Abbiamo approvato la scorsa settimana un importante provvedimento in termini di politiche ambientale, ma anche – a mio parere – di politiche economiche. Il cossiddetto “Collegato ambientale”, infatti, è un testo di legge a cui la Commissione Ambiente della Camera ha lavorato per mesi e che contiene robuste novità positive per promuovere non solo la green economy, il riciclo e riuso, gli investimenti a tutela del territorio; ma inverte anche la tendenza degli ultimi anni, con l’obiettivo di premiare le aziende che fanno le cose per bene, nel rispetto delle regole e dell’ambiente. Un intervento che si aggiunge ad altri due importanti testi approvati come quello di riordino delle agenzie ambientali e l’introduzione dei reati ambientali nel codice penale.
Di seguito la sintesi di tutti i provvedimenti contenuti nella legge (che ora passa al Senato per l’approvazione definitiva).

PROGRAMMA NAZIONALE MOBILITÀ SOSTENIBILE Sono 35 i milioni messi a disposizione nel 2015 per il programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro. La norma – inserita grazie ad un emendamento dei relatori approvato – prevede il finanziamento di progetti, destinati a comuni con una popolazione superiore a 100mila abitanti, ‘diretti a incentivare iniziative di mobilità sostenibile, incluse iniziative di car-pooling, di bike-pooling e di bike-sharing, la realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti, anche collettivi e guidati, tra casa e scuola a piedi o in bicicletta, di laboratori e uscite didattiche con mezzi sostenibili, di programmi di educazione e sicurezza stradale, di riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimità degli istituti scolastici o delle sedi di lavoro’. Le coperture vengono trovate dai soldi derivanti dalla messa all’asta delle quote di emissione di Co2. Tali programmi – si legge nel testo – potranno includere la cessione a titolo gratuito di ‘buoni mobilità’ ai lavoratori che usano mezzi di trasporto sostenibili’.
AL VIA SPERIMENTAZIONE DEL VUOTO A RENDERE Parte una sperimentazione di sei mesi del sistema del vuoto a rendere per tutti i tipi di imballaggi di birra e acqua minerale. La norma specifica che la sperimentazione varrà per gli imballaggi di birra e acqua minerale ‘servite al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri locali pubblici’. Un decreto del ministero dell’Ambiente stabilirà le modalità della sperimentazione e l’applicazione di incentivi e penalizzazioni. La norma stabilisce infatti che la tariffa per la gestione dei rifiuti urbani preveda agevolazoni per le utenze commerciali obbligate o che decidono di utilizzare imballaggi in vetro per la distribuzione al pubblico di bevande, e applicano il sistema del vuoto a rendere su cauzione. Un emendamento del Movimento 5 stelle approvato – a prima firma Stefano Vignaroli – ha stabilito che ‘all’esito favorevole della sperimentazione, il sistema di restituzione di cui al presente articolo è applicato progressivamente, in via sperimentale, anche ad ogni altra tipologia di imballaggio contenente liquidi’. Rispetto a quanto stabiliva inizialmente il provvedimento, nel corso del dibattito in commissione Ambiente, è stato deciso di eliminare il divieto di vendere imballaggi non in vetro abolendo la conseguente sanzione prevista per i trasgressori.

DIVIETO DI GETTARE IN STRADA MOZZICONI E CHEWINGUM Divieto, dal 1° luglio 2015, di gettare per strada mozziconi di sigarette e gomme da masticare e multa, per chi trasgredisce, da 30 a 150 euro. Nel contempo la norma prevede l’installazione da parte dei comuni nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale, di appositi raccoglitori per la raccolta dei mozziconi dei prodotti da fumo e di gomme da masticare; oltre all’attuazione di campagne di informazione da parte dei produttori, in collaborazione con il ministero dell’Ambiente, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni derivanti dall’abbandono dei mozziconi di sigaretta e delle gomme da masticare. Il 50% dei proventi derivanti dalle multe per chi viola il nuovo divieto serviranno a finanziare l’installazione dei raccoglitori e le campagne di sensibilizzazione. L’altro 50% sarà destinato alla pulizia del sistema fognario.

