovvero ordina di fare uso delle armi, della forza o di altro mezzo di coazione fisica, per le necessità delle operazioni militari – si legge – Quando, nel commettere uno dei fatti previsti dal primo periodo, si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge, dalle direttive, dalle regole di ingaggio o dagli ordini legittimamente impartiti, ovvero imposti dalla necessità delle operazioni militari, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi se il fatto è previsto dalla legge come delitto colposo’. Vengono fatti salvi i gravi crimini di guerra, che saranno sempre punibili.

ACQUISTI PER MOTIVI DI URGENZA Per motivi di urgenza gli stati maggiori di forza armata, il comando generale dell’arma dei carabinieri e il comando generale della guardia di finanza possono disporre l’attivazione delle procedure d’urgenza previste dalla normativa vigente per l’acquisizione di beni e di servizi. Stesso discorso per sopperire a esigenze di prima necessità delle popolazioni locali. Il ministero della Difesa potrà ricorrere ad acquisti e a lavori da eseguire in economia, anche in deroga alle disposizioni di contabilità generale dello Stato e ai capitolati d’oneri, entro il limite complessivo di 50 milioni di euro annui, in relazione alle esigenze, connesse con le missioni internazionali, di revisione generale di mezzi da combattimento e da trasporto, di esecuzione di opere infrastrutturali aggiuntive e integrative, di acquisizione di materiali d’armamento, equipaggiamenti individuali, materiali informatici, apparati di comunicazione e per la difesa nucleare, biologica e chimica.

CESSIONE MEZZI E MATERIALI Si stabilisce che per la cessione gratuita di mezzi e di materiali, escluso il materiale d’armamento di cui alla legge 9 luglio 1990, n. 185 (la legge sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento; Ndr), ‘nell’ambito delle missioni internazionali si applicano gli articoli 312 e 2132 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e successive modificazioni’.