impresa-manifatturieraE’ una legge di stabilità che ripone grande attenzione sulla piccola e media impresa. Dagli incentivi gli investimenti alla cancellazione dell’imu sui macchinari, dal taglio dell’Ires a partire dal 2017 agli ecobonus, senza dimenticare i provvedimenti che consentono di disattivare le cosiddette “clausole di salvaguardia” introdotte dai precedenti governi e che prevedevano per il 2016 l’aumento di accise sui carburanti e dell’Iva sui consumi per oltre 16 miliardi di tasse in più. Capitolo a parte, poi, l’agricoltura, fortemente presente nella legge di stabilità. E ancora gli sgravi per le imprese che assumono a tempo indeterminato.

NESSUN AUMENTO DI IVA O ACCISE – Se ne parla poco, ma è una misura altrettanto importante al pari altri. La disattivazione per il 2016 delle clausole di salvaguardia ereditate dalle precedenti manovre, per un valore complessivo di 16,8 miliardi, farà sì che non ci sarà alcun aumento di accise sui carburanti e Iva (quella ordinaria resterà così fissata al 22 per cento, quella ridotta al 10 per cento).

SOSTEGNO AGLI INVESTIMENTI: SUPER-AMMORTAMENTO – Per premiare le imprese virtuose che scelgono di investire, viene loro concesso di portare in deduzione fiscale non il 100 per cento, ma il 140 per cento del valore dell’investimento effettuato in macchinari. È una misura che si applicherà sugli acquisti effettuati a partire dal 15 ottobre 2015, così da evitare che l’effetto attesa finisca per bloccare gli investimenti. In altre parole, questo “superammortamento” si applica sul valore fiscale di beni nuovi, acquistati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016, e il beneficio interessa tanto i beni acquistati in proprietà quanto quelli acquisiti in leasing. Vengono inoltre maggiorati del 40 per cento i limiti per la deduzione delle quote di ammortamento dei mezzi di trasporto ad uso promiscuo (che non vengono utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa). Attualmente la deducibilità è fissata al 20 per cento. Tale percentuale è elevata all’80 per cento per i veicoli utilizzati dai soggetti esercenti attività di agenzia o di rappresentanza di commercio.

DECONTRIBUZIONE PER LE ASSUNZIONI – Continueranno gli sgravi per chi assume con contratto a tutele crescenti o stabilizza i contratti a termine. Lo sconto sui contributi (con l’esclusione dei premi e contributi Inail), dopo la fase di emergenza dello scorso anno, che richiedeva un incentivo decisamente sostenuto per poter creare nuova occupazione, verrà progressivamente ridotto. Di qui alla fine del 2015 avrà una durata massima di tre anni e un tetto di 8.060 euro. Per i contratti firmati nel 2016 durerà massimo due anni con un taglio al 40 per cento, con la somma scaricabile che scende quindi a 3.250 euro. Dal 2017 la decontribuzione avrà durata massimo di un anno e il tetto sarà di 1.600 euro, fino a quando, nel 2018, il meccanismo dovrebbe essere azzerato.

VIA IMU SU IMBULLONATI – Viene eliminata l’Imu sugli “imbullonati”, vale a dire i macchinari, i congegni, le attrezzature e gli altri impianti funzionali al processo produttivo e fissati al suolo all’interno di capannoni o immobili adibiti alla produzione. Dal 1° gennaio 2016 le imprese potranno escludere questo tipo di macchinari dal calcolo della rendita catastale e quindi dalla base imponibile fiscale per il pagamento dell’Imu.

TAGLIO IRES DEL 2017 – L’Ires, l’imposta sul reddito delle società, si ridurrà dall’attuale 27,5 per cento al 24 per cento a partire dal 2017, con uno sgravio fiscale complessivo di 3,8 miliardi di euro nel primo anno e di circa 4 miliardi nel secondo. Dal 1° gennaio 2017, a regime, è inoltre prevista la riduzione all’1,20 cento dell’aliquota della ritenuta (operata a titolo di imposta) sugli utili corrisposti alle società e agli enti soggetti ad un’imposta sul reddito delle società negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, che consentono un adeguato scambio di informazioni (paesi inclusi nella cosiddetta white list) ed ivi residenti, in relazione a partecipazioni, strumenti finanziari e contratti di associazione in partecipazione, non relativi a stabili organizzazioni nel territorio dello Stato.

ADDIZIONALE IRES PER GLI ENTI CREDITIZI – La riduzione dal 27,5 al 24 per cento dell’Ires non varrà di fatto per gli enti creditizi e finanziari (compresa la Banca d’Italia), per i quali è stata infatti prevista una addizionale del 3,5 per cento a partire dal 2017. In cambio gli istituti avranno un incremento della deducibilità degli interessi passivi che  passerà dal 96% al 100%.

PER I MANCATI PAGAMENTI – Istituito anche un Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti, con una analoga dotazione di 10 milioni di euro annui per il triennio 2016-2018, avente come finalità il sostegno alle piccole e medie imprese che entrano in crisi a causa del mancato pagamento da parte di altre aziende debitrici che devono rispondere in sede processuale di reati come estorsione, truffa, insolvenza fraudolenta e false comunicazioni sociali.

ACCESSO A FONDO DI GARANZIA – Introdotto, per il sostegno alle imprese fornitrici di società che gestiscono almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale soggette ad amministrazione straordinaria (tra cui l’Ilva), un apposito criterio per l’accesso al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

FONDO PER LE AZIENDE CONFISCATE – Istituito un Fondo, con risorse pari a 10 milioni di euro annui per ciascun anno del triennio 2016-2018, per il credito alle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata. Tali risorse saranno utilizzate per alimentare di 3 milioni di euro annui un’apposita sezione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e di 7 milioni di euro annui un’altra sezione apposita del Fondo per la crescita sostenibile.

AGEVOLAZIONE TASI PER GLI IMMOBILI ‘MERCE’ – Ridotta l’aliquota Tasi allo 0,1 per cento per i cosiddetti “immobili merce”, i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita. I Comuni possono in ogni caso modificare la suddetta aliquota, in aumento, sino allo 0,25 per cento o, in diminuzione, fino all’azzeramento. Tale agevolazione si aggiunge alla già prevista esenzione Imu.

SOCIETA’ DI BENEFIT – Con l’introduzione di una apposita disciplina generale viene promossa la costituzione e favorita la diffusione di società che nell’esercizio dell’attività economica, oltre alla divisione degli utili, perseguono finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti ed associazioni con finalità rivolte alla collettività e al benessere sociale.