APPALTI VERDI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Le aziende green potranno godere di una sorta di corsia di preferenziale – in termini di vantaggi – nella partecipazione a bandi di gara della Pa. Nello specifico i bandi di gara pubblici, per appalti affidati con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, dovranno tenere conto della ‘compensazione delle emissioni di gas serra associate alle attività dell’azienda’; del possesso di un marchio Ecolabel in relazione ai beni o servizi oggetto del contratto; la considerazione dell’intero ciclo di vita dell’opera, del bene o del servizio nel costo di utilizzazione e manutenzione. Viene introdotto inoltre un incentivo, consistente in una riduzione del 30% della cauzione a corredo dell’offerta prevista dal Codice dei contratti pubblici, per gli operatori economici che partecipano ad appalti pubblici e sono muniti di registrazione Emas (che certifica la qualità ambientale dell’organizzazione aziendale) o di marchio Ecolabel (che certifica la qualità ecologica di prodotti, comprensivi di beni e servizi). Le amministrazioni pubbliche, nei bandi di gara per lavori di efficientamento energetico, ristrutturazione o costruzione di scuole e ospedali, e per lavori per la realizzazione di pavimentazioni stradali e barriere acustiche, dovranno inoltre inserire punteggi premianti per le imprese che utilizzano prodotti contenenti materiali post-consumo.

CRITERI AMBIENTALI MINIMI NELLE GARE DI FORNITURA A PA Viene introdotto l’articolo 68-bis nel Codice dei contratti che prevede l’applicazione dei Criteri ambientali minimi (Cam) negli appalti pubblici di forniture e negli affidamenti di servizi nell’ambito delle categorie previste dal Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione. Il testo del provvedimento specifica che i cosiddetti Cam dovranno essere applicati per le forniture, tra le altre, di: lampade, illuminazione pubblica, computer, stampanti, fotocopiatrici, riscaldamento. Mentre l’applicazione dei Cam varrà per il 50% (con possibilità di aumento) delle gare per, tra gli altri: l’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani, forniture di cartucce toner e cartucce a getto di inchiostro, affidamento del servizio di gestione del verde pubblico, prodotti tessili e arredi di ufficio.

INCENTIVI ALL’USO DI MATERIALI POST-CONSUMO Viene prevista la possibilità di stipulare accordi e contratti di programma tra soggetti pubblici e privati per l’erogazione di incentivi alle attività imprenditoriali di produzione di beni derivanti da materiali post-consumo riciclati e alle attività imprenditoriali di preparazione dei materiali post-consumo per il loro riutilizzo, oltre che alle attività di commercializzazione di prodotti e componenti di prodotti reimpiegati per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti. La norma specifica che sarà il ministro dello Sviluppo economico a stabilire, con un apposito decreto, il livello degli incentivi, anche di natura fiscale, e le percentuali minime di materiale post-consumo che devono essere presenti nei manufatti per i quali possono essere erogati gli incentivi.

PROROGA DELLA MORATORIA SU APPLICAZIONI SANZIONI SISTRI Proroga – grazie all’approvazione di un emendamento Pd a prima firma Piergiorgio Carrescia – al 31 dicembre 2015 della moratoria sull’applicazione delle sanzioni legate agli obblighi relativi al Sistri, il sistema della tracciabilità sui rifiuti. Non è la prima volta che viene prevista una proroga di questo tipo, l’ultima in ordine di tempo risale al cosiddetto decreto Milleproroghe che spostava al 31 dicembre 2014 la proroga della moratoria sulle sanzioni.

