Lo scorso 19 marzo il deputato romagnolo Marco Di Maio si è collegato in diretta Facebook con il sottosegretario agli Affari esteri, Ivan Scalfarotto, per rispondere ai numerosi interrogativi sui nostri connazionali che si trovano all’estero per ragioni di lavoro o in vacanza.

Non appena è scoppiata l’emergenza legata alla diffusione del virus Covid19, “la nostra prima reazione è stata quella di chiudere immediatamente tutti i voli da e per la Cina” ha affermato Scalfarotto. “In questo momento stiamo limitando alcuni diritti fondamentali che sono scritti nella nostra Costituzione: all’art.16, infatti, c’è scritto che il cittadino si può spostare liberamente all’interno del territorio nazionale. Ma lo stesso articolo afferma anche che possono esserci limitazioni dovute a ragioni sanitarie, quindi stiamo agendo nel rispetto delle norme costituzionali”.

In merito alle misure restrittive introdotte in Italia per contenere il contagio, Scalfarotto ha parlato di “maturità dell’opinione pubblica nell’accettare quelle limitazioni”. Alcuni paesi “hanno dovuto aspettare del tempo per prendere le stesse decisioni dell’Italia. C’è il caso della Gran Bretagna ad esempio: addirittura all’inizio sembrava che non volessero fare nulla e aspettare l’immunità di gregge. Questo atteggiamento ha creato una grandissima preoccupazione nella comunità italiana in Gran Bretagna”.

Per quel che riguarda i nostri connazionali che in queste settimane si trovano all’estero, “è chiaro che non riusciremo a portarli tutti insieme in Italia. E peraltro sconsiglio il ritorno a casa in massa: quando diciamo che bisogna stare a casa, vuol dire che bisogna stare in casa dovunque essa sia. Va tenuto conto anche che l’italiano che arriva da fuori si deve mettere in auto isolamento per 14 giorni”.

“Parliamo di un numero potenzialmente altissimo di italiani che vogliono fare rientro nel nostro Paese e bisogna trovare degli aerei che li riportino indietro. Non c’è altra soluzione, non è pensabile che ci siano dei voli militari che vadano a recuperare centinaia migliaia di italiani, non siamo neanche attrezzati. Quello che stiamo facendo realisticamente è lavorare insieme alle linee aeree Alitalia e Neos: prima le nostre ambasciate sul luogo fanno una specie di censimento di quante sono le persone che sono bloccate o che devono tornare, poi si cerca di organizzare dei voli. Si tenga conto però che sono dei voli particolari perché partono vuoti e tornano pieni quindi costano il doppio di quanto costerebbe normalmente un volo di linea”.

Infine il sottosegretario Scalfarotto ha sottolineato l’importanza del sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it, nel quale ci sono tutti i riferimenti (numeri telefonici di Ambasciata e Consolati) per affrontare problemi di primaria urgenza.