A cura dell’ufficio stampa
L’economista Filippo Taddei a Forlì parla delle riforme economiche, incalzato dalle domande di oltre 200 persone che hanno partecipato all’incontro, voluto dal Pd forlivese e dal parlamentare Marco Di Maio
“L’Italia ha pagato un prezzo altissimo per la crisi economica di questi anni anche perchè ha preferito giocare la partita della competitività abbassando i salari, anzichè scommettere su ciò che sappiamo fare meglio. Il jobs act vuole invertire questa rotta, rendendo il contratto stabile più conveniente di quello precario”. Oltre duecento persone hanno gremito il circolo Asioli l’altra sera per l’incontro sulle riforme economiche con Filippo Taddei, economista e responsabile Economia e lavoro del Partito Democratico.

Preceduto dagli interventi di Valentina Ancarani (segretario del Pd forlivese), Lubiano Montaguti (assessore comunale al lavoro) e del deputato Marco Di Maio che lo ha personalmente invitato a Forlì, Taddei ha risposto alle tante domande provenienti dal pubblico che lo hanno incalzato per chiarire gli aspetti anche più critici del piano per il lavoro lanciato dal Governo Renzi e dalla maggioranza parlamentare che lo sostiene.

L’Italia negli anni scorsi non ha avuto il coraggio di affrontare una vera riforma del mercato del lavoro – ha detto Taddei – inventandosi un unicum assoluto che è quello dei para-subordinati, milioni di italiani che non sono nè autonomi nè dipendenti. A questi si aggiungono le partite iva, molte delle quali fasulle e nate per mascherare rapporti di lavoro subordinato. Le nostre riforme mirano non solo a incentivare le assunzioni a tempo indeterminato attraverso robusti sgravi fiscali, ma anche a consentire a questi milioni di lavoratori di avere da subito, dal primo giorno di applicazione del nuovo contratto a tutele crescenti, tutte le garanzie e le tutele necessarie e che con le altre forme contrattuali non avevano”.

A chi, a fronte dei primi dati economici positivi relativamente alle nuove assunzioni e alla ripresa dei fatturati, ha obiettato che questa situazione rischia di interrompersi quando finiranno gli incentivi, Taddei ha risposto senza mezzi termini: “Non ci sono dubbi sul fatto che gli incentivi verranno resi strutturali e definitivi, perchè il nostro obiettivo è far sì che il contratto stabile sia per sempre più conveniente di quello precario”, ha detto l’economista.