NASCE LA VALUTAZIONE DI IMPATTO SANITARIO Viene prevista, nell’ambito del procedimento di Via, una valutazione di impatto sanitario (Vis) – grazie alla approvazione di un emendamento del Movimento 5 stelle -, in conformità alle linee guida predisposte dall’Istituto superiore di sanità, per i progetti riguardanti, in sintesi, le raffinerie di petrolio greggio, gli impianti di gassificazione e liquefazione, i terminali di rigassificazione di gas naturale liquefatto, nonché le centrali termiche e gli altri impianti di combustione con potenza termica superiore a 300 megawatt.
NUOVE REGOLE PER I COMUNI SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA Il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata (rd), per cui rispetto al testo originario è sparito il differimento di otto anni delle scadenze previste, può essere raggiunto a livello comunale, in alternativa all’Ambito territoriale ottimale (Ato), se costituito. Sarà inoltre posto direttamente a carico dei Comuni che non abbiano raggiunto le percentuali di rd l’addizionale del 20% al tributo speciale per il conferimento in discarica, la cosiddetta ecotassa. Il tributo speciale per il deposito di discarica dei rifiuti solidi viene odulato ‘in base alla quota percentuale di superamento del livello di raccolta differenziata (RD) fatto salvo l’ammontare minimo fissato dalla legge 549/1995’. Dunque, meno ricicli più paghi. Viene specificato che l’addizionale all’ecotassa non è dovuta dai comuni che hanno ottenuto una deroga rispetto al perseguimento dei medesimi obiettivi, ovvero che hanno conseguito una produzione pro capite media di rifiuti inferiore di almeno il 30% rispetto a quella media dell’Ato di appartenenza.

UN PIANO PER RENDERE LE IMPRESE PIÙ VERDI Nasce il ‘Piano per la qualificazione ambientale dei prodotti dei sistemi produttivi locali, i distretti industriali e le filiere che caratterizzano il sistema produttivo nazionale’, per stabilire ‘le azioni e le indicazioni tecniche ed operative volte a migliorare le capacità competitive delle imprese per rispondere alla crescente domanda di prodotti sostenibili da parte dei consumatori finali e dei clienti intermedi di molti settori produttivi’. La norma – inserita grazie all’approvazione di un emendamento Pd – prevede azioni, finanziate in via prioritaria con i fondi europei 2014-20, per ‘promuovere, con la collaborazione dei soggetti interessati, l’adozione di tecnologie e disciplinari di produzione innovativi, in grado di garantire il miglioramento prestazionale dei prodotti ed, in particolare la riduzione degli impatti ambientali che i prodotti hanno durante il loro ciclo di vita’. E ancora, tra le azioni contenute nel piano: rafforzare l’immagine, il richiamo e l’impatto comunicativo che distingue le produzioni italiane, associandovi aspetti di qualità ambientale, anche nel rispetto di requisiti di sostenibilità sociale; aumentare il livello di trasparenza e la capacità informativa nei confronti dei mercati di destinazione dei prodotti; garantire l’informazione, su tutto il territorio nazionale, riguardo alle esperienze positive sviluppate in progetti precedenti.

SPARISCE L’OSSERVATORIO NAZIONALE SUI RIFIUTI I compiti dell’Osservatorio nazionale sui rifiuti, che viene eliminato, verranno svolti dal ministro dell’Ambiente. Lo stesso ministro dovrà inoltre elaborare ‘dei parametri per l’individuazione dei costi standard e la definizione di un sistema tariffario equo e trasparente basato sul principio comunitario ‘chi inquina paga’ e sulla copertura integrale dei costi efficienti di esercizio e di investimento’. Per l’espletamento delle funzioni di vigilanza e controllo in materia di rifiuti, il ministero dell’Ambiente si avvale dell’Ispra’ che, a sua volta, potrà usare i fondi destinati all’Osservatorio nazionale sui rifiuti.

RACCOLTA DIFFERENZIATA IMBALLAGGI A CARICO PRODUTTORI Saranno a carico dei produttori e degli utilizzatori di imballaggi anche la raccolta differenziata degli stessi, oltre che il loro ritiro. La norma modifica la parte del Codice ambientale relativa alla gestione degli imballaggi stabilendo – tra le altre cose – che i consorzi dei produttori per lo smaltimento degli imballaggi – compreso il Conai – ‘sono incaricati di pubblico servizio’. ‘L’attività dei Consorzi è sussidiaria e non può in alcun modo limitare le attività di soggetti che operano secondo le regole del mercato nel rispetto delle norme in materia di gestione dei rifiuti – si legge – e deve garantire il riciclaggio e il recupero dei rifiuti di imballaggio, con priorità per quelli provenienti dalla raccolta differenziata, indipendentemente dalle contingenti condizioni di mercato’. Il provvedimento lascia inalterata la possibilità, in caso di inadempienza delle pubbliche amministrazioni, di rivolgersi al Conai per raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata degli imballaggi. La novità riguarda l’eliminazione del pagamento al Conai del corrispettivo del ‘valore della tariffa applicata per la raccolta dei rifiuti urbani corrispondente, al netto dei ricavi conseguiti dalla vendita dei materiali e del corrispettivo dovuto sul ritiro dei rifiuti di imballaggio e delle frazioni merceologiche omogenee’. Il Conai dovrà solo adempiere alla richiesta delle amministrazioni ‘entro i successivi tre mesi’. Infine i produttori di imballaggi che non intendano aderire al Conai e ai consorzi per i materiali di imballaggio devono presentare, entro il 30 settembre di ogni anno, un Programma specifico pluriennale di prevenzione, che comprende un piano specifico di prevenzione e gestione relativo all’anno successivo.

