Contro la povertà c’è bisogno di agire, ma in troppi parlano e basta. I temi sociali sono prioritari nella nostra agenda di Governo. Non parole o slogan, piuttosto interventi specifici e leggi che possono aiutare chi è in difficoltà. Dal 1° dicembre 2017 è attivo il reddito di inclusione, la prima misura nazionale di contrasto alla povertà, uno strumento per l’inclusione sociale e la lotta all’emarginazione.

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DISOCCUPATI OVER 55, FAMIGLIE CON MINORI, DISABILI, DONNE IN GRAVIDANZA
Il beneficio è rivolto alle persone in povertà assoluta, dando priorità alle famiglie con minori, disabili, donne in gravidanza a quattro mesi dal parto e over 55 disoccupati.

IMPORTO MASSIMO FINO A 534 EURO MENSILI
L’importo del beneficio è pari ad un massimo di 534 euro mensili (6.408 l’anno) e potrebbe aumentare l’anno prossimo a fronte di risorse ulteriori stanziate nella legge di bilancio fino a 540 euro.

COME E DOVE
Il beneficio economico è erogato tramite la carta REI che consente anche prelievi di contante entro la metà dell’importo massimo attribuito. La carta viene concessa dalle Poste. La domanda dovrà essere presentata presso i comuni o altri punti di accesso indentificati dai comuni stessi.

IL MODULO
A questo link dell’Inps è possibile scaricare il modulo per fare domanda.

REDDITO E NON SOLO
Con la legge per il contrasto alla povertà non c’è solo la novità del reddito di inclusione, ma una riforma organica e strutturale del sistema delle politiche sociali che risponde a principi di equità e di efficacia nell’accesso e nell’erogazione delle prestazioni. I progetti di attivazione e di inclusione sociale divengono, così, personalizzati per il nucleo familiare e predisposti da una equipe costituita dagli ambiti sociali territoriali più vicini al soggetto coinvolto, con la partecipazione anche degli altri servizi interessati.

Gli stanziamenti messi in campo sono di 800 milioni per il 2016, un miliardo e mezzo a partire dal 2017, 2 miliardi per il 2018.