Di fronte ad un’emergenza sanitaria di così grande portata, il nostro sistema sanitario (che sta reggendo bene e con grande professionalità, grazie alla dedizione, alla pazienza e alla generosità dei professionisti che vi lavorano ad ogni livello della “catena”, a cui va il nostro fervido ringraziamento), è necessario prepararsi anche ad un possibile aumento delle necessità di intervento. Per questo può essere utile coinvolgere le strutture e laboratori privati accreditati, che rispondono a criteri di affidabilità e standard qualitativi assimilabili agli istituti pubblici, per effettuare i tamponi faringei e tutte le iniziative di prevenzione e contrasto del virus che verranno decise. Un patto tra pubblico e privato, ovviamente sotto la regia pubblica, per affrontare l’emergenza con tutte le forze possibili in campo.

L’alleanza tra pubblico e privato che così bene funziona nella nostra Regione, può e deve essere replicata in maniera altrettanto efficace in questa fase, non solo in Emilia-Romagna ma su tutto il territorio nazionale, o quanto meno nelle zone più colpite dal virus. Ciò per consentire al sistema di rispondere nella maniera più efficace e rapida possibile assicurando il regolare svolgimento di tutte le altre prestazioni e servizi anche qualora si fosse in presenza (come stimano importanti virologi, a partire da Roberto Burioni) di un aumento dei casi dovuto principalmente alla capillare campagna di controllo e monitoraggio.

Siamo di fronte assolutamente fuori dall’ordinario e occorrono iniziative straordinarie, in un accordo pubblico e privato che metta al centro la tutela della salute pubblica e fornisca il massimo supporto possibile, dal punto di vista sanitario, sociale e psicologico.