Lunedì 29 ottobre alle 12 si chiude il termine per la presentazione delle offerte economiche per la realizzazione dei lavori al nuovo carcere di Forlì. E’ una buona notizia, resa possibile dal lavoro del precedente governo e completata da questo. Quello che non possiamo permetterci, però, è che per l’ennesima volta il cantiere si blocchi perchè l’impresa aggiudicatrice non è seria, perchè i lavori sono fatti male o perchè non ci sono i fondi necessari per completare i lavori.

E’ però un rischio concreto, che si annida nelle modalità con cui è stato emanato e scritto il bando di gara e per questo ho fatto una segnalazione formale al ministero delle Infrastrutture (titolare dei lavori attraverso il Provveditorato alle opere pubbliche di Lombardia ed Emilia-Romagna).

Le questioni che hanno colpito la mia attenzione sono, in particolare, tre.

La prima: il bando di gara. La notizia dell’appalto è stata pubblicato sulla Gazzetta ufficiale italiana il 15 ottobre e prevede che le domande di partecipazione vengano presentate entro il 29 ottobre. Un tempo molto ristretto e, a mio parere, anomalo per un appalto pubblico da oltre 34 milioni di euro. (pag.7)

La seconda: l’urgenza non motivata. e è che si giustifica la riduzione dei termini con l’adozione di una procedura d’urgenza in base all’art.60 c. 3 D.Lgs 50/16: non si ravvisano tali motivazioni di urgenza visto che si tratta di un’opera ferma da molti anni. Il Codice degli appalti prevede un termine minimo di 35 giorni. In fondo non molto di più rispetto alle 2 settimane adottate, ma che sarebbe bastato per consentire maggiore trasparenza, concorrenza e forse qualità delle offerte che saranno presentate.

La terza: le coperture non sono garantite. Nel bando si dice esplicitamente (pag.3) che “l’aggiudicazione resta subordinata al reperimento delle risorse finanziarie utili alla copertura economica integrale del progetto”. Dunque non sembrano essere garantite le coperture economiche necessarie per garantire il regolare svolgimento del progetto. Un fatto molto grave

In passato più volte il cantiere del nuovo carcere è stato interessato da fallimenti e problemi con le imprese appaltatrici. Tempi così brevi per realizzare un progetto così imponente, suscitano un qualche dubbio sulla effettiva regolarità delle procedure; ma soprattutto destano grande preoccupazione su come potranno essere realizzati i lavori.
Dobbiamo tenere gli occhi aperti e dobbiamo farlo tutti: vogliamo che il carcere si completi e vogliamo che sia fatto in maniera corretta.

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