Si scrive nuovi Lea ma si legge screening neonatali e nuovi vaccini gratis, diagnosi precoce e trattamento dei disturbi dello spettro autistico, terapia del dolore, esenzioni per le patologie rare e croniche come l’endometriosi e la celiachia, arti artificiali, sistemi di riconoscimento vocale, comunicatori oculari per persone con gravissime disabilità, e molto altro.

C’è un mondo (anzi, ce ne sono tanti) dietro le 110 nuove prestazioni che abbiamo inserito nei Livelli essenziali di assistenza e che dal 2017 sono garantite dal Servizio Sanitario Nazionale (800 milioni di euro stanziati) per aiutare le persone, gratuitamente o quasi, a vivere tutti i giorni una vita più dignitosa. Una revisione attesa da oltre quindici anni e di cui siamo particolarmente orgogliosi.

Dopo molti anni abbiamo una riforma della professioni sanitarie (in cui rientreranno anche i biologi e gli psicologi) che contiene anche norme sulla responsabilità professionale del personale sanitario e l’esercizio abusivo della professione.

Abbiamo introdotto criteri più omogenei e stringenti alla sperimentazione clinica e riorganizzato i comitati etici, gli organismi indipendenti che hanno la responsabilità di garantire la tutela dei diritti, della sicurezza e del benessere delle persone in sperimentazione.

Abbattere gli sprechi è stato il nostro assillo, così come aumentare i finanziamenti per la ricerca, in particolare quelli dedicati ai fondi strutturali per i farmaci innovativi e oncologici.

Sul fronte dei lavoratori, abbiamo varato norme per assumere i vincitori di concorso ancora in lista d’attesa, per limitare il lavoro flessibile, per stabilizzare i precari e per permettere alle Regioni virtuose di avere meno vincoli per le assunzioni, in modo da poter completare organici scoperti da anni a partire dalle carenze nei pronto soccorso e nelle terapie intensive.

Il lavoro di cinque anni di legislatura e l’aumento progressivo e costante delle risorse stanziate (la dotazione del Fondo nazionale in questi anni è passata da 109 a 114 miliardi) hanno cominciato a cambiare il volto del nostro sistema sanitario. E con la legge di Bilancio 2018 gli investimenti proseguono: 1 miliardo in più per la Sanità, rifinanziati i due fondi per i farmaci innovativi e oncologici, 450 milioni di euro per il Fondo per la non autosufficienza – segno distintivo di questa legislatura – implementato con altri 50 milioni ed esteso ai malati di Alzheimer, 7 milioni al Fondo di assistenza ai bambini affetti da malattia oncologica per il triennio 2018-2020 e 60 milioni l’anno al nuovo Fondo strutturale per ampliare la platea degli esenti dal pagamento del superticket per agevolare l’accesso alle prestazioni sanitarie a specifiche categorie di soggetti vulnerabili.