Dopo l’approvazione lo scorso 27 giugno al Senato, il dl crescita del governo Conte è legge. Alcune norme contenute nel provvedimento tuttavia sono dannose per alcuni comparti della nostra economia. In particolare, nel decreto legge sono state introdotte delle novità sul versante degli ecobonus e dei sismabonus: l’articolo 10, infatti, permette ai cittadini che eseguono lavori di efficientamento energetico o di messa in sicurezza sismica del proprio immobile, di chiedere al fornitore, in alternativa alla detrazione fiscale dal 50% all’85% in 10 anni, uno sconto immediato sulla fattura pari all’importo della detrazione stessa. 
Con questa norme le imprese del settore edile sono chiamare a fare da banca: non è così che si sostiene il mondo produttivo. Per questo avevo promosso anche una proposta di legge alternativa in proposito. In questo modo si rischia di mettere in crisi ulteriore un settore che negli ultimi anni ha già dovuto affrontare serie difficoltà che hanno inciso molto negativamente sui ricavi.

A parole tutti vogliono aiutare gli artigiani e le piccole e medie imprese, ma queste normative vanno nella direzione opposta, avvantaggiando le imprese più redditizie e di grandi dimensioni, provocando una distorsione della concorrenza che penalizza le imprese di dimensioni ridotte.

Il governo non lasci cadere nel vuoto anche questo appello e corregga una normativa che rischia seriamente di danneggiare le PMI. Faremo proposte per modificare questo intervento inutile e dannoso, ma anche per offrire una alternativa per rendere più fruibili gli ecobonus.