Cambiano i vitalizi dei parlamentari. Con la proposta di legge approvata oggi alla Camera, a prima firma Matteo Richetti (Pd) e di cui sono stato fin dall’inizio uno dei sostenitori, i deputati hanno dato il primo sì al nuovo calcolo dell’assegno degli ex parlamentari e al nuovo tetto anagrafico per andare in pensione. Il testo ora passa all’esame del Senato. Le novità principali sono due: la stretta riguarderà in particolare gli ex parlamentari, ovvero coloro che già percepiscono l’assegno vitalizio, che saranno calcolati con il metodo contributivo e non più il retributivo. E ancora: le pensioni non arriveranno al compimento dei 65 anni ma più in avanti, in linea con le regole della legge Fornero.

TAGLIO DELL’ASSEGNO L’assegno degli ex parlamentari dovrà essere tagliato. La norma contenuta nella pdl Richetti è retroattiva. Dunque, anche per i parlamentari eletti nel 2012 (anno della riforma dei vitalizi) scatterà il calcolo della pensione secondo il calcolo contributivo, ovvero commisurato ai contributi realmente versati. Anche le Regioni dovranno adeguarsi alla rimodulazione degli assegni che spettano agli ex consiglieri regionali.

SANZIONI PER REGIONI INADEMPIENTI Le Regioni che non ricalcoleranno i vecchi assegni riceveranno una sanzione. Questa consiste nel taglio del 50% delle risorse destinate alle pensioni.

EROGAZIONE SPETTA A CAMERA E SENATO A differenza di quanto previsto in commissione Affari costituzionali, l’erogazione dei vitalizi resterà in capo a Camera e Senato e non passerà dunque all’Inps. La versione originaria del testo prevedeva l’istituzione di una gestione separata all’istituto di previdenza, ma la commissione Bilancio ha chiesto di cancellarla per problemi di copertura finanziaria.

DA PROSSIMA LEGISLATURA IN PENSIONE CON LEGGE FORNERO In futuro cambieranno i criteri anagrafici per l’erogazione della pensione dei parlamentari. Dalla prossima legislatura “saranno quelli della legge Fornero”. L’adeguamento alla legge Fornero comporterà un aumento dei requisiti anagrafici richiesti per l’accesso all’assegno mensile.

ESCLUSE PENSIONI CITTADINI DA RICALCOLO Salve le pensioni dei cittadini dal ricalcolo dell’assegno. L’emendamento circoscrive il passaggio dal metodo retributivo al contributivo solo per le pensioni dei parlamentari. “In considerazione della difficoltà tra la natura e il regime giuridico dei vitalizi e dei trattamenti pensionistici – di cariche elettive e quelli dei trattamenti pensionistici ordinari – si legge nella proposta che modifica l’articolo 13 e che sarà votata in giornata dall’assemblea – la rideterminazione” degli assegni vitalizi “non può in alcun caso essere applicata alle pensioni in essere e future dei lavoratori dipendenti e autonomi. Sulla norma però sono stati espressi dubbi da parte di molti parlamentari, in particolare dal presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano.

CONGELATI PER CHI SVOLGE ALTRI INCARICHI L’assegno vitalizio sarà congelato per il parlamentare che ricopre un incarico “istituzionale per il quale la Costituzione o altra legge costituzionale prevedano l’incompatibilità”.

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