industria40È stato presentato a Milano il Piano Nazionale Industria 4.0, alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del Ministo dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Il Piano prevede una serie di investimenti pubblici in 4 anni per complessivi 23 miliardi di euro, cosi’ distinti: 13 miliardi di incentivi fiscali, piu’ 10 miliardi di investimenti diretti (su banda larga, Fondo centrale di garanzia, altri). Di questi investimenti, 1,3 miliardi sono previsti per quello che il piano definisce lo “scambio salario-produttivita’”. Un insieme di azioni strategiche per il rilancio produttivo del nostro Paese.

> Le slide di presentazione del Piano 

 MODELLO ITALIANO – Sul 4.0 tutti i grandi Paesi hanno impostato un loro modello che prevede sinergie diverse tra pubblico e privato. Il modello italiano punto su queste caratteristiche: pochi grandi player privati industriali e Ict; limitato numero di capi filiera; sistema fortemente basato sulle pmi; ruolo chiave di pochi grandi poli tecnologici di livello mondiale; forte connotazione culturale dei prodotti finiti (il made in Italy 4.0). Secondo il governo, in piano “mobilitera’” solo nel primo anno investimenti privati per altri 10 miliardi.

DIRETTRICI CHIAVE – Investimenti innovativi da privati +10 miliardi (da 80 a 90 miliardi); +11,3 miliardi di spesa privata  in ricerca, sviluppo e innovazione; +2,6 miliardi di volume di investimenti privati “early stage”; investimenti sulle competenze: 200mila studenti universitari e 3.000 manager specializzati sui temi 4.0 (355 milioni, gia’ stanziati, per l’ implementazione del Piano Nazionale Scuola Digitale); +100% di studenti iscritti (saranno stanziati 200 milioni dai privati e 700 milioni dal pubblico per master universitari e Istituti Tecnici Superiori specializzati sui temi 4.0; “Competence Center” nazionali (100 milioni dai privati, 100 milioni dal pubblico).
DIRETTRICI DI ACCOMPAGNAMENTO – Cosi’ il piano definisce le principali iniziative contenute, e i relativi finanziamenti: 6 miliardi dai privati e 6,7 miliardi (in 4 anni) dal pubblico per la banda larga; 22 miliardi dai privati e 0,9 miliardi (nel 2017) dal pubblico perla riforma e il rifinanziamento del Fondo Centrale di Garanzia; 1 miliardo dai privati e 0,1 miliardo dal pubblico (nel 2017) per il made in Italy; 2,8 miliardi dai privati e 1 miliardo (nel 2017) dal pubblico per i “contratti di sviluppo”; 1,3 miliardi dal pubblico in quattro anni per il rafforzamento dello “scambio salario-produttivita’”.
POLI DI RICERCA DI LIVELLO MONDIALE – Si tratta dei cluster tecnologici sul modello di Human Technopole a Milano, nell’ambito dei quali si prevede un incremento dei dottorati di ricerca. Previsti investimenti per 70 milioni dai privati e 170 dal pubblico (di cui 150 gia’ stanziati.
IPERAMMORTAMENTO E SUPERAMMORTAMENTO – Il piano prevede per chi investe in innovazione un iperammortamento e un superammortamento. L’iperammortamento consiste nell’incremento della aliquota degli investimenti 4.0 dall’attuale 140% fino al 250%. Il superammortamento prevede una proroga con aliquota al 140% “ad eccezione di veicoli ed altri mezzi di trasporto che prevedono una maggiorazione ridotta al 120%”. La modulazione del credito di imposta per ricerca e innovazione sara’ incrementale, con l’aliquota della spesa interna portata fino al 50%, e con un credito massimo da 5 fino a 20 milioni di euro.
DETRAZIONI FISCALI – Previste detrazioni fiscali fino al 30% per investimenti fino a 1 milione di euro in start-up e pmi innovative. L’impegno pubblico complessivo nei 4 anni e’ pari a 23 miliardi tra incentivi fiscali e investimenti innovativi, l’impegno privato previsto – indicativamente – dal piano e’ pari a 24 miliardi in quattro anni.
LA CABINA DI REGIA – Prevede questa composizione: Presidenza del Consiglio; Ministeri dell’Economia, dello Sviluppo Economico, dell’Istruzione, del Lavoro, delle Politiche Agricole, dell’Ambiente; Politecnici di Bari, Milano e Torino oltre alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; i Centri di ricerca; la Cdp; Confindustria e, piu’ in generale, il mondo economico e imprenditoriale; i sindacati.