L’Italia è l’unico paese europeo (dopo la Grecia e, in modo diverso, il Portogallo) che nei prossimi giorni firmerà, probabilmente alla presenza in Italia del presidente cinese Xi Jinping, l’accordo sulla cosiddetta “via della seta”. Si tratta di un programma (formalmente denominato “One belt, one road”) che punta a connettere la Cina con l’Africa e l’Europa, coinvolgendo 60 nazioni – per ora – e prevedendo un investimento gigantesco da oltre mille miliardi di dollari. 


Personalmente credo che l’Italia e l’Europa non possano restare fuori da questo percorso; ma che debbano starci ponendo delle condizioni e parlando con una voce sola, senza fughe in avanti o indietro.
La sensazione, però, è che il nostro Governo abbia fatto una scelta di campo e individuato come suoi nuovi partner strategici privilegiati Cina e Russia: sia per considerazioni di tipo geopolitico (oltre che il supporto avuto in occasione delle elezioni politiche, come dimostrato da vari studi) che per il malcelato obiettivo di vendere pezzi del nostro debito pubblico a cinesi e russi. 


Un modo per liberare un po’ di risorse con cui provare a far quadrare i conti scassati con l’ultima legge di bilancio: serviranno 23 miliardi solo per evitare l’aumento dell’Iva e altri 15 circa per far fronte agli effetti derivanti dalle previsioni economiche sbagliate. 
Se fosse così, saremmo ad un paradosso grave: il governo dei sovranisti-populisti che si consegna nelle mani di due potenze straniere. Vedremo. Quel che è certo è che l’Italia si appresta ad assumere una posizione che ci isolerà dai nostri alleati europei ed occidentali, probabilmente senza spendere una parola sulle pesanti lacune che la Cina presenta sul piano dei diritti umani, del rispetto delle libertà religiose e individuali, sullo sfruttamento di interi pezzi di Africa tramite l’acquisizione di terreni e materie prime senza lasciare nulla alle popolazioni locali. 


Non mi pare una scelta avveduta spostare l’Italia da una posizione atlantista, vicina ai valori democratici e liberali che hanno garantito decenni di pace, verso alleati come Russia e Cina lontani anni luce da questi valori; ma questa è ovviamente solo la mia modestissima opinione. 

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