Lunedì pomeriggio alla Camera di commercio di Forlì-Cesena, ho partecipato ad un incontro con i rappresentanti di tutte le categorie economiche del territorio provinciale. Una occasione di confronto densa di contenuti, ispirata dalla comune preoccupazione per la situazione economica, in cui era palpabile l’esasperazione per il protrarsi della crisi (la più lunga nella storia d’Italia) da parte degli imprenditori presenti; ma era evidente anche la ferma volontà di non rassegnarsi al declino e di voler continuare a investire nella propria azienda e sul futuro del territorio forlivese.

Forte è arrivata verso i rappresentanti delle istituzioni come il sottoscritto, la richiesta da parte di tutte le associazioni di attivare al più presto azioni concrete per sostenere la piccola e media impresa, l’ossatura del sistema economico italiano senza cui non è possibile far ripartire l’occupazione.

Si chiedono misure concrete e urgenti per la semplificazione burocratica, gli incentivi a chi investe, il supporto del sistema bancario, sia direttamente allentando i vincoli che ne frenano lo sviluppo, sia indirettamente sostenendo i confidi. E poi una seria riforma delle istituzioni e della politica, a cominciare dalla legge elettorale (e qui non si può dire che non avessimo un’opportunità per dare un segnale vero di buona volontà).

Senza fare promesse irrealizzabili, mi sono limitato ad assicurare il massimo impegno possibile nel lavorare in sinergia con le associazioni e le imprese del territorio, nel rispondere alle loro sollecitazioni; ma ho chiesto anche alla Camera di commercio e alle associazioni di categoria un impegno, ossia quello di incontrarci periodicamente per mettere a punto proposte mirate di cui possa farmi portavoce in Commissione Finanze (di cui faccio parte), dove si trattano tutte le questioni legate al fisco, alle banche, assicurazioni, agevolazioni. Un impegno reciproco ad affiancare all’analisi (spesso anche critica) anche la proposta.