Abbiamo approvato alla Camera la legge sulle “class action”, le azioni legali collettive divenute famose soprattutto dopo i crack finanziari Cirio e Parmalat. Una serie di norme che rafforzano e ampliano le tutele dei cittadini. È fatto positivo che il testo approvato sia l’unione di due proposte di legge: una del Movimento 5 stelle e l’altra del Partito democratico. Il tutto votato all’unanimità. Ora la palla passa al Senato.

Il provvedimento mira a potenziare lo strumento dell’azione di classe allargandone il campo d’applicazione tanto dal punto di vista soggettivo, attualmente circoscritto alla tutela dei diritti di consumatori e utenti, quanto dal punto di vista oggettivo, ovverosia delle situazioni giuridiche che possono essere fatte valere in giudizio e del tipo di tutela che si può ottenere. La pdl si compone di tre articoli ma solamente il primo è quello che contiene tutte le modifiche significative al codice di procedura civile. In sintesi, con il progetto di legge si intende introdurre un nuovo titolo, l’VIII-bis, in materia di azione di classe. Uno degli emendamenti approvati in aula alla Camera prevede che nel caso un tribunale decida per l’estinzione di una causa portata avanti attraverso un’azione di classe, a seguito di tale decisione “resta comunque salvo il diritto all’azione individuale dei soggetti aderenti” oppure “l’avvio di una nuova azione di classe”.