Nei giorni scorsi ha destato un po’ di clamore la mia scelta di non prendere in considerazione l’ipotesi di una candidatura a sindaco di Forlì. Voglio qui raccogliere e ribadire le ragioni di questa scelta che ho voluto assumere subito con la massima libertà e la piena chiarezza che hanno caratterizzato tutte le decisioni che ho preso da quando ho assunto ruoli di rilevanza pubblica.

Sarei ipocrita se dicessi che è una sfida in cui mi piacerebbe buttarmi; penso che fare il sindaco della propria città sia il massimo onore che può essere conferito ad un cittadino. Dunque direi il falso se negassi di averci pensato e che non mi piacerebbe provarci. E’ un’ambizione che non posso negare, prima di tutto a me stesso.

Voglio ringraziare le tante persone che negli ultimi giorni mi hanno fatto conoscere la propria opinione, si sono interessate, mi hanno sollecitato in un senso e nell’altro. Devo ricordare a tutti che ho un impegno sottoscritto con ciò che di più importante c’è nelle relazioni tra le persone: la loro fiducia. Oltre 48mila persone con il proprio voto il 4 marzo mi hanno dato un mandato preciso: rappresentare Forlì e altri 13 comuni in parlamento.

Non ero candidato in una lista bloccata; ero candidato senza rete di protezione nel collegio uninominale maggioritario che comprende oltre a Forlì anche altri 13 Comuni, di cui 8 nell’area Faentina (Forlimpopoli, Bertinoro, Meldola, Forlì, Tredozio, Modigliana, Faenza, Brisighella, Casola Valsenio, Riolo Terme, Solarolo, Castel Bolognese, Cotignola e Bagnara). Era una partitaa secca, senza ripescaggi, come un quarto di finale a Wimbledon: o vinci o sei fuori.

Io, noi abbiamo vinto, andando controtendenza rispetto a tutto il resto che è avvenuto nel Paese, visto che il centrosinistra ha perso nel 90% dei collegi uninominali. Abbiamo compiuto un’impresa titanica, di cui devo ringraziare tutti quelli che l’hanno resa possibile: gli elettori, chi ha lavorato alla campagna, i partiti della coalizione che mi hanno candidato, chi mi ha dato fiducia.

Oggi, dopo nemmeno 5 mesi, non sarebbe serio, corretto e giusto dire: “abbiamo scherzato. Ora mi candido a fare qualcos’altro”. Peraltro se mi candidassi a sindaco e vincessi, ci sarebbero 14 comuni (circa 250mila abitanti in totale) che dovrebbero votare di nuovo dopo le comunali per eleggere il mio sostituto. Perchè essendo candidato senza rete, il mio sostituto non viene scelto da una lista bloccata ma deve essere di nuovo votato direttamente dai cittadini.

Non è serio, non è eticamente corretto ed è politicamente sbagliato. Dunque rispetterò il mandato che mi è stato conferito e che mi ero candidato a svolgere, rimarrò in parlamento. Dove mi trovo perchè lo hanno deciso direttamente le persone, con il loro voto. Credo sia una questione di serietà anteporre il rispetto dei ruoli e delle istituzioni alle proprio, legittime ambizioni personali.

Non sopporto quelli che saltano da una poltrona all’altra ignorando il mandato ricevuto dagli elettori; sono grato alle molte persone che in questi giorni mi stanno sollecitando (chi a candidarmi, chi a non farlo); ma non posso candidarmi a sindaco di Forlì. Continuerò a lavorare per le città e tutto il territorio come ho fatto fino ad oggi dimostrando che si possono produrre risultati anche senza fare il sindaco. Ora si apre un percorso di costruzione che avrà possibilità di essere vincente quanto saprà aprirsi al coinvolgimento diretto di energie, idee e persone dell’associazionismo, del mondo delle imprese, delle professioni, del volontariato.

Spero che questa decisione aiuti a sgombrare il campo da inutili polemiche: sia quelle di chi sosteneva che io stessi “tramando” per la non ricandidatura di Drei perchè volevo prendere il suo posto; sia quelli che pensavano che candidandomi a sindaco avrei liberato un posto appetibile per qualcun altro; sia quelli che sostengono che non mi sia candidato per paura di perdere (se fosse questa la paura, non mi sarei candidato in un collegio uninominale maggioritario ma avrei chiesto di andare nel listino bloccato).

Insomma, la mia è una scelta libera, molto consapevole, rispettosa della volontà degli elettori, delle persone coinvolte e della mia città a cui mi sento profondamente legato. Ed è anche una scelta fatta nella massima limpidezza, come tutti i comportamenti che ho tenuto fin qui da quando ho assunto cariche pubbliche. Guardiamo avanti e lavoriamo per costruire, sempre.