Più garanzie sulle coperture delle risorse mancanti per l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, più equità per le fasce sociali a maggiore disagio e la possibilità di arrivare ad un allentamento del patto di stabilità per i comuni con i bilanci in regola. Sono alcune delle richieste che i rappresentanti dei comuni del territorio forlivese hanno rivolto al deputato Marco Di Maio, che nella sua veste di membro della Commissione Finanze della Camera ha organizzato venerdì un incontro rivolto a tutti i sindaci del comprensorio e loro rappresentanti per fare il punto sul decreto Imu (il cui iter parlamentare è cominciato in questi giorni).
 
“L’obiettivo è far vivere sul territorio l’attività parlamentare – fa notare Marco Di Maio – e raccogliere dai sindaci, rappresentanti dei cittadini per eccellenza, gli elementi e i suggerimenti utili per preparare emendamenti e correzioni al decreto Imu, che esaminerò assieme ai colleghi della Commissione Finanze a partire dalla prossima settimana”.
 
“Sono emerse indicazioni importanti circa la defizione delle risorse che saranno destinate ai Comuni per compensare il mancato introito – aggiunge il deputato – in particolare sulle modalità per la compilazione del bilancio. Inoltre suggerimenti utili sono emersi circa gli interventi che possono essere attuati per salvaguardare i proprietari di case in maggiore difficoltà nonchè la possibilità di estendere la riduzione (se non l’eliminazione) dell’Imu sugli immobili strumentali connessi alle attività produttive (scelta già compiuta per le attività agricole. Proseguiremo con questo metodo di lavoro, che si rivolge a tutti gli amministratori del territorio, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, anche per rafforzare il ruolo dei Comuni nel contesto della futura Unione a 15 e coinvolgerli nelle decisioni che vengono assunte a livello nazionale”.

“E’ necessario impostare, e incalzeremo in questo senso – aggiunge il deputato forlivese – un vero piano di intervento che metta in fila tutte le priorità che riguardano il sistema locale, sia sotto il profilo finanziario e quello ordinamentale. Il processo di riforma che era iniziato con la legge sul federalismo fiscale e con la carta delle autonomie deve essere ripreso. Bisogna responsabilizzare i territori, premiare gli enti virtuosi e penalizzare gli altri, misurare le performance dei singoli comuni sono attività che devono essere portate avanti”.