Con l’entrata a regime dal 2016 delle nuove modalità con cui Regioni ed enti locali concorrono alla sostenibilità delle finanza pubblica1, le disposizioni sugli enti territoriali previste dalla legge di bilancio sono orientate in senso espansivo, mirando principalmente: per le Regioni, ad attenuare il contributo alla finanza pubblica previsto a legislazione vigente, sia mediante una compensazione dello stesso mediante assegnazione di risorse destinate alla riduzione del debito, sia mediante norme volte ad attenuare i ripiani dei disavanzi pregressi; per i Comuni, attribuendo contributi per l’effettuazione di investimenti, prioritariamente in opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio, nonché mediante attribuzione sia di risorse che di spazi finanziari, anche per edilizia scolastica ed impiantistica sportiva e, inoltre, modificando alcune regole di bilancio; per le Province e Città metropolitane, a reintegrare parte dei trasferimenti soppressi da precedenti manovre, attribuendo risorse a tali enti ovvero ad altri enti (Regioni) che ne hanno assunto le funzioni. Vengono poi meglio definite le regole contabili vigenti per le autonomie speciali, con la messa a regime della disciplina del pareggio di bilancio per talune di tali autonomie che non vi erano ancora incluse, ed introdotte alcune misure di semplificazione della disciplina contabile degli enti territoriali.

Rapporti finanziari Stato-Regioni a statuto ordinario (co. 425-427)
In particolare, le nuove norme riducono l’entità complessiva del concorso alla finanza pubblica (per un importo di 300 milioni di euro per il 2018 e di 200 milioni per ciascuno degli anni 2019 e 2020) e stabiliscono che detto concorso dovrà essere realizzato mediante il contributo finalizzato alla riduzione del debito regionale (pari a 2.300 miliardi di euro), il taglio delle risorse destinate all’edilizia sanitaria (per 94,10 milioni) e, per la restante parte (300 milioni),  in parte dalla liquidazione della società Armamenti e aerospazio spa e in parte dal Fondo esigenze indifferibili.

Norme di favore per gli investimenti delle Regioni (co. 429-432)
Si consente alle Regioni che si impegnano a riqualificare la propria spesa attraverso il progressivo incremento degli investimenti di dilazionare in venti esercizi (rispetto ai dieci attuali) il ripiano del disavanzo da esse maturato al 31 dicembre 2014 e al 31 dicembre 2015.

Compensazione minor gettito Irap (co. 453)
Un ulteriore contributo è assegnato alle Regioni a compensazione del minor gettito IRAP derivante dalle agevolazioni introdotte dalla legge di stabilità 2015.

Stabilizzazione precari Regioni e Comuni (co. 455-bis)
Al fine di superare il precariato, le Regioni e i Comuni potranno continuare a trasformare in tempo indeterminato i contratti a termine del personale non dirigenziale assunto con contratto di lavoro a tempo determinato, sottoscritto a conclusione dei concorsi effettuati nel triennio 2007-2009, che abbia maturato, alla data di entrata in vigore del presente decreto, almeno tre anni di servizio alle loro dipendenze negli ultimi cinque anni.

Si allarga possibilità di stabilizzare precari in Comuni associati (488-bis)
Si modificano previsti per le assunzioni a tempo indeterminato di personale non dirigenziale da parte delle pubbliche amministrazioni per superare il precariato. In particolare, il requisito dell’essere in servizio alla data di entrata in vigore della legge “Madia” (L. n.124 del 2015) con contratti a tempo determinato presso l’amministrazione che procede all’assunzione, viene esteso, in caso di amministrazioni comunali che esercitino funzioni in forma associata, anche a chi è in servizio presso le amministrazioni con servizi associati.

Calcolo Tari (co. 21-bis)
Si estende anche al 2018 la possibilità per i Comuni di diminuire o aumentare del 50% i coefficienti di produttività quantitativa e qualitativa di rifiuti in base ai quali calcolare la Tari.

Autonomie speciali (co. 458)
Viene stabilito il definitivo passaggio alle regole del pareggio di bilancio, a decorrere dall’anno 2018, per quelle tra le autonomie speciali a cui continuavano ad applicarsi i vincoli del patto di stabilità interno, vale a dire la Regione Friuli-Venezia Giulia, la Regione Trentino-Alto Adige e le Province autonome di Bolzano e Trento.

 

Fondi per le opere pubbliche nei Comuni sciolti per mafia (co. 166)
Si istituisce un Fondo nello stato di previsione del Ministero dell’interno con una dotazione iniziale di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018 per la realizzazione e la manutenzione di opere pubbliche negli enti locali i cui organi consiliari sono stati sciolti per infiltrazioni di tipo mafioso.

Manutenzione della rete viaria di Province e Città metropolitane (co. 633-bis – 633-quater)
Si stanziano 120 milioni per il 2018 e 300 milioni per ciascuno degli anni dal 2019 al 2023 per la realizzazione di interventi relativi a programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di Province e Città metropolitane.

Piccoli Comuni (co. 477)
Si prevede un ulteriore stanziamento di 10 milioni di euro, a decorrere dal 2018, a favore del Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni.

Sblocco turn over piccoli Comuni (co. 477-bis)
Si prevede uno sblocco al 100% del turn over per i piccoli Comuni virtuosi fino a 5mila abitanti.

