Sembra scontato, ma non lo è. Negli ultimi mesi, ogni volta che l’ISTAT rende pubblici nuovi dati riguardo il tema dell’occupazione, questi segnalano un trend positivo: l’occupazione aumenta, la disoccupazione diminuisce. Oggi addirittura si registra il più alto numero di occupati da quando è iniziata la raccolta di questi dati (1977): 23 milioni e 200 mila persone. In più anche il tasso di disoccupazione giovanile è diminuito, rispetto all’anno scorso, di altri 2,5 punti percentuali. Non sono risultati ottenuti per caso, ma sono il frutto del lavoro serio ed efficace dei governi Renzi e Gentiloni, che grazie al Jobs Act hanno invertito la rotta.

Non si deve però negare che il lavoro da fare è ancora molto, bisogna migliorare la qualità e la durata dei contratti, continuare a diminuire ulteriormente il numero di coloro che non riescono a trovare occupazione, concentrarsi maggiormente sulle politiche giovanili…insomma, la strada è ancora lunga ed è per questo che mi auguro con tutto il cuore che il nuovo governo non distrugga ciò che in questi anni siamo riusciti con fatica a costruire. Se chi avrà l’onere e l’onore di governare questo Paese nei prossimi mesi, anche a seguito di promesse difficilmente realizzabili, riuscisse a fare meglio, chi ne gioverà non sarà un partito o una parte politica, ma saranno tutti gli italiani. E io sarò lieto di applaudire.