L’approvazione del disegno di legge delega sulla Pubblica amministrazione introduce una serie di cambiamenti anche per i dipendenti della P.A. La norma è all’esame del Senato per l’approvazione definitiva e poi dovrà essere applicata attraverso i decreti legislativi delegati dal parlamento al Governo per attuare i principi scritti nella legge. Vediamo cosa cambia per chi lavora nella Pubblica amministrazione.

LICENZIAMENTI FACILI E STRETTA SU ASSENZE STATALI Quando scatta un’azione disciplinare contro un dipendente della P.a. non potranno più passare 100 giorni (come avviene ora), e soprattutto non si potrà più concludere tutto con un nulla di fatto, altrimenti a rimetterci sarà il dirigente responsabile. Il procedimento dovrà essere portato avanti senza escludere il licenziamento. Il governo dunque dovrà legiferare sulla materia introducendo norme in tema di responsabilità dei dipendenti ‘finalizzate ad accelerare, rendere concreto e certo nei tempi di espletamento e di conclusione l’esercizio dell’azione disciplinare’.

A INPS CONTROLLO CERTIFICATI MALATTIA STATALI Le visite fiscali dei dipendenti statali saranno affidate all’Inps (e non più alle Asl). Dunque, all’Istituto dovranno essere attribuite le ‘competenze’ e le ‘risorse’ attualmente impiegate dalle P.a. per l’effettuazione degli accertamenti medico-legali. Inoltre, viene precisato che l’Inps, per le nuove visite, dovra avvalersi ‘prioritariamente’ dei medici inseriti nelle ‘liste speciali’ ad esaurimento, che già oggi effettuano le visite per l’Inps ai dipendenti privati.

RUOLO UNICO DIRIGENTI E RIDUZIONE NUMERO Con la delega P.a. arriva anche il ruolo unico per i dirigenti statali, che saranno scelti in base al ‘merito’ e alla ‘formazione continua’. Chi vorrà assumere il ruolo non dovrà solamente sostenere un concorso ma dovrà anche superare un altro esame. Fino all’entrata a regime del ruolo unico, potrà essere prevista ‘ove necessario’ la graduale riduzione del numero dei dirigenti. La delega prevede, sempre per i dirigenti, la ‘definizione dei requisiti e criteri per il conferimento degli incarichi’.

CHI SARÀ ESCLUSO DAL RUOLO UNICO Saranno esclusi dal ruolo unico della dirigenza non solo i diplomatici, ma anche i prefetti e il personale di Consob, Bankitalia e Antitrust. La modifica introdotta alla Camera chiarisce che oltre ai diplomatici (già esclusi durante il passaggio del ddl P.a. al Senato) non rientreranno nel ruolo unico le altre carriere dirigenziali a ordinamento speciale: quella militare, quella prefettizia e quella in magistratura. E ancora: saranno esclusi dal futuro ‘albo’ unico i dipendenti degli enti che svolgono la loro attività per la vigilanza in materia di tutela del risparmio, di esercizio della funzione creditizia e in materia valutaria. Dunque, viene riferito, si tratta dei dipendenti della Consob, Banca d’Italia e Agcm.

DIRIGENTI LICENZIABILI E A TEMPO I dirigenti della P.a. potranno essere licenziati se privi di incarico. Infatti, dopo essere stati collocati in disponibilità, potrebbero decadere dal ruolo unico. Saranno attribuiti incarichi per quattro anni, rinnovabili – in assenza di concorso pubblico – per altri eventuali due anni. In rinnovo vale per una sola volta. Per decadere dal ruolo, però, il loro lavoro dovrà essere stato valutato negativamente dalla P.a. di appartenenza. Inoltre, alla Camera è stato previsto che i dirigenti per non essere licenziati potranno chiedere una retrocessione facendosi assegnare un posto da funzionario. E ancora: nell’assegnare a un dirigente un incarico nella P.a. dovrà essere previsto ‘obbligatoriamente un numero minimo di anni di servizio’.

RUOLO UNICO ANCHE PER DIRIGENTI AUTHORITY L’articolo 10 prevede L’introduzione ‘di ruoli unificati anche per la dirigenza delle autorità indipendenti’.

FINE SEGRETARI COMUNALI. MA PRIMA PONTE DI 3 ANNI Soppressione della figura del segretario comunale. Prima della cancellazione definitiva, però, viene previsto un periodo ponte di tre anni – anche per gli idonei – in cui i segretari potranno continuare a esercitare le stesse funzioni (di legalità), ma dopo essere stati inseriti nel ruolo unico della dirigenza.

