La “Rete Professioni Tecniche” – che racchiude nove Consigli delle professioni tecnico-scientifiche, per un totale di oltre 600.000 professionisti – ha chiesto di scongiurare la nascita della “Centrale di Progettazione delle opere pubbliche” con l’approvazione definitiva della manovra di bilancio 2019. Un appello rivolto alla politica per chiedere che l’articolo 17 della manovra venga abolito e che si avvii un dialogo serio e responsabile tra i professionisti tecnici e le istituzioni. Questo allarme è stato lanciato anche dagli ordini professionali romagnoli con i cui vertici ho avuto modo di confrontarmi nei giorni scorsi.

La creazione di questa Centrale avrebbe un impatto negativo sia sul mercato delle opere pubbliche che sull’andamento delle procedure amministrative, con il rischio che venga meno il principio di concorrenza e che si sovrapponga il ruolo del controllore con quello dei controllati. Per questo abbiamo proposto un emendamento ad hoc che sopprima di fatto la nascita di questa Centrale.

Nelle ore in cui la manovra sta terminando il suo iter alle Camere, abbiamo continuato a proporre il superamento dell’articolo 17 in modo che quest’organo, così come è stato concepito dal governo, non veda mai la luce. La sua nascita non solo potrebbe compromettere la trasparenza nelle procedure di esecuzione delle opere pubbliche, ma produrrebbe dei problemi anche sul piano organizzativo, poiché il personale da assegnare agli uffici sarebbe inadeguato rispetto alle necessità delle pubbliche amministrazioni.

In presenza di un tema così importante e strategico per il futuro del nostro Paese non possiamo accettare si proceda con fretta o con metodi sbagliati frutto di una scarsa conoscenza del mondo dei professionisti. Speriamo che il governo ci ascolti.