“I fondi per il 2018 e per il 2019 ci sono, verranno riattivati e verranno erogati ai nati nel 2000 e nel 2001”: con queste parole il neo ministro dei Beni Culturali, il grillino Alberto Bonisoli, ha fatto marcia indietro rispetto alla decisione di qualche giorno fa di non rifinanziare il bonus cultura ai 18enni che abbiamo introdotto nella scorsa legislatura. Queste parole arrivano dopo una mobilitazione che abbiamo promosso in tanti e che ha visto il sostegno anche di molti ragazzi.

“18 app” è un provvedimento preso come esempio anche in Europa che ha un semplice obiettivo: far avvicinare alla cultura in ogni sua espressione i ragazzi e le ragazze che si stanno affacciando nel mondo dei grandi. Un investimento di 200 milioni di euro che fino ad oggi ha permesso a 800.000 giovani di poter acquistare libri (per un totale complessivo di quasi 132 milioni di euro), cd, concerti, biglietti del cinema, spettacoli teatrali ed eventi culturali: credo ci siano poche cose più belle dell’aiutare i nostri giovani a crescere più istruiti, più acculturati, più interessati e curiosi del mondo che li circonda.

Se anche un solo ragazzo si è appassionato alla lettura o al cinema grazie a 18app è comunque un successo di cui andare orgogliosi: abbiamo contribuito nel nostro piccolo a rendere migliore la vita di quel giovane.
È positivo che il ministro abbia cambiato idea: speriamo che in futuro il governo dedichi alla cultura le stesse energie e gli stessi fondi che sono stati dedicati negli ultimi anni. “Con la cultura non si mangia” diceva qualcuno. C’è da augurarsi che i tempi bui in cui si faceva cassa tagliando sulla cultura siano finiti per sempre.

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