Alcuni amici mi hanno contattato preoccupati perchè da qualche giorno scrivo meno su Facebook. Altri per insultarmi pensandomi in vacanza dopo gli articoli usciti in questi giorni che raccontano di un parlamento chiuso per 10 giorni, di vacanze anticipate, di parlamentari che non fanno nulla. Ai primi invio una rassicurazione: sto benissimo e sono in piena salute. Ai secondi un sorriso: non sono alle Bahamas o a sciare sulle Dolomiti, ma semplicemente qui in Romagna a incontrare persone, aziende, associazioni, a lavorare su progetti con amministratori locali, associazioni culturali e di solidarietà sociale, a cercare di risolvere situazioni di pesante difficoltà, a studiare.

Durante le sessioni di bilancio l’aula della Camera è impossibilitata ad approvare leggi; si riunisce solo la Commissione Bilancio e con i suoi componenti. Lo scorso anno il “ponte” dell’8 dicembre e i giorni seguenti è accaduta una cosa simile per la riforma costituzionale: ho passato giornate e notti intere a lavorare sulla riforma assieme ai miei colleghi di commissione. Non penso per questo di essermi meritato una medaglia perchè era ciò che in quel momento dovevo fare. Si può essere d’accordo o meno sul contenuto di ciò che facciamo a Roma e sul territorio, ma usare l’escamotage dell’aula di Montecitorio non convocata per denigrare e dileggiare, sinceramente mi dispiace.

Sarebbe come dire che lo studente e l’insegnante lavorano solo quando sono in classe, l’avvocato solo se sta in tribunale, l’imprenditore solo se sta in azienda, il camionista (mestiere che conosco da vicino, essendo quello di mio babbo) solo se sta al volante e non quando scarica la merce, registra i pagamenti e le consegne. Certo, passare come fannulloni, lavativi e mangiapane a tradimento è uno dei risvolti dell’incarico che ricopro pro-tempore e lo accetto; ma accettarlo in silenzio, sarebbe come dar ragione a chi vuol fare credere che “sono tutti uguali”. Buona serata!