VALUTAZIONE DIRETTORI ASL LEGATA A BILANCIO AZIENDA La ‘verifica’ e la ‘valutazione’ dei direttori generali delle Aziende sanitarie locali (Asl) dovrà tenere conto non solo del raggiungimento degli obiettivi sanitari ma anche dell’equilibrio economico dell’azienda.

STAFFETTA GENERAZIONALE, MA IN VERSIONE SUPER-LIGHT Arriva la staffetta generazionale per i dipendenti pubblici, ma in versione super ‘soft’. La norma – introdotta durante il passaggio in aula – prevede la possibilità per chi è vicino alla pensione di lavorare part-time, mantenendo i contributi pensionistici per il tempo pieno solamente con versamenti volontari. Con le risorse che si renderanno disponibili, a seconda dei part-time, scatteranno nuove assunzioni. Nel testo della delega P.a. si legge: il governo dovrà prevedere ‘la facoltà, per le amministrazioni pubbliche, di promuovere il ricambio generazionale mediante la riduzione su base volontaria e non revocabile dell’orario di lavoro e della retribuzione del personale in procinto di essere collocato a riposo’. Quindi attraverso la contribuzione volontaria si potrà ‘conseguire l’invarianza della contribuzione previdenziale’, consentendo allo stesso tempo, ‘nei limiti delle risorse effettivamente accertate a seguito della conseguente minore spesa per redditi, l’assunzione anticipata di nuovo personale’, rispettando però le norme sui vincoli assunzioni. In sostanza una ‘staffetta’ in versione super light.

ARRIVANO TELELAVORO E CO-WORKING Telelavoro e sperimentazione di forme di co-working e smart-working. Lo prevede l’articolo 11 della delega P.a. Entro 3 anni dalla sua attuazione i meccanismi di flessibilita’ lavorativa dovranno essere ‘operativi’ per almeno per il 20% degli statali che ne vogliano fare richiesta. E ancora: viene stabilito che il tele-lavoro dovrà servire anche a ‘creare’ maggiori condizioni per il ‘congedo parentale’, dovranno essere previste forme per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro con voucher per baby-sitter, puericultrici, badanti specializzate e convenzioni con asili nido e scuole materne.

RIORDINO RICERCA: PIÙ LIBERTÀ E AUTONOMIA PROFESSIONALE Arriva la riforma degli Enti pubblici di ricerca (Epr). La norma trasversale – sottoscritta da Pd, ex M5s, Lega, FI e Ap – delega il governo alla riforma degli Epr prevedendo per i ricercatori e i tecnici pubblici ‘libertà di ricerca, autonomia professionale’ e più ‘formazione all’aggiornamento’. Non solo, la proposta prevede anche la semplificazione dell’inquadramento della ricerca pubblica ‘in un sistema di regole più snello’ e norme diverse per budget e spese (dovrà essere riformato anche il rimborso della missioni). Gli Epr potranno quindi avere autonomia finanziaria. La riforma potrebbe riguardare 20 mila tra ricercatori e tecnici, impiegati nei circa 20 Enti pubblici. Tra questi, l’Istat, Isfol, Ispra, Cnr e i 12 enti vigilati dal ministero dell’istruzione.

NO PUNTEGGI CONCORSI PER CHI HA LAVORATO CON GABINETTI ‘Valorizzare’ nei concorsi pubblici chi è stato ‘precario’ nelle P.a., ma escludendo chi ha lavorato nei gabinetti e, dunque, chi ha avuto contratti di diretta collaborazione ‘con organi politici’.

PIÙ FLESSIBILITÀ MINISTERI. OK CAMBIO FORMA GIURIDICA Introduzione di una maggiore ‘flessibilità’ nella disciplina dell’organizzazione dei ministeri, da realizzare con la semplificazione dei regolamenti. La riforma potrà prevedere la modifica della forma giuridica e quindi consentire il passaggio dal modello dei dipartimenti a quello del segretario generale e viceversa ‘in relazione alle esigenze di coordinamento’.

ARRIVA STRETTA INCARICHI AVVOCATI STATO Gli incarichi direttivi non potranno essere conferiti ad avvocati dello Stato che andranno in pensione entro 4 anni dalla data di avvio della procedura selettiva. E ancora: gli incarichi avranno ‘natura temporanea’ per massimo 4 anni rinnovabili per una sola volta.