‘VIA’ SEMPLIFICATA PER SCARICO DI ACQUE IN MARE Per le procedure di autorizzazione ambientale riguardanti lo scarico in mare di acque derivanti da attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi o gassosi, oltre che per l’immersione in mare di materiali di escavo di fondali marini, e per la movimentazione dei fondali marini derivante dall’attività di posa in mare di cavi e condotte, si prevede che le autorizzazioni di Via sono istruite e rilasciate dalla stessa autorità competente per il provvedimento che conclude motivatamente il procedimento di valutazione medesima.

NIENTE ‘VIA-VAS’ PER GRANDI ELETTRODOTTI RETE NAZIONALE Le operazioni di interramento di elettrodotti in corrente alternata, con tracciato di lunghezza superiore a 40 chilometri, facenti parte della rete elettrica di trasmissione nazionale non sono più soggette alla Via e alla Vas.
NASCE STRATEGIA NAZIONALE DELLE COMUNITÀ GREEN Viene costituita una Strategia nazionale delle Green Communities che individui ‘il valore dei territori rurali e di montagna che intendano sfruttare in modo equilibrato le risorse principali di cui dispone (acqua, boschi e paesaggio in primo luogo) e aprire un nuovo rapporto sussidiario e di scambio con le comunità urbane e metropolitane, in modo da poter impostare, nella fase della green economy, un piano di sviluppo sostenibile non solo dal punto di vista energetico, ambientale ed economico’. Le regioni e le province autonome possono individuare modalità, tempistiche e risorse finanziarie nell’ambito delle quali le Unioni dei comuni e le Unioni dei comuni montani promuovono l’attuazione della strategia nazionale.

I RESIDUI LAPIDEI NON SARANNO ‘MATERIALI DI SCAVO’ I ‘residui di lavorazione di materiali lapidei (marmi, graniti, pietre) anche non connessi alla realizzazione di un’opera e non contenenti sostanze pericolose (quali ad esempio flocculanti con acrilamide o policrilamide)’ non verranno più considerati materiali di scavo nell’ambito del regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo.

ACQUE REFLUE FRANTOI POTRANNO ESSERE SCARICATE IN FOGNE Viene prevista l’assimilazione alle acque reflue domestiche, ai fini dello scarico in pubblica fognatura, delle acque reflue di vegetazione dei frantoi oleari.

NASCE IL CATOLOGO DEI SUSSIDI PRO E CONTRO AMBIENTE Viene istituito il Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli presso il ministero dell’Ambiente, per la raccolta dei dati e delle informazioni sugli incentivi, sulle agevolazioni, sui finanziamenti agevolati, oltre che sulle esenzioni da tributi, direttamente finalizzati alla tutela dell’ambiente. L’istituzione del Catalogo è funzionale ad alcuni adempimenti stabiliti a livello europeo e internazionale.

SNELLITE PROCEDURE NEI SIC, PROCEDURE AFFIDATE A COMUNI ‘Al fine di snellire le procedure relative ai siti di interesse comunitario (Sic; Ndr) […] sono effettuate dai comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti, nel cui territorio ricade interamente il sito, le valutazioni di incidenza dei seguenti interventi minori: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, anche con incrementi volumetrici o di superfici coperte inferiori al 20% delle volumetrie o delle superfici coperte esistenti, opere di sistemazione esterne, realizzazione di pertinenze e volumi tecnici’. La procedura che viene introdotta si intende ‘fatta salva la facoltà delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano di riservarsi, con apposita norma, la competenza esclusiva’. ‘L’autorità competente al rilascio dell’approvazione definitiva degli interventi – si legge infine nel ddl – provvede entro il termine di 60 giorni’.

