E’ stato approvato giovedì alla Camera il “decreto carceri” che, prevede  misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria. Di seguito una serie di domande e risposte ricorrenti sulla validità di questo provvedimento che ritengo positivo sotto molti punti di vista (ad accezione del fatto che ancora una volta abbiamo lavorato su un decreto fatto dal Governo sul quale è stata posta la fiducia).

Ecco le domande&risposte
Il Decreto carceri è un indulto mascherato?
Assolutamente no perché non è previsto alcun automatismo per la liberazione anticipata speciale in quanto sarà sempre il magistrato di sorveglianza a decidere. Questo significa che non ci saranno scarcerazioni indiscriminate e tantomeno pericoli per la sicurezza dei cittadini.

Ma è vero che potranno tornare liberi i mafiosi e gli assassini?
Falso perché è stato approvato un emendamento del PD che esclude che della liberazione anticipata speciale possano beneficiare i condannati per mafia, terrorismo, omicidio, violenza sessuale, rapina aggravata, estorsione. Sarà e comunque la magistratura di sorveglianza ad esprimersi.

Come verranno controllati i condannati fuori dal carcere?
Quando un detenuto è agli arresti domiciliari o sta scontando la sua pena alla detenzione domiciliare, verrà controllato con il c.d. “braccialetto elettronico”.

Cosa si prevede per i detenuti tossicodipendenti?
Viene ridotta la pena per il piccolo spaccio; i minori tossicodipendenti in attesa di giudizio verranno affidati in comunità terapeutica; abrogazione del divieto di disporre per più di due volte l’affidamento terapeutico al servizio sociale

È previsto per i detenuti il “reclamo”?
Si, con più ampie garanzie sia per quello in via amministrativa che per quello davanti al magistrato di sorveglianza.

Chi vigilerà sulla vita in carcere?
Viene istituito presso il Ministero della Giustizia il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, nominato con decreto del Presidente della Repubblica. Un collegio di 3 membri, di cui un presidente, che restano in carica per 5 anni, non prorogabili.

Ma la detenzione domiciliare esiste ancora?
Alla possibilità di scontare presso la propria abitazione la pena detentiva non superiore a 18 mesi, anche se parte residua di pena più alta, è stata tolta la scadenza del 31 dicembre 2013 e sarà possibile utilizzala anche in futuro.

Che si fa per i detenuti stranieri?
Sono state previste procedure più veloci per l’identificazione e l’espulsione dal nostro Paese diventa misura alternativa alla detenzione.

Ma un condannato che ha già in corso una misura alternativa e riceve una nuova condanna che fa?
Il magistrato di sorveglianza e non più il tribunale, deciderà se quella misura alternativa alla detenzione posa proseguire o se invece debba essere revocata. Anche qui nessun automatismo e rischi per la sicurezza dei cittadini.

Come cambia l’affidamento in prova al servizio sociale?
Viene innalzato da 3 a 4 anni il limite di pena per la sua applicazione, con più ampi poteri del magistrato di sorveglianza per la sua concessione.