Voglio condividere insieme a voi dei dati incoraggianti, che sanciscono una vittoria della Scienza sulla propaganda no-vax. Entro il 15 febbraio ogni Regione era tenuta a trasmettere al ministero della Salute i dati sulle coperture vaccinali del 2018, il primo anno intero dall’entrata in vigore della legge che prevedeva l’obbligo delle vaccinazioni. I dati da inviare riguardavano due vaccini: l’esavalente (anti difterite, tetano, pertosse, polio, emofilo B e epatite B) e il quadrivalente (anti morbillo, parotite, rosolia e varicella).
Ed è così in Lombardia i dati di copertura dell’esavalente sono arrivati al 95,3%, un record, percentuali del genere non si registravano dal 2010; anche la Toscana ha superato il 95%, la soglia di sicurezza che assicura l’immunità di gregge. Analogo traguardo è stato raggiunto per questo vaccino anche in Emilia-Romagna e Lazio. 
Leggermente diversa la situazione sul ‘quadrivalente’, il tipo di vaccino contro cui si è scatenata maggiormente la furia della propaganda antivaccinista, per il quale la soglia di sicurezza non è stata ancora raggiunta in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. I dati sono comunque in crescita; e se consideriamo che nella sola provincia di Rimini, vera e propria ‘roccaforte’ dei no-vax, il quadrivalente in due anni è passato dal 77 all’88% di copertura, possiamo affermare che le cose stanno finalmente cambiando.

Di fronte a questi dati, quale sarà adesso la posizione del governo, da sempre contrario alla legge Lorenzin? Cosa dirà adesso la ministra Grillo che ha sempre attaccato, insieme alla Lega, l’obbligo delle vaccinazioni? I numeri parlano chiaro: si può anche non essere d’accordo sulla decisione di “imporre” per legge l’obbligo di vaccinare i propri figli, ma se l’alternativa è che un bambino di 8 anni, guarito dalla leucemia, rischi nuovamente di contrarre una malattia perché nella sua classe ci sono compagni non vaccinati e lui è immunodepresso (per citare solo l’ultimo caso), sono ancora più convinto di aver votato a favore di quella legge. Per lui, per i tanti nella sua stessa situazione e per la tutela della salute pubblica.