INCIDENTE IN MARE? PAGA ANCHE PROPRIETARIO CARICO NAVE ‘Le spese sostenute’ dall’autorità marittima ‘per le misure ritenute necessarie’ per la tutela dell’ambiente marino in caso di incidente navale ‘sono recuperate anche nei confronti del proprietario del carico che abbia utilizzato una nave inadeguata alla qualità e quantità di carico trasportato’. La norma – inserita nel corso dell’esame in commissione da un emendamento Pd a prima firma Ermete Realacci – agisce su un articolo della legge n. 979 del 31 dicembre 1982 per la difesa del mare.

PULIZIA STRAORDINARIA DEI FONDALI PORTUALI Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge il ministro dell’Ambiente,avvalendosi del Reparto ambientale marino, ‘individua alcuni porti marittimi nei quali avviare operazioni di raggruppamento e gestione di rifiuti raccolti durante le attività di pesca o altre attività di turismo subacqueo svolte da associazioni sportive e culturali, tramite appositi accordi di programma stipulati con la competente Capitaneria di Porto, l’Autorità portuale, se costituita, le imprese ittiche, le associazioni citate e il Comune territorialmente competente’.
PRINCIPIO ‘CHI INQUINA PAGA’ IN PIANI REGIONALI RIFIUTI Al fine di dare attuazione al principio comunitario ‘chi inquina paga’ entro un anno dall’entrata in vigore della legge ‘i Piani regionali di gestione dei rifiuti urbani dovranno essere adeguati con la previsione di misure di indirizzo per favorire l’applicazione graduale di sistemi finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso’. Inoltre il testo cambia le regole in materia di ordinanze contingibili e urgenti e poteri sostitutivi nel settore dei rifiuti. Nello specifico viene precisato che, nel caso in cui il presidente della giunta regionale non provveda ad adottare le necessarie misure entro centoventi giorni dall’adozione delle predette ordinanze, il ministro dell’Ambiente diffida il presidente medesimo a provvedere entro un termine di 60 giorni, anziché entro un congruo termine come previsto nella normativa attuale.

DELEGA PER I SISTEMI DI PAGAMENTO SERVIZI ECOSISTEMICI Il provvedimento introduce i cosiddetti sistemi di pagamento dei servizi ecosistemici e ambientali (Psea), buoni per chi – per esempio, – attraverso le sua attività contribuisce alla tutela dell’ecosistema o dell’ambiente. Potrebbe essere il caso di ‘imprenditori agricoli che proteggono’ o ‘tutelano’ la natura, facendo ad esempio interventi di conservazione del territorio; o di un Comune che assegna ‘diritti di proprietà o di sfruttamento di un bene naturalistico di interesse comune’ portando così alla tutela del bene stesso. In sintesi si tratta di una delega al governo che definisce i Psea come ‘remunerazione di una quota di valore aggiunto derivante, secondo meccanismi di carattere negoziale, dalla trasformazione dei servizi ecosistemici e ambientali in prodotti di mercato, nella logica della transazione diretta tra consumatore e produttore’. Tra i criteri della delega viene previsto che siano in ogni caso remunerati i seguenti servizi: ‘fissazione del carbonio delle foreste di proprietà demaniale e collettiva; regimazione delle acque nei bacini montani; salvaguardia della biodiversità e delle qualità paesaggistiche e utilizzazione di proprietà demaniali e collettive per produzioni energetiche’. I beneficiari finali del sistema di Psea – viene chiarito – dovranno essere ‘i comuni, le loro unioni, le aree protette, fondazioni di bacino montano integrato e le organizzazioni di gestione collettiva dei beni comuni, comunque denominate’.

MERCATI DEL BARATTO NEI CENTRI RACCOLTA RIFIUTI ‘I Comuni e i loro enti strumentali possono individuare anche appositi spazi, presso i centri di raccolta’ dei rifiuti ‘per l’esposizione temporanea finalizzata allo scambio tra privati cittadini di beni usati e funzionanti direttamente idonei al riutilizzo’. La norma agisce sull’articolo del Codice ambientale che prevede che ‘le pubbliche amministrazioni promuovono, nell’esercizio delle rispettive competenze, iniziative dirette a favorire il riutilizzo dei prodotti e la preparazione per il riutilizzo dei rifiuti’. Inoltre ‘nei centri di raccolta possono altresì essere individuate apposite aree adibite al ‘deposito preliminare alla raccolta’ dei rifiuti destinati alla preparazione per il riutilizzo e la raccolta di beni riutilizzabili’.