RIFORMA PROCESSO CONTABILE CORTE DEI CONTI Arrivano delle novità sul processo contabile davanti alla Corte dei conti e, in particolare, sui giudizi sulla responsabilità dei pubblici funzionari per danno erariale. La commissione Affari costituzionali ha infatti approvato un emendamento al ddl P.a. che aggiunge una delega al testo in tema di processi della Corte dei conti. Con la modifica si mira a dare certezza e velocità ai tempi del procedimento, aprendo alla possibilità di rito abbreviato per ‘garantire l’incameramento certo ed immediato di somme risarcitorie’ nelle casse dello Stato.

OK PROCEDIMENTO DISCIPLINARE MILITARI PRIMA DI SENTENZA Saranno estese al personale delle Forze armate le norme sul procedimento disciplinare dei dipendenti P.a.: quindi potranno essere presi provvedimenti disciplinari nei confronti dei militari anche se il processo che riguarda questi fatti non si è concluso.

STRETTA ORDINE EMERITO DELLA REPUBBLICA La Camera ha approvato un altro emendamento sugli organi dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. La modifica prevede l’eliminazione della Giunta del primo ordine presieduto dal capo dello Stato, la riduzione dei componenti del Consiglio (che passeranno da 16 a 10) e un limite alla durata degli incarichi (il cancelliere e i membri del Consiglio dureranno in carica 6 anni e non potranno essere confermati).

RIORDINO VIGILI FUOCO. MA DUBBI RGS Sì al riordino anche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Lo ha deciso sempre la commissione alla Camera approvando un emendamento a firma Alan Ferrari. La modifica però, a quanto si apprende, non piace alla Ragioneria generale dello Stato che potrebbe dare un parere contrario nella sua relazione tecnica al provvedimento. La modifica prevede una ‘ottimizzazione dell’efficacia delle funzioni’ dei Vigili del fuoco, in relazione ‘alle funzioni e ai compiti del personale permanente e volontario’ del Corpo. Infine, e dovrebbe essere questa la parte della norma contestata, si chiede ‘la soppressione, la modifica ed l’eventuale istituzione di nuovi appositi ruoli e qualifiche’.

LIMITI DIRIGENTI ESTERNI. IPOTESI QUOTA UNICA 10% Porre limiti alle quote di dirigenti che entrano nelle amministrazioni pubbliche senza concorso. È un’altra modifica introdotta al ddl P.a. in commissione. L’obiettivo è di ridurre il numero didirigenti esterni prevedendo uno quota unica sia per la Pa centrale che per gli enti locali. L’ipotesi – che riferiscono fonti di governo – è di prevede una soglia massima del 10% anche per le Pa locali (tetto al momento fissato al 30%). La modifica del relatore precisa che i limiti per la Pa centrale resta al 10% (come previsto dal dlgs 165 del 2001), ma inserisce nel ddl ‘l’eventuale revisione delle analoghe discipline e delle relative percentuali, definite in modo sostenibile per le amministrazioni non statali’.

OK RIFORMA COSTI INTERCETTAZIONI. VERSO TAGLIO DEL 50% Prevista la riforma dei costi delle intercettazioni telefoniche e ambientali chieste dalle Procure italiane per le indagini. La norma era già stata introdotta durante il passaggio al Senato, ma è stato deciso di ‘ritoccarla’ visto che così come era stata scritta – riferisce una fonte di Palazzo Chigi – ‘era di difficile realizzazione’. Con la modifica approvata si prevede dunque un taglio dei costi e si definiscono i criteri di cui il governo dovrà tenere conto nei futuri dlgs. Innanzitutto, dovranno essere riviste le ‘voci di listino per prestazioni obbligatorie’ in modo da perseguire un risparmio di spesa di almeno il 50% rispetto alle tariffe stabilite con decreto del ministero della Giustizia.

RIFORMA CAPITANERIE PORTI Eliminazione delle ‘duplicazioni organizzative’, ‘logistiche’ e ‘funzionali’ delle forze operanti in mare; ‘rafforzamento’ del coordinamento tra Corpo delle capitanerie di porto e la Marina militare, ‘nella prospettiva di una eventuale maggiore integrazione’.

RIDUZIONE PREFETTURE. ARRIVA UFFICIO UNICO Taglio delle Prefetture-Uffici territoriali del governo che confluiranno nell’ufficio territoriale dello Stato. Con la norma il governo è delegato a ‘ridurre’ entro 12 mesi gli uffici territoriali e ad accorparli (al momento in Italia c’è una prefettura per Provincia). Dunque probabilmente ragionerie, direzioni provinciali dell’Agenzia delle entrate, archivi notarili, soprintendenze, uffici scolastici, direzioni regionali e territoriali del lavoro saranno concentrati in una sede unica. Il taglio delle prefetture dovrà tenere conto, tra le altre cose, dell’estensione territoriale, della popolazione residente, dell’eventuale presenza di una Città metropolitana, di insediamenti produttivi e del tasso di criminalità.

CONFERENZA SERVIZI. STRETTA PER CHI NON PARTECIPA Le P.a. che non parteciperanno alla Conferenza dei servizi o non daranno il proprio parere sui provvedimenti in discussione non potranno nemmeno far valere il proprio principio di autotutela, quindi saranno obbligati a recepire le decisioni della Conferenza. Inoltre, la delega precisa che potrà partecipare alla conferenza ‘un unico rappresentante dello Stato’.

PIÙ POTERI A CHIGI, DA VIGILANZA SU AGENZIE A NOMINE Nel rispetto delle leggi e della Costituzione, il governo è delegato a precisare le funzioni di palazzo Chigi. La delega assegna più poteri al premier: sarà la presidenza del Consiglio a ‘vigilare’ sulle agenzie fiscali (come il Demanio o le Entrate). E ancora: la scelta delle nomine pubbliche dovrà passare per il Consiglio dei ministri. Dunque quella che oggi è una prassi diventerà presto legge. Per quanto riguarda le nomine dei manager pubblici ‘i procedimenti di designazione di competenza, diretta o indiretta, del governo o dei singoli ministri – si legge della delega P.a. – in modo da garantire che le scelte, quand’anche da formalizzarsi con provvedimenti di singoli ministri, siano oggetto di esame in Consiglio dei ministri’.

STOP FORESTALE, DA 4 A 5 CORPI. Si parla di assorbimento della Forestale in un altro Corpo. Con l’accorpamento unitario dovrà essere anche ‘omogeneo’ il passaggio delle funzioni (di tutela ambientale e alimentare). Dunque niente ‘spezzatino’ come previsto in un primo momento. Si passerà quindi da cinque corpi nazionali a quattro (resteranno Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Penitenziaria). Alla Camera si è poi previsto di riordinare l’assetto funzionale e organizzativo di tutte le forze, nel quale dovrà essere tenuto conto del merito (in particolare per le progressioni di carriera).

TAGLIO SU PARTECIPATE. COMMISSARIAMENTO SE IN ROSSO Arriva il riordino delle società partecipate delle P.a., con conseguente ‘razionalizzazione’, ‘riduzione’ e possibile commissariamento se in rosso. L’articolo 13 prevede appunto ‘la possibilità di piani di rientro per le società partecipate’ che hanno ‘bilanci in disavanzo’ prevedendo ‘l’eventuale commissariamento’. Lo stesso articolo predispone il taglio delle municipalizzate inutili. Sempre per quanto riguarda le società partecipate, si va verso una maggiore pubblicità e più ‘vincoli’ nelle assunzioni. I dlgs P.a. dovranno stabilire limiti stipendiali e introdurre criteri di valutazione dei dipendenti stessi. Maggiore pubblicità dovrà essere fatta anche per gli acquisti che vengono fatti. La stretta riguarda anche gli organi di controllo: sarà il a definire la ‘composizione’ e i ‘criteri di nomina’ dei collegi sindacali, in modo da renderli autonomi dagli enti proprietari, cioè Comuni, Province e Regioni.

PREMI AMMINISTRATORI PARTECIPATE SE RISULTATI Per gli amministratori delle società partecipate ‘il compenso economico variabile’ sarà definito in base ai risultati economici positivi o negativi della società.

GOVERNO ‘TAGLIERÀ’ DECRETI INUTILI. DA 2012 IN POI Il governo cancellerà o modificherà i decreti attuativi inutili, per i quali ‘non sussistono più le condizioni per l’adozione’. Il taglio riguarderà i decreti previsti dalle leggi entrate in vigore dal 2012 in poi. Il governo – una volta entrato in vigore la delega P.a. – avrà 90 giorni di tempo per emanare i dlgs.

PREMI A ENTI LOCALI SE GESTIONE SERVIZI A PRIVATI Premi e incentivi agli enti locali che aggregano o privatizzano la gestione dei servizi pubblici locali. La norma precisamente parla di ‘perdita del controllo pubblico’ della gestione dei servizi, come ad esempio quello idrico o lo smaltimento dei rifiuti. Inoltre, la delega P.a. Prevede lo ‘stop’ dei regimi di esclusiva dei servizi pubblici locali, ‘non conformi ai principi generali in materia di concorrenza’.