La nuova legge elettorale è un obiettivo importante di questa legislatura. Una delle ragioni per cui è nato questo Governo e per cui l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, accettò di svolgere un secondo mandato (per la prima volta nella storia repubblicana). Soprattutto, però, è un dovere per la politica dotare il Paese di una legge elettorale chiara, che assicuri governabilità, ripristini un rapporto più diretto con gli eletti e ripari al fatto che le ultime tre elezioni politiche sono state effettuato con una legge dichiarata poi incostituzionale. Ecco perchè si sta insistendo tanto su questo punto: in ballo c’è anche la credibilità delle istituzioni e di chi ha l’onore e l’onere di governare.
Per farsi un’idea un po’ più compiuta di ciò che prevede l’attuale testo della nuova legge elettorale su cui sta discutendo il Senato, di seguito la sintesi dei punti fondamentali.

PREMIO ALLA LISTA – L’ultima versione dell’Italicum, valido per la sola Camera dei deputati, prevede un premio di maggioranza di 340 seggi alla lista che supera il 40%. La norma è stata fortemente voluta dal premier Renzi per evitare il potere di interdizione dei piccoli partiti. Fi avrebbe preferito la prima versione dell’Italicum, che assegnava il premio alla coalizione vincente. Ma Berlusconi ha ufficialmente dato il via libera al premio di lista dicendo che «rappresenta un importante stimolo a superare egoismi delle forze politiche ed è quasi una imposizione di legge per l’unificazione del centro-destra».

BALLOTTAGGIO – Se al primo turno nessuna lista supera il 40% dei voti si va al ballottaggio tra le due liste che hanno ottenuto più voti. L’elettore dovrà mettere una croce sull’uno o sull’altro simbolo. Chi vince incassa i 340 seggi in palio. È esclusa ogni forma di collegamento tra liste o di apparentamento tra i due turni di votazione.

CAPILISTA E PREFERENZE – È prevista la suddivisione del territorio italiano in cento collegi plurinominali. In ogni collegio vengono reintrodotte le preferenze, tranne che per i cento capilista che risultano così “bloccati” (saranno scelti dalle segreterie dei partiti o tramite primarie). La prima versione della legge prevedeva liste bloccate di 3-6 nomi in 120 piccoli collegi. Ma di fronte all’opposizione della minoranza Pd, che chiedeva il ritorno alle preferenze, si è giunti a un compromesso mantenendo solo i capilista bloccati, per i quali è più facile essere eletti. Sulla scheda, infatti, l’unico nome a essere prestampato è quello del capolista. Se una lista ottiene in un collegio solo un seggio, questo va automaticamente al capolista. Sono eletti, «fino a concorrenza dei seggi che spettano a ciascuna lista in ogni circoscrizione», dapprima i capilista nei collegi, quindi i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze.

CANDIDATURE – Nessuno può essere candidato in più collegi, salvo i capilista, fino a un massimo dieci collegi. Quella delle candidature multiple per i capilista è stata una richiesta venuta in particolare dal Ncd. Un elettore che vota un partito con un capplista gradito non ha nessuna certezza che quel candidato lo rappresenterà perché il suo candidato potrebbe optare di rappresentare gli elettori di un altro collegio. Dall’altro lato però l’uso massiccio delle candidature plurime da parte dei partiti fa aumentare gli eletti col voto di preferenza.

SOGLIE DI SBARRAMENTO – La nuova versione dell’Italicum prevede una unica soglia di sbarramento al 3% per accedere alla Camera. La versione precedente del testo, invece, aveva tre soglie: 4,5% per le liste coalizzate, 8% per le liste non coalizzate e 12% per le coalizioni. L’abbassamento della soglia di sbarramento è stata chiesta dai piccoli partiti (Ncd, Udc ma anche Sel). Ed ha avuto il via libera di Renzi perché l’introduzione del premio di lista, al posto del premio di coalizione, ha di fatto eliminato il potere di condizionamento delle piccole formazioni.

DOPPIA PREFERENZA – Accanto al simbolo di ciascuna lista e al nome prestampato del capolista ci saranno due righe bianche: l’elettore potrà scriverci il nome di due candidati presenti nella lista che ha deciso di votare (in media ogni lista avrà sei candidati in ognuno dei 100 collegi). Si potranno esprimere una o due preferenze (o anche nessuna). Se si esprimono due preferenze i due candidati prescelti dovranno essere di genere diverso, pena la nullità del voto. Non solo. Per garantire la rapprersentanza di genere, i capilista dello stesso sesso non possono superare il sessanta per cento del totale, pena l’inammissibilità della lista.

CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA – La clausola di salvaguardia rinvia l’entrata in vigore dell’Italicum al 1º luglio 2016. La clausola è stata sollecitata da Forza Italia, minoranza Pd e partiti minori, tutti preoccupati che l’approvazione della nuova legge elettorale potesse essere il grimaldello in mano a Renzi per chiudere anticipatamente la legislatura.