Sono molti i provvedimenti contenuti dentro la legge di Stabilità che abbiamo approvato alla Camera venerdì sera. Nel complesso non sarà la panacea di tutti i mali e non servirà da sola a cambiare le sorti del Paese; credo, però, che segni un’inversione di rotta rispetto al passato e tracci un solco da continuare a seguire per sostenere la ripresa economica, focalizzandosi soprattutto su famiglie, lavoratori e imprese. Di seguito una sintesi estrema dei contenuti della Legge di stabilità. Per approfondimenti, puoi scrivermi a comunicazione@marcodimaio.info

FONDO TAGLIA CUNEO FISCALE. Nasce il fondo taglia cuneo fiscale, con le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione fiscale. I tagli saranno divisi in egual misura tra lavoratori e imprese.

PENSIONI. Le pensioni tra 1.500 e 2mila euro saranno rivalutate al 95% e non al 90%, come previsto in origine.

ESODATI. Arrivano 950 milioni di euro per la salvaguardia di altri 17mila esodati oltre ai 6mila già garantiti dal testo originario.

TETTO CUMULO PENSIONI-REDDITI PUBBLICI. Arriva un tetto per il cumulo tra pensioni e stipendi pubblici, che si assesterrà a 300mila euro. La misura si applica anche ai vitalizi degli eletti, ma non ai contratti esistenti fino a scadenza.

FONDO POLITICHE ATTIVE LAVORO. Nuovo fondo per il lavoro, al quale andranno 55 milioni nel triennio 2014 – 2016. Le iniziative concrete saranno rimesse ad n decreto del ministero del Lavoro da emanarsi in 90 giorni.

CONTRATTI SOLIDARIETA’. Ai contratti di solidarietà andrà il 70% della retribuzione persa a causa della riduzione dell’orario di lavoro, per un ammontare massimo di 50 milioni di euro.

WEB TAX. Confermato l’obbligo di partita Iva per gli spazi pubblicitari e il diritto d’autore sul web. Soppresso invece lo stesso obbligo originario per le società che effettuano commercio elettronico.

STADI. Passa il piano di ammodernamento degli impianti sportivi esistenti e di costruzione di nuovi, ma solo se non comportano la realizzazione di nuovi complessi di edilizia residenziale.

BONUS BEBÈ. Confermato il bonus bebè per le famiglia a basso reddito, per un importo pari a circa 22 milioni per i nuovi nati e i bimbi adottati per l’anno 2014.

MINI-RATA IMU. Pagamento della mini-rata Imu e addizione Tares slittati dal 16 al 24 gennaio 2014. Non ci saranno inoltre sanzioni e interessi in caso di insufficiente versamento della seconda rata dell’Imu dovuta per il 2013 (purché si versi la differenza entro il termine della prima rata dovuta per il 2014). Verranno poi esentati dall’Imu i fabbricati rurali a uso strumentale.

AFFITTI, STOP AI CONTANTI. Il canone di locazione o di affitto non si potrà più pagare in contanti. L’attività di monitoraggio viene affidata ai Comuni.

CALCIOMERCATO. Passa la tassa del 15% sugli importi derivante dalla compravendita dei calciatori.

STOP IMPOSTA BOLLO SU CONTO TITOLI. A partire dal 2014, scomparirà l’imposta di bollo fisso su conto titoli pari a 34,20 euro. La misura è però compensata dall’aumento per le imprese dell’imposta da 4.500 a 14.000 euro.

FISCO, ARRIVA SANATORIA CARTELLE. Nuova sanatoria per le cartelle esattoriali, che andranno pagate in un’unica rata ma senza interessi di mora e senza interessi per mancata iscrizione a ruolo.

SPIAGGE, SANATORIA CONTENZIOSI. Sanatoria anche per i contenziosi sui canoni del demanio marittimo, riservata ai procedimenti giudiziari pendenti alla data del 30 settembre 2013. Si dovrà scegliere tra il versamento di un’unica soluzione di un importo pari al 30% delle somme dovute o tra il versamento fino a un massimo di nove rate annuali di un importo pari al 60%, oltre agli interessi legali.

LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI. Arrivano 126 milioni di euro per i lavoratori socialmente utili, di cui solo 100 milioni nelle aree di Napoli e Palermo.

BORSE DI STUDIO. Stanziati circa 50 milioni di euro a partire dal 2014 per le borse di studio a favore degli studenti universitari capaci e meritevoli ma privi di mezzi. Stanziati anche circa 80 milioni per il biennio 2014 – 2015 per la formazione specialistica dei medici.

NIENTE CONTRIBUTI ALLE IMPRESE CHE DELOCALIZZANO. Le imprese italiane che hanno delocalizzato la propria produzione ad un paese non appartenente all’Unione europea, decadranno dal beneficio dei contributi pubblici in conto capitale e dovranno restituire quelli già ottenuti.