Una legge di civiltà, da lungo tempo attesa e che ci avvicina all’Europa. E’ quella sul cosiddetto “divorzio breve”, approvata in via definitiva mercoledì sera alla Camera. Per le coppie che chiederanno il divorzio ‘consensualmente’ serviranno solamente 6 mesi; per quelle che invece ricorreranno al giudice, 12 mesi. Non saranno, dunque, più necessari tre anni per mettere fine al matrimonio. Dopo 40 anni dalla legge Fortuna-Baslini vengono modificate le norme sul divorzio.

DIVORZIO BREVE La norma sul ‘taglio’ dei tempi, tra la separazione e la richiesta di divorzio, prevede che dai tre anni previsti dalla precedente legge si passa a 12 mesi; 6 mesi per la separazione consensuale. Tra le novità, il fatto che la decorrenza del tempo non partirà dalla prima udienza di fronte al presidente del tribunale, ma dal deposito della domanda di divorzio.

AFFIDAMENTO FIGLI La sentenza del giudice – sull’affidamento dei figli e il loro mantenimento – varrà anche dopo “l’estinzione del processo, fino a che non sia sostituita – si legge nel testo del ddl – da un altro provvedimento emesso a seguito di nuova presentazione del ricorso per separazione personale dei coniugi” o a seguito di ricorso per il divorzio.

SEPARAZIONE BENI DA QUANDO SI VIVE SEPARATI Anticipo della separazione dei beni. Fino a ora il momento effettivo di scioglimento della comunione dei beni tra marito e moglie si verifica quindi ‘ex nunc’, solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione personale. La nuova legge prevede invece che, nel caso di separazione personale, la comunione venga meno prima, nel momento in cui il giudice li autorizza a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale. L’ordinanza con la quale sempre i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all’ufficiale di stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione.