#fatticoncreti | Svolta cruciale nella lotta all’illegalità economica 

L’illegalità economica sottrae guadagni, ostacola una tassazione equa, limita fortemente la concorrenza. In questi anni l’abbiamo combattuta con la reintroduzione del falso in bilancio, la creazione dell’Autorità contro la Corruzione, la modifica del reato di voto di scambio e l’incremento delle misure contro l’evasione fiscale. Infine abbiamo deciso di punire severamente l’autoriciclaggio. Il ‘lavaggio in proprio’ di denaro sporco è infatti un crimine che inquina fortemente il sistema produttivo del paese. E’ uno di quei casi in cui Europa, Onu e il Fondo Mondiale Internazionale ci chiedevano di metterci in regola.

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IL CONTENUTO DELLA NUOVA NORMA
Il reato colpisce chi impiega, sostituisce, trasferisce il denaro o gli altri proventi derivanti da un atto illecito da lui commesso in precedenza in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro origine.

PENE COMMISURATE A REATO PRESUPPOSTO
La sanzione è legata alla gravità del reato commesso per ottenere il denaro che si vuole riciclare: se punito con pene sopra i 5 anni o se di natura mafiosa, per l’autoriciclaggio è prevista la reclusione da due a otto anni e la multa da 5mila fino a 25mila euro. Se sotto i 5 anni, reclusione e multa si dimezzano: carcere da uno a quattro anni e pena pecuniaria da 2.500 a 12.500 euro. La condanna comporta obbligatoriamente la confisca dei proventi. L’autoripulitura del ‘nero’ colpisce anche le società, le quali, per evitare conseguenze, devono dimostrare di aver adottato adeguati modelli organizzati di prevenzione.