Il 26 gennaio si vota per la Regione Emilia-Romagna e ormai si entra nel vivo di una sfida mai così importante come questa volta. Stefano Bonaccini ha aperto la sua campagna elettorale a Bologna, riempiendo con oltre 10mila persone la splendida piazza Maggiore. Nessuno, credo, ogni saprebbe riempire quella piazza in quel modo. Conosco Stefano da dieci anni, da ben prima di essere eletto in parlamento, e ne apprezzo la dedizione, la perseveranza, la determinazione. In questi cinque anni da presidente dell’Emilia-Romagna, ha fatto della nostra regione la locomotiva del Paese e una delle terre più avanzate d’Europa.

Il discorso che Bonaccini ha fatto a Bologna è stato degno del territorio che ha governato e si candida a governare per i prossimi cinque anni. Per chi non lo ha ascoltato, invito a farlo da qui. Non basta aver governato bene per convincere gli elettori, lo abbiamo visto: serve dare una prospettiva di futuro a questa c’è nel nostro progetto. Sono orgoglioso di sostenerlo e di farlo assieme a tutte le persone che vorranno seguire questo cammino.

La nostra è una Regione che non si deve accontentare, che sa di dover fare meglio, di dover fare di più, di non doversi sedere sugli allori dei risultati raggiunti. Puntando su educazione, salute, servizi alle famiglie, sostegno alle imprese, cultura, sostenibilità ambientale, tecnologia, innovazione e sulle future generazioni.

Con l’orgoglio per quello che siamo e con la consapevolezza di quello che serve per il futuro di questa terra, andremo a vincere il 26 gennaio e continueremo a fare dell’Emilia-Romagna il luogo del presente e del futuro. Senza promettere la luna, ma per dare ai nostri figli le stesse opportunità che hanno avuto i nostri genitori.
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