Responsabilità e fermezza. I sindaci romagnoli si posizionano dalla parte giusta rimanendo responsabilmente dentro l’ordinamento vigente nel nostro Paese, anche se in totale disaccordo con i suoi contenuti; e con fermezza si schierano con quell’ampio fronte di sindaci italiani che – riprendendo anche le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – invocano una modifica del decreto. Così com’è, infatti, è una bomba per la sicurezza della nostre comunità, che sta già mostrando i suoi effetti. Anziché insultare i sindaci e provocarli, il governo e i suoi esponenti dovrebbero mettere da parte la loro arroganza e ascoltarli.
Non si tratta di “disobbedienza”, ma di una legittima opposizione a norme del decreto sicurezza che già in parlamento abbiamo denunciato essere in alcune parti contrarie al diritto europeo e alla Costituzione. Il decreto comporta che vengano messi in strada migliaia di individui che in questo modo diventeranno invisibili per lo Stato, ma presenti nelle nostre comunità. Persone che non vengono rimpatriate, non vengono assistite, non vengono integrate in alcun modo a danno di tutta la comunità che sarà così meno sicura.
Maggiore sicurezza si ha solo con una maggiore integrazione basata su un corretto equilibrio tra diritti e doveri, non con l’esclusione e l’emarginazione: quella serve solo ad alimentare una propaganda che giova solo a chi cerca consensi soffiando sulle preoccupazioni dei cittadini e illudendoli che esistano soluzioni facili a problemi così complessi.