NASCONO LE ‘OIL FREE ZONE’ Delle ‘oil free zone’, delle aree territoriali nel quale viene prevista e attuata una ‘progressiva sostituzione del petrolio e dei suoi derivati con energie da fonti rinnovabili’, per ‘promuovere su base sperimentale e sussidiaria la progressiva fuoriuscita dall’economia basata sul ciclo del carbonio, e di raggiungere gli standard europei in materia di sostenibilità ambientale’. È questo, in sintesi, il senso della norma per cui la progressiva sostituzione del petrolio e dei suoi derivati nelle Oil free zone dovrà avvenire ‘entro un determinato arco temporale e sulla scorsa di specifico atto di indirizzo adottato dai Comuni del territorio di riferimento’. ‘La costituzione di tali aree viene promossa dai Comuni interessati, per il tramite delle Unioni di Comuni e delle Unioni di Comuni montani di riferimento – si legge – In tali aree si avviano sperimentazioni, realizzazione di prototipi e implementazione sul piano industriale di nuove ipotesi di utilizzo dei beni comuni, con particolare riguardo a quelli provenienti dalle zone montane, attraverso prospetti di valutazione del valore delle risorse presenti sul territorio’.

ESTESA PER AUTOPRODUTTORI ESENZIONE ONERI ACCESSORI Estesa – grazie all’approvazione di un emendamento Pd a prima firma Ermete Realacci – l’esenzione dal pagamento degli oneri accessori relativi alla quota di energia autoprodotta a tutti gli impianti, eliminando il limite attuale di 20 megawatt (MWe) di potenza nominale, estendendo il beneficio anche agli impianti di autoproduzione privati che non ricadono nel perimetro casalingo.

PERMESSI SPECIALI PER TRASPORTO RIFIUTI PERICOLOSI Viene consentito a determinate categorie il trasporto in conto proprio (fino ad un massimo di 30kg al giorno) di rifiuti pericolosi (compresi quelli che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni, come aghi, siringhe e oggetti taglienti usati), ad un impianto che effettua operazioni autorizzate di smaltimento. In particolare e categorie che, così facendo, potranno ritenere assolti gli obblighi riguardanti la tracciabilità dei rifiuti sono: barbiere e parrucchiere, istituti di bellezza, attività di tatuaggio e piercing, estetista, acconciatore, trucco permanente e semipermanente, tatuaggio, piercing, agopuntura, podologo, callista, manicure, pedicure.

SOTTOPRODOTTI ZUCCHERO UTILIZZABILI IN IMPIANTI BIOGAS Inseriti anche i sottoprodotti della trasformazione degli zuccheri tramite fermentazione nell’elenco dei sottoprodotti utilizzabili negli impianti a biomasse e biogas, ai fini dell’accesso ai meccanismi incentivanti della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici.

IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO AEROBICI SOLO CON DIA Per installare impianti di compostaggio aerobico sarà possibile una procedura semplificata, e cioè solo ed esclusivamente la presentazione di una denuncia di inizio attività (Dia). La norma, in sintesi, permette la realizzazione – senza passare attraverso altre autorizzazioni – dei piccoli impianti di compostaggio (non superiori a una capacità annuale di ottanta tonnellate), sia domestici che comunali.

10 MLN PER DEMOLIRE OPERE ABUSIVE SU AREE A RISCHIO Vengono messi a disposizione 10 milioni di euro per l’anno 2014 per finanziare la rimozione o la demolizione, da parte dei comuni, di opere ed immobili realizzati nelle aree del Paese classificate a rischio idrogeologico elevato o molto elevato, o esposti a rischio idrogeologico, in assenza o in totale difformità del permesso di costruire. Saranno ammessi in via prioritaria gli interventi di rimozione di opere in aree classificate a rischio molto elevato, sulla base di un apposito elenco elaborato trimestralmente dal ministero dell’Ambiente. Un emendamento del Movimento 5 stelle approvato ha inoltre introdotto una multa da 2mila a 20mila euro al responsabile di un abuso edilizio che trasgredisce l’obbligo di demolizione di ripristino dei luoghi. La norma, che agisce sul testo unico per l’edilizia, specifica che la multa si applica ‘fatte salve l’applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti’, e che si applica sempre la sanzione più alta in caso di abusi realizzati su aree – per esempio – di interesse archeologico, naturale o a rischio idrogeologico elevato o molto elevato. I proventi delle sanzioni vengono destinati esclusivamente alla demolizione e rimessione in pristino delle opere abusive e alla acquisizione e attrezzatura di aree a verde pubblico.

AL VIA IL FONDO PER POTENZIARE LE INFRASTRUTTURE IDRICHE Nasce, a partire dal 2014, presso la Cassa conguaglio per il settore elettrico, un Fondo di garanzia per gli interventi finalizzati al potenziamento delle infrastrutture idriche in tutto il territorio nazionale, alimentato con una specifica componente della tariffa del servizio idrico integrato, determinata dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico (Aeegsi). La norma specifica che il Fondo è finalizzato al rilancio dei programmi di investimento per il mantenimento e lo sviluppo delle infrastrutture idriche, comprese le reti di fognatura e depurazione, in tutto il territorio nazionale, anche con riferimento agli interventi connessi alla tutela della risorsa idrica dal punto di vista idrogeologico.

DIMINUISCONO CATEGORIE DI RIFIUTI AMMESSI IN DISCARICA Diminuiscono – grazie all’approvazione di un emendamento M5s – i rifiuti che possono essere ammessi alle discariche per quelli considerati non pericolosi, che saranno: residuo secco stabilizzato dei processi di selezione dei rifiuti solidi urbani; rifiuti non pericolosi di qualsiasi altra origine che soddisfano i criteri di ammissione dei rifiuti previsti dalla normativa vigente. La normativa vigente prevede invece che i rifiuti ammissibili nelle discariche per i rifiuti non pericolosi siano invece: rifiuti urbani; rifiuti non pericolosi di qualsiasi altra origine che soddisfano i criteri di ammissione dei rifiuti previsti dalla normativa vigente; rifiuti pericolosi stabili e non reattivi che soddisfano i criteri previsti dalla normativa vigente. Sarà l’Ispra a definire le linee guida sul materiale che va in discarica dopo il trattamento.
PROCEDURA UNICA CAVI/CONDOTTE RETE ELETTRICA NAZIONALE Nel caso di condotte o cavi facenti parte della rete nazionale di trasmissione dell’energia elettrica, o di connessione con reti energetiche di altri Stati, non soggetti a valutazione di impatto ambientale, l’autorizzazione è rilasciata dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le Regioni interessate, nell’ambito del procedimento unico di autorizzazione delle stesse reti.

RIFORMA DELLE AUTORITÀ DI BACINO Il provvedimento riforma la normativa sulle autorità di bacino stabilendo, in primis, che nei distretti idrografici coincidenti con il territorio regionale, le regioni istituiscono l’Autorità di bacino distrettuale, a cui sono attribuite anche le competenze regionali previste dalla parte terza, e il ministero dell’Ambiente assume le funzioni di indirizzo e coordinamento con le altre Autorità di bacino distrettuale. Una modifica della commissione Ambiente ha inoltre riguardato la possibilità di una articolazione territoriale a livello regionale (sub-distretti), attraverso l’utilizzo delle strutture delle soppresse Autorità di bacino regionale e interregionale. Viene inoltre prevista, fino all’emanazione del decreto ministeriale sui canoni di concessione per l’utenza di acqua pubblica, la stipula da parte del ministero dell’Ambiente e delle regioni di accordi di programma per la determinazione della quota parte di diverse entrate tra le quali le concessioni del demanio idrico, oltre a quelle derivanti dall’applicazione del principio ‘chi inquina paga’ per il finanziamento di misure e funzioni che integrano i programmi dei Piani di tutela delle acque e le altre funzioni (studio e progettazione) attribuite alle Autorità di bacino. Tra le altre cose viene differito al 31 dicembre 2016 il termine per l’approvazione regionale dei piani di tutela.