Utilizzo proventi vendite immobili per mutui (co. 478-bis)
Gli enti locali potranno utilizzare i proventi delle alienazioni patrimoniali per finanziare la quota capitale dei mutui o dei prestiti obbligazionari in ammortamento nell’anno o in anticipo rispetto al piano originario di ammortamento.

Utilizzo risorse derivante da rinegoziazione mutui (co. 478-bis)
Per gli anni dal 2015 al 2020 le risorse derivanti da operazioni di rinegoziazione di mutui, nonché dal riacquisto dei titoli obbligazionari emessi, possono essere utilizzate dagli enti territoriali senza vincoli di destinazione.

Fusioni di Comuni (co. 480-481)
Sono previste misure per favorire la fusione di comuni: a) incrementando il contributo straordinario per la fusione dei comuni, disponendo che la relativa quantificazione dovrà essere commisurata al 60% (e non più al 50%) dei trasferimenti erariali attribuiti per l’anno 2010; b) aumentando a 3 milioni (rispetto ai 2 attualmente previsti) il limite massimo del contributo attribuibile a ciascuno dei Comuni che si fondono. Viene conseguentemente aumentata di 10 milioni annui la dotazione finanziaria per tali operazioni.

Rimborso IMU (co. 482-483)
Si attribuisce ai Comuni nel 2018 (analogamente a quanto finora fatto dall’esercizio 2015 in poi) un contributo complessivo di 300 milioni a ristoro del minor gettito ad essi derivante in conseguenza della sostituzione dell’IMU sull’abitazione principale con la TASI su tutti gli immobili.

Risorse per le Province e le Città metropolitane (co. 464-466)
Si destinano risorse per l’esercizio delle funzioni fondamentali attribuite a tali enti, in misura pari a 317 milioni di euro per il 2018, 110 milioni annui nel 2019 e 2020 e 180 milioni annui a decorrere dall’anno 2021 per le province, e di 111 milioni per l’anno 2018 (ivi compreso il contributo di 12 milioni già vigente che si intende sopprimere) alle Città metropolitane. Si destina, inoltre, un contributo (30 milioni) per ciascuno degli anni 2018-2020 a favore delle Province che entro il 30 novembre 2017 hanno deliberato la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, hanno presentato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale o ne hanno conseguito l’approvazione o risultano in dissesto.

Assunzioni stabili nelle Province (co. 466 bis-quinquies)
Dal 2018 le Province potranno procedere ad assunzioni a tempo indeterminato di personale, da destinare prioritariamente alle attività in materia di viabilità e edilizia scolastica, nei limiti della spesa utilizzata per il personale cessato di ruolo nell’anno precedente.

Incremento spazi finanziari enti locali (co. 484 e 493)
Con il provvedimento si aumenta lo stanziamento previsto per gli enti locali di 200 milioni per ciascuno degli anni 2018 e 2019, e si dispone un ulteriore finanziamento, pari a 700 milioni annui, per il quadriennio dal 2020 al 2023. Viene inoltre inserita una ulteriore finalizzazione degli spazi finanziari in favore dell’impiantistica sportiva, si articolano ulteriormente le priorità relative all’edilizia scolastica e, inoltre, si apportano alcune precisazioni in ordine all’utilizzo di spazi finanziari da parte dei Comuni facenti parte di un’unione di comuni. Si introduce poi un ulteriore criterio, rispetto a quelli già previsti per l’attribuzione di spazi finanziari in favore degli enti locali, relativo agli investimenti per la messa in sicurezza del territorio per eventi meteorologici per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza. Si inseriscono, tra le priorità per l’assegnazione degli spazi finanziari agli enti richiedenti, per gli interventi diversi da quelli sull’edilizia scolastica, gli investimenti già avviati, a valere su risorse acquisite mediante contrazione di mutuo, e per i quali sono già stati assegnati spazi finanziari, ai sensi dell’ultimo decreto di attribuzione e gli investimenti finalizzati al potenziamento e al rifacimento di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Si inseriscono, tra gli enti che beneficiano in via prioritaria dell’assegnazione degli spazi finanziari per gli investimenti finanziati con avanzo di amministrazione o mediante operazioni di indebitamento, i Comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 15.000 abitanti, per i quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validato in conformità alla normativa vigente, completo di cronoprogramma della spesa.

Partecipazione PA banche di finanza etica e sostenibile (co. 494-bis)
Si permette alle amministrazioni pubbliche di acquisire o mantenere partecipazioni non superiori all’1 per cento del capitale sociale in società bancarie di finanza etica e sostenibile.

Predissesto enti locali (co. 494-bis)
Viene rimodulato il termine per i piani di rientro degli enti locali in predissesto che passa dai 10 anni attuali ad un massimo di 20 anni. Viene inoltre introdotto un criterio oggettivo per determinarne la durata massima. Per gli enti locali per i quali la Corte dei conti ha già accertato il grave mancato rispetto degli obiettivi intermedi del piano originario, un ulteriore mancato rispetto del nuovo piano comporta l’obbligo per l’ente di deliberare lo stato di dissesto.

Rimborso MIPAAF per regioni (co. 15-bis)
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF) potrà rimborsare, entro il limite di 60 milioni di euro per il 2017, le somme anticipate dalle Regioni a favore delle imprese agricole danneggiate dagli eventi calamitosi.

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