Assieme ad alcuni colleghi deputati, abbiamo presentato un ordine del giorno nell’ambito della discussione del decreto “lavoro” per chiedere “interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale”. Si tratta di un’azione coordinata assieme ad altri giovani parlamentari per spingere il Governo a fare di più per rispondere alla necessità di interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale. Tutto ciò nell’ambito del decreto legge che istituisce una struttura sperimentale di missione presso il ministero del lavoro per l’attuazione, dal 1° gennaio 2014, del programma “Garanzia per i giovani” (Youth Guarantee) e per la ricollocazione dei lavoratori beneficiari di interventi di integrazione salariale (in particolare, degli ammortizzatori sociali in deroga).

Nel testo sosteniamo che è “necessario completare gli interventi del provvedimento, definendo un quadro organico e specifico di misure anche di natura legislativa, idonee ad assicurare ai giovani fino a 25 anni di età, entro quattro mesi dal termine di un ciclo di istruzione formale o dall’inizio di un periodo di disoccupazione, un’offerta di lavoro, di prosecuzione dell’istruzione scolastica, di apprendistato o di un tirocinio di qualità elevata”.

Infatti “il livello di disoccupazione giovanile in Italia è assai più alto di quello di altri Paesi Europei e ciò dipende in gran parte dal fatto che essi dispongono di sistemi di formazione professionale meglio calibrati sulle reali esigenze del mercato del lavoro e sarebbe auspicabile che anche noi recepissimo le migliori pratiche di Paesi a noi simili”.

Inoltre si chiedono al Governo “misure per modernizzare i sistemi d’istruzione e formazione professionale, rafforzare la cooperazione tra istruzione e imprese per agevolare il passaggio dall’istruzione al lavoro, migliorare l’integrazione nel mercato del lavoro dei giovani scarsamente qualificati, affrontare lo squilibrio tra le competenze disponibili e quelle richieste, promuovere apprendistati e tirocini in settori economici chiave, nonché l’imprenditorialità e le imprese in fase di avviamento”.

In conclusione il Governo è spronato a “prendere l’iniziativa in sede europea per una armonizzazione delle legislazioni in materia di formazione in modo da creare uno spazio europeo della formazione funzionale ad un mercato interno integrato del lavoro. I giovani Italiani, infatti, oggi cercano lavoro in tutti i Paesi dell’Unione e si scontrano con la difficoltà di disporre di qualifiche e formazione professionale in genere disomogenee rispetto a quelli dei nostri